Sciopero scuola del 14 novembre: studenti in lotta per una nuova Istruzione!

Pubblicato il da Redazione - Scuola e Università

Sciopero scuola del 14 novembre: studenti in lotta per una nuova Istruzione!

Venerdì 14 novembre segna l’inizio di una serie di mobilitazioni studentesche e scioperi promossi in diverse città italiane, che coinvolgono sia le scuole sia le università. A guidare la protesta sarà l’associazione studentesca Osa, che ha scelto di battezzare la giornata con il titolo emblematico di “NoMeloniday”. Questo evento, che si svolgerà in 35 piazze italiane, rappresenta un’opportunità per gli studenti di far sentire la propria voce contro le attuali politiche scolastiche e universitarie.

I motivi della protesta

“Siamo pronti a bloccare scuole e università”, ha dichiarato Osa, evidenziando il fortissimo senso di indignazione tra i giovani riguardo alle recenti riforme educative. Queste riforme, sostenute dal governo Meloni, sono criticate per non rispondere alle esigenze moderne degli studenti. “Protestiamo per una nuova visione della formazione”, hanno aggiunto gli organizzatori, sottolineando la loro opposizione alla scuola proposta da Valditara e all’università di Bernini, oltre a richiedere un mondo più giusto e libero, anche in riferimento alla Palestina.

“Questo sarà un primo passo per rispondere agli attacchi alle scuole e per contrastare l’atteggiamento repressivo che caratterizza le ultime politiche governative”, hanno affermato gli studenti. In particolare, evidenziano le critiche alle affermazioni di Valditara sull’educazione sessuale, che hanno sollevato un ampio dibattito tra gli studenti. Il 15 e 16 novembre, i partecipanti si riuniranno a Bologna, Roma e Bari per una grande assemblea nazionale.

Un impegno anche per il clima

Non solo studenti: anche il 14 novembre si svolgerà uno sciopero nazionale promosso da Fridays For Future e dall’Unione degli Studenti, focalizzandosi su clima e istruzione. Questa giornata di protesta mira a riportare l’attenzione sulla crisi climatica, un tema che, secondo Marzio Chirico di Fridays For Future, è stato trascurato dalla politica. “I governi, in particolare quelli occidentali, devono riconoscere l’urgenza della situazione. È tempo di inviare un messaggio chiaro a chi ci governa”, ha affermato.

Tommaso Martelli, coordinatore nazionale dell’Uds, ha dichiarato: “Un’altra scuola e un altro mondo sono possibili. È fondamentale resistere contro le riforme sempre più repressive e riaffermare la necessità di un sistema educativo alternativo”. Così, il 14 novembre diventa un’occasione per far sentire la propria voce in coincidenza con la Giornata internazionale dello studente.

In aggiunta, i pendolari di Roma e coloro che utilizzano i mezzi pubblici saranno influenzati da uno sciopero di 24 ore indetto dai sindacati Usb Lavoro Privato e Orsa Tpl, che interesserà l’intera rete Atac. Le fasce di garanzia, dalle 8:30 alle 17 e dalle 20 fino a fine servizio, non garantiranno un servizio completo, mettendo a dura prova la mobilità nella capitale.

Il giorno precedente lo sciopero, il 13 novembre, gli studenti hanno già manifestato il loro dissenso. Un presidio si è svolto davanti al Teatro Petruzzelli di Bari, dove il ministro Giuseppe Valditara presentava il suo libro. “Non può parlare di buonsenso con le riforme che sta attuando”, hanno dichiarato gli studenti, evidenziando la disconnessione tra le parole e le azioni del governo.

Anna Chiara, studentessa al quinto anno di liceo linguistico, ha espresso il suo discontento sulle riforme educative che riducono gli anni di scuola nei percorsi tecnici professionali e negano l’insegnamento dell’educazione sessuale. Questo concerto di voci si unisce a un coro molto più ampio di studenti e giovani, determinati a difendere il diritto all’istruzione pubblica e accessibile a tutti.

Il 14 novembre, da piazza Umberto, i vari gruppi studenteschi di Bari, tra cui Uds, Udu e Zona Franka, daranno vita a un corteo per chiedere una scuola e un’università pubblica, perché l’istruzione non deve diventare un privilegio per pochi. Queste manifestazioni di protesta si ricollegano a un sentimento di urgenza condiviso da molti studenti: la scuola e l’educazione devono essere accessibili e liberamente fruibili.

Nel frattempo, il ministro Valditara si è impegnato in un dialogo con le consulte studentesche, affermando di voler ascoltare la voce degli studenti. “Le consulte rappresentano la democrazia”, ha sottolineato, mentre molti giovani chiedono a gran voce di essere inclusi nel processo decisionale riguardante il loro futuro educativo.

Per ulteriori approfondimenti e aggiornamenti sulle manifestazioni e sulla situazione educativa in Italia, vi consigliamo di consultare fonti ufficiali come il sito del Ministero dell’Istruzione e della Ricerca e le comunicazioni di Fridays For Future e dell’Unione degli Studenti.

Le voci degli studenti sono un segnale potente; il loro impegno è cruciale per un futuro migliore e più equo, non solo nel campo dell’istruzione, ma anche in quello climatico. All’orizzonte, ci sono nuove sfide e la prossima mobilitazione potrebbe definire il corso della lotta per un’istruzione di qualità e per un pianeta vivibile.

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