Aspettativa di vita media dopo trapianto di fegato: quanto dura il recupero?
Pubblicato il da Germana Bevilacqua - aggiornato il - Sintomi e Cure: consigli, rimedi e prevenzione
Il trapianto di fegato (LT) consiste nella sostituzione di un fegato malato con uno sano. Il nuovo fegato può provenire da una persona deceduta (cadavere) o da un donatore vivente, come un familiare.
La aspettativa di vita dopo il trapianto di fegato varia in base a diversi fattori, inclusi il motivo iniziale del trapianto, l’età del paziente, eventuali malattie concomitanti e la risposta ai farmaci post-operatori.
In media, la maggior parte dei pazienti vive oltre 10 anni dopo il trapianto, e molti raggiungono addirittura 20 anni o più. Secondo uno studio, il 90% delle persone sottoposte a trapianto sopravvive almeno un anno. Inoltre, circa il 70% vive per almeno cinque anni, godendo di una buona qualità della vita, riprendendo studi e lavoro, e avendo necessità di ospedalizzazione ridotte rispetto a chi non si sottopone all’intervento.
Qual è la funzione del fegato?
Il fegato è il secondo organo più grande del corpo umano, subito dopo la pelle. Esso regola vari processi essenziali, tra cui:
- Digestione e scomposizione dei cibi
- Produzione di proteine fondamentali per la coagulazione del sangue
- Accumulo di glicogeno (zucchero) utilizzato come fonte di energia
- Produzione di vitamina D
- Detossificazione di sostanze nocive e farmaci
- Eliminazione dei rifiuti dal corpo
Quando è necessario un trapianto di fegato?
Il fegato ha una sorprendente capacità di rigenerarsi, ma quando il danno è esteso, può giungere a uno stadio di insufficienza epatica. I segni di insufficienza epatica possono includere:
- Ittero (colorazione gialla della pelle e degli occhi)
- Vomito
- Tremori alle mani
- Confusione o stato comatoso (encefalopatia)
- Affaticamento e perdita muscolare
- Prurito generalizzato
- Difficoltà nella coagulazione del sangue
- Gonfiore alle gambe
- Ascite (accumulo anomalo di liquido nell’addome)
- Emorragie dall’esofago, dallo stomaco o dal retto
Quando la funzionalità epatica raggiunge un punto di non ritorno, l’unica soluzione è il trapianto di fegato, essenziale per la sopravvivenza del paziente.
Segni di danno epatico e cirrosi
Il fegato, una volta danneggiato gravemente, non è in grado di guarire. Questo stato è noto come cirrosi. Quando la malattia epatica peggiora, il paziente può manifestare segni di:
- Insufficienza epatica: incapacità del fegato di svolgere le funzioni vitali
- Pressione alta nella vena porta: la cicatrizzazione impede un normale flusso sanguigno, portando a un aumento della pressione
- Carcinoma epatocellulare: può svilupparsi su un fegato cicatrizzato
Un medico di base o uno specialista del tratto gastrointestinale (gastroenterologo) è in grado di indirizzare il paziente verso una valutazione per il trapianto in un centro medico di riferimento.
Complicazioni post-trapianto
Dopo un trapianto di fegato, i pazienti devono essere monitorati attentamente per prevenire e gestire complicazioni, tra cui:
- Rigetto dell’organo trapiantato
- Ricaduta della malattia epatica
- Rischio aumentato di sviluppare tumori, in particolare della pelle, a causa dei farmaci immunosoppressori
È importante che il paziente segua visite di controllo regolari con il proprio team medico per garantire un recupero ottimale e affrontare eventuali problematiche future.
Riferimenti:
- Jothimani D, Venugopal R, Vij M, Rela M. Post liver transplant recurrent and de novo viral infections. Best Pract Res Clin Gastroenterol, 2020;46-47:101689. doi: 10.1016/j.bpg.2020.101689.
- Trotter JF. Liver transplantation around the world. Curr Opin Organ Transplant 2017;22(2):123–127. doi: https://doi.org/10.1097/MOT.0000000000000392.
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