Chico, il cane che porterà la fiaccolo alle Olimpiadi di Milano-Cortina

Pubblicato il da Anna Gaia Cavallo - aggiornato il - Animali

Chico, il cane che porterà la fiaccolo alle Olimpiadi di Milano-Cortina

Chico, il cane più seguito d’Italia, sta per vivere un’esperienza senza precedenti: sarà tra i portatori della fiaccola olimpica insieme al suo compagno umano, Francesco Taverna. «Io farò solo da supporto tecnico, la scena è tutta sua» commenta Taverna, visibilmente emozionato.

Chico: dal successo social a un traguardo storico

Chi frequenta i suoi profili sa bene quanto Chico sappia conquistare il pubblico con la sua dolcezza e spontaneità. Con milioni di “f(r)ollower”, come ama chiamarli Taverna, questo cane è diventato un vero caso mediatico, protagonista di contenuti che raccontano la quotidianità della coppia in modo ironico e coinvolgente.

Ora, però, l’avventura si fa ancora più grande. «Chico sarà il primo cane a prendere parte alla staffetta olimpica» svela Taverna. «Domani, 16 gennaio, a Piacenza, porterà la torcia di Milano Cortina 2026 percorrendo una parte del tragitto». Un momento che segna un primato assoluto e che rende orgogliosi tutti i suoi fan.

Un gesto simbolico che parla a tutti

Taverna racconta con entusiasmo: «La fiaccola è un simbolo potentissimo: unisce popoli, storie e culture. Ha viaggiato ovunque, dall’oceano allo spazio. Pensare che ora passerà nelle zampe di Chico mi emoziona profondamente».

L’essere stato scelto per rappresentare il mondo animale ha un significato importante: «Con questo gesto si vuole ricordare che ogni essere vivente merita rispetto. È un messaggio che va oltre lo sport e tocca valori universali» afferma Taverna.

La presenza di Chico nella staffetta rompe un confine simbolico: quello che, da sempre, vede gli esseri umani come unici protagonisti della tradizione olimpica. «Io mi limiterò ad accompagnarlo — dice Taverna sorridendo — la vera luce sarà la sua».

Come si è arrivati a questa opportunità? «Chico era stato scelto come volto digitale dei Giochi. Stavamo già producendo contenuti sulle storie degli atleti. Poi, un giorno, mi hanno comunicato: “Porterà la fiamma”. Una notizia che mi ha riempito il cuore» racconta.

Allenamento? L’ironia è la miglior risposta

Quando gli chiedono se si sia preparato per correre nella staffetta, Taverna ride: «Avete presente la mia forma fisica? Un filo d’erba! Nel modulo non ho nemmeno compilato la parte sulle abilità atletiche. Ma per fortuna c’è Chico, che corre senza sosta: sarà come sempre, lui davanti e io affannato dietro».

Ma al di là dell’aspetto divertente, la partecipazione di Chico manda un messaggio profondo. È un modo per ricordare che la diversità è una ricchezza e che il valore degli animali nella nostra società merita spazio e riconoscimento.

Le Olimpiadi, da sempre portatrici di valori come unità e solidarietà, si aprono così a una nuova forma di rappresentanza. Un cane che porta la torcia non è solo una curiosità: è un segnale potente, capace di attraversare culture e sensibilità.

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