Privatizzazione del fiume Tapajós in Brasile: gli impatti ambientali

Pubblicato il da Redazione - aggiornato il - Green

Privatizzazione del fiume Tapajós in Brasile: gli impatti ambientali

Il Brasile sta promuovendo la navigabilità del fiume Tapajós come uno dei principali corridoi di spedizione dell’Amazzonia, preparando il terreno per la privatizzazione. Questa misura prevede una regolare attività di dragaggio e manutenzione per migliorare la capacità del fiume. Tuttavia, le comunità tradizionali e i gruppi ambientalisti avvertono che il dragaggio e l’aumento del traffico commerciale mettono a rischio le risorse ittiche, le aree di nidificazione delle tartarughe e altre forme di vita selvatica. La navigabilità del Tapajós è un elemento centrale dei piani logistici amazonici volti a trasportare beni come soia e carne, incluso il contestato progetto ferroviario Ferrogrão.

Proteste degli Indigeni e Impatti Ambientali

Il 7 novembre, diversi popoli indigeni, tra cui i Tupinambá, hanno occupato il fiume Tapajós con piccole imbarcazioni, bloccando il passaggio di barche cariche di soia vicino a Santarém, nello stato del Pará. In modo pacifico, hanno esposto striscioni con messaggi come “l’agricoltura passa, la distruzione rimane”, denunciando gli impatti socioambientali del progetto di navigabilità e di altre opere infrastrutturali destinate a trasformare la regione del Basso Tapajós in uno dei principali corridoi logistici del Brasile.

A una settimana di distanza, durante il vertice COP30 sul clima a Belém, i membri della comunità Munduruku hanno bloccato l’ingresso principale della conferenza per richiedere un incontro con le autorità brasiliane, protestando contro la privatizzazione del fiume e altre questioni urgenti.

Il progetto per il fiume Tapajós si estende per circa 250 chilometri e collega il porto di Miritituba, a Itaituba (Pará), alla città di Santarém, dove il fiume incontra il grande fiume Amazon. Negli ultimi dieci anni, il traffico merci in questo tratto è aumentato notevolmente, spinto dalla pavimentazione della BR-163, che collega gli stati granari del Brasile centrale con l’inizio del fiume Tapajós.

Il 14 novembre, un gruppo di Munduruku ha bloccato l’accesso alla COP30 per protestare contro la navigabilità del fiume. L’ampliamento della navigabilità è visto come un modo per favorire gli interessi dell’agrobusiness e del settore minerario. Il governo brasiliano ha deciso di espandere la capacità del fiume con l’obiettivo di consolidarlo come uno dei corridoi di esportazione prioritari del progetto Arco Norte. Questo progetto comprende una serie di infrastrutture destinate a migliorare l’efficienza logistica nel nord del Brasile.

Dredging e i Rischi Ambientali

Il 28 agosto, il Presidente Luiz Inácio Lula da Silva ha firmato un decreto che include la navigabilità del Tapajós nel programma di privatizzazione del Brasile, permettendo a privati di gestire il canale. Questo decreto ha sollevato preoccupazioni tra le comunità indigene e ambientaliste, poiché minaccia di alterare gli ecosistemi fluviali e le vite delle persone che dipendono da essi.

Le operazioni di dragaggio e il traffico aumentato di navi mercantili portano con sé notevoli rischi ambientali. Esperti avvertono che le attività di dragaggio potrebbero limitare l’accesso alle aree di pesca, aumentare l’erosione in zone residenziali vulnerabili e deteriorare la qualità dell’acqua. Questi fatti minacciano direttamente la fauna ittica e le fonti di sostentamento delle comunità locali.

L’acqua contaminata è anche un problema crescente, poiché il movimento dei sedimenti, assieme ai metalli pesanti provenienti da attività minerarie, sta compromettendo la salute dell’ecosistema acquatico. Vítor Vieira Alves, procuratore pubblico federale nello stato del Pará, ha affermato che “la vita tradizionale dei popoli indigeni e delle altre comunità è già influenzata,” evidenziando che il fiume è vitale per la pesca, il bagno e le attività quotidiane.

L’impatto sul fiume Tapajós è ulteriormente amplificato dal fatto che esso scorre attraverso aree protette, come la Riserva Estrattiva Tapajós-Arapiuns e la Foresta Nazionale del Tapajós. Questo solleva preoccupazioni riguardo alla biodiversità locale, poiché il dragaggio e il traffico intenso potrebbero compromettere la migrazione e la riproduzione di alcune specie, come le tartarughe amazzoniche nel Monte Cristo tabuleiro, uno dei santuari di tartarughe più grandi del Brasile.

La dragaggio non autorizzato e l’intensa attività di navigazione stanno portando a una crescente insoddisfazione tra le comunità tradizionali. Oltre a richiedere indagini per possibili irregolarità, queste comunità hanno chiesto per un rispetto maggiore delle normative internazionali e della consultazione preventiva, come stabilito dalla Convenzione 169 dell’ILO.

Un Futuro Sostenibile?

La presenza di un alto numero di membri delle comunità indigene e dei residenti fluviali sta spingendo il governo a promettere consultazioni più complete e significative. Durante il COP30, il ministro della Presidenza ha dichiarato che “il governo federale si impegna a realizzare una consultazione libera, preventiva e informata” con tutte le popolazioni della regione prima dell’implementazione di qualsiasi progetto sul fiume Tapajós.

La sfida di conciliare l’uso del fiume da parte degli abitanti locali con la trasformazione del Tapajós in uno dei corridoi di trasporto principali è complessa. Esperti locali avvertono che l’intensificarsi del traffico di grandi navi renderà sempre più difficile la navigazione per le piccole imbarcazioni delle comunità.

In questo contesto, il futuro della navigabilità del Tapajós e la sopravvivenza delle comunità locali rimangono incerti. Con la pressione crescente da parte dell’industria e il governo, la lotta degli indigeni e delle comunità fluviali per preservare il loro modo di vita continua.

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