Ticketmaster: dominio sul mercato dei concerti o semplice portatore di gioia?

Pubblicato il da Ignazio Aragona - Tecnologia

Ticketmaster: dominio sul mercato dei concerti o semplice portatore di gioia?

Live Nation e Ticketmaster sotto accusa: inizia il dibattito legale

In una corte del centro di Manhattan, gli avvocati del Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti e di 40 procuratori generali hanno avvertito una giuria che l’industria dei concerti è sotto pressione a causa di un monopolista: Live Nation-Ticketmaster. Il principale avvocato del DOJ, David Dahlquist, ha sostenuto che questa azienda ha costruito un “volano” di potere, costringendo i clienti delle sedi a rimanere nel proprio ecosistema e minacciando di ritorsioni se tentavano di lasciare. Dahlquist ha affermato che per competere, i rivali nel settore del ticketing dovrebbero offrire una sorta di “assicurazione contro le ritorsioni” ai luoghi che temono di perdere i concerti di Live Nation. “Oggi, l’industria del ticketing è rotta”, ha dichiarato Dahlquist alla giuria. “È controllata da Live Nation e dalla sua affiliata, Ticketmaster.”

La risposta di Live Nation: un’industria fiorente

Secondo Live Nation, la narrativa è più positiva. Il lead counsel di Live Nation, David Marriott, ha affermato che ci sono più venue di concerti che mai. Anche le prime slide della presentazione erano vivaci, mostrando immagini di concerti colorati e poster di artisti famosi come Bad Bunny e Ariana Grande. Marriott ha cercato di ribadire che il concetto di superiorità non deve essere visto come una minaccia.

Sette settimane di battaglie legali attenderanno ora il tribunale per stabilire se Live Nation–Ticketmaster ha illegalmente monopolizzato i mercati per il ticketing nei grandi concerti e l’uso di grandi anfiteatri da parte degli artisti. Una sentenza di responsabilità da parte della giuria potrebbe condurre a un’eventuale scissione della compagnia, anche se Live Nation sta già contestando questa possibilità. Per il governo, una perdita sarebbe un duro colpo per la sua azione anti-monopolio, specialmente in un periodo in cui ci sono stati interrogativi sull’influenza aziendale all’interno della Divisione Antitrust.

In aula, il primo giorno del processo, governo e Live Nation hanno presentato visioni contrastanti di una compagnia onnipresente nel settore musicale. Prima che la giuria entrasse nella sala, il giudice Arun Subramanian ha avvertito gli avvocati di aver rilevato “strategia di gioco” nei tentativi di escludere i documenti o le argomentazioni della controparte. Per vincere, il DOJ e le autorità statali dovranno dimostrare che Live Nation–Ticketmaster, che si stima detenga l’86% della quota di mercato nel ticketing per eventi principali e il 78% per l’utilizzo di grandi anfiteatri da parte degli artisti, esercita un potere monopolistico illegale, danneggiando la concorrenza. Un caso significativo riguarda le negoziazioni con il Barclays Center: dopo aver abbandonato Ticketmaster, sono tornati a utilizzare la piattaforma. “Quando hanno tentato di cambiare, sono stati puniti,” ha affermato Dahlquist.

Il noto crollo del sistema Ticketmaster durante il rilascio dei biglietti per il concerto di Taylor Swift sarà presentato come prova al processo, a dimostrazione dell’insufficiente investimento della compagnia nella tecnologia. Marriott ha sostenuto che si sia trattato di un attacco informatico che solo il sistema Ticketmaster poteva gestire adeguatamente. Mentre i ricorrenti statali cercano danni per sovrapprezzi sui biglietti, Marriott afferma: “Non ci sono danni qui, perché non abbiamo fatto nulla di sbagliato.”

Marriott ha voluto rendere più umana l’azienda, presentando il suo team legale e alcuni dirigenti in aula per farli conoscere alla giuria. Ha condiviso ricordi personali di eventi dal vivo, sottolineando come Live Nation e Ticketmaster lavorino per portare gioia nella vita delle persone. Ha spiegato che Ticketmaster prende solo una piccola percentuale, il 5%, sui biglietti venduti e ha definito i gestori delle venue “persone benestanti”.

Marriott ha ribattuto che la quota di mercato di Live Nation-Ticketmaster è solo del 40% nel ticketing e del 18% nei luoghi, considerando anche stadi e arene che non erano inclusi nel calcolo del DOJ. Sostiene che il ritorno del Barclays Center a Ticketmaster non sia dovuto a ritorsioni, ma alla scarsa performance di SeatGeek. Il CEO di Live Nation, Michael Rapino, potrebbe essere chiamato a testimoniare, insieme ad artisti come Kid Rock e Ben Lovett dei Mumford & Sons.

Nel corso del processo, la giuria sarà chiamata a decidere se l’industria dei concerti sia veramente così gioiosa come afferma Live Nation, o se ci siano pratiche anticoncorrenziali da rivedere.

Fonti ufficiali:

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