Blue Origin: il satellite del cliente lanciato in orbita errata durante il terzo volo di New Glenn.

Pubblicato il da Ignazio Aragona - Tecnologia

Blue Origin: il satellite del cliente lanciato in orbita errata durante il terzo volo di New Glenn.

Successo parziale per Blue Origin: il razzo New Glenn riutilizzato

La compagnia spaziale Blue Origin, fondata da Jeff Bezos, ha registrato un importante passo avanti nel settore lanciando con successo uno dei suoi razzi New Glenn per la prima volta. Questo evento, avvenuto domenica, rappresenta un traguardo significativo per l’azienda. Tuttavia, il lancio ha rivelato un grave problema: l’obiettivo primario, ovvero il posizionamento di un satellite di comunicazione in orbita per il cliente AST SpaceMobile, non è andato a buon fine.

Secondo una dichiarazione rilasciata da AST SpaceMobile, il razzo New Glenn ha collocato il satellite BlueBird 7 in un’orbita “inferiore a quella prevista”. Sebbene il satellite si sia separato con successo dal razzo e si sia attivato, l’altitudine raggiunta non è sufficiente per garantire un’operatività sostenibile. Di conseguenza, sarà necessario de-orbitarlo, bruciandolo nell’atmosfera terrestre.

Fortunatamente, la perdita del satellite sarà coperta dalla polizza assicurativa di AST SpaceMobile. L’azienda ha annunciato di avere in programma ulteriori satelliti BlueBird da completare nel giro di un mese e ha contratti con più fornitori oltre a Blue Origin. AST SpaceMobile prevede di lanciare 45 nuovi satelliti entro la fine del 2026, continuando così i suoi progetti di espansione.

Il New Glenn e le sue sfide

Questa è la prima grande battuta d’arresto per il programma New Glenn, che ha visto la sua prima partenza solo a gennaio 2025, dopo oltre dieci anni di sviluppo. Questa missione rappresentava il secondo tentativo di portare in orbita un carico commerciale, dopo il precedente lancio di veicoli spaziali gemelli destinati a Marte per conto della NASA avvenuto a novembre dello scorso anno. A seguito del lancio, l’azienda non ha rilasciato immediatamente ulteriori commenti.

Il fallimento apparente della seconda fase del razzo New Glenn ha potenziali implicazioni più ampie, oltre agli obiettivi commerciali a breve termine di Blue Origin. L’azienda è infatti determinata a diventare uno dei principali fornitori di lanci per le missioni Artemis della NASA, che prevedono esplorazioni della Luna e oltre. La NASA e l’amministrazione Trump hanno spinto Blue Origin e SpaceX affinché siano in grado di mettere a punto i lander lunari entro la fine del secondo mandato di Trump, prima di tornare a portare gli astronauti sulla superficie lunare.

Dave Limp, CEO di Blue Origin, ha anche dichiarato che la sua azienda “farà di tutto” per aiutare la NASA a tornare sulla Luna più rapidamente. Recentemente, Blue Origin ha completato i test della sua prima versione di un lander lunare, che l’azienda prevede di lanciare entro la fine dell’anno, sebbene senza equipaggio. Inizialmente, Blue Origin aveva considerato il lancio di questo lander durante la terza missione di New Glenn, ma alla fine ha optato per il satellite di AST SpaceMobile.

Resoconto del lancio da Cape Canaveral

Il terzo lancio del razzo New Glenn sembrava promettente, con il decollo avvenuto alle 7:35 ora locale da Cape Canaveral, in Florida. Si è trattato del primo utilizzo di un razzo New Glenn già volato in precedenza, lo stesso utilizzato nella seconda missione. Circa dieci minuti dopo il decollo, il razzo è tornato sulla Terra, atterrando su una nave drone nell’oceano, proprio come era avvenuto nel lancio di novembre. Jeff Bezos ha persino condiviso filmati dell’atterraggio su X, il social media di proprietà di Elon Musk, suo concorrente, il quale ha accolto l’evento con congratulazioni.

Circa due ore dopo il lancio, Blue Origin ha comunicato che la fase superiore del razzo aveva posizionato il satellite AST SpaceMobile in un’“orbita non nominale”. Da quel momento, l’azienda non ha fornito ulteriori informazioni relative all’accaduto. Blue Origin ha investito anni nello sviluppo del razzo New Glenn, e il fatto che abbia deciso di iniziare a lanciare carichi commerciali durante queste prime missioni è visto come un segno di fiducia. A confronto, SpaceX ha trascorso un lungo periodo a testare versioni del suo razzo Starship, utilizzando carichi fittizi mentre lavorava sulle problematiche tecniche del razzo.

Nonostante alcuni problemi riscontrati nel programma Falcon 9, SpaceX ha registrato alcune perdite, come nel 2015 quando una missione ha visto un razzo esplodere durante il volo, causando la perdita di un cargo destinato alla Stazione Spaziale Internazionale. Allo stesso modo, il razzo Falcon 9 ha subito un’esplosione sulla piattaforma di lancio durante un test nel 2016, portando alla perdita di un satellite internet per Meta.

Per ulteriori informazioni: [NASA](https://www.nasa.gov), [Blue Origin](https://www.blueorigin.com).

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