È possibile fidarsi di Google senza una rottura definitiva? Scopriamolo insieme.

Pubblicato il da Redazione - Tecnologia

È possibile fidarsi di Google senza una rottura definitiva? Scopriamolo insieme.

Il Processo Contro Google: La Questione della Fiducia

Il terzo giorno del processo sulle misure correttive nel caso del Ministero della Giustizia contro Google ha visto la giudice Leonie Brinkema concentrarsi su un tema cruciale: la fiducia. Durante l’udienza, la giudice ha interrotto un esperto del DOJ con un’ipotesi: se emettesse un’ordinanza che modifica il comportamento di Google, sarebbe sufficiente a risolvere i problemi esistenti, se solo avesse fiducia che Google agirebbe in buona fede?

Questa domanda ha assunto un significato particolare, considerando lo sviluppo del processo a cui Brinkema ha presieduto lo scorso anno. In quella circostanza, il DOJ ha presentato diversi esempi in cui i dipendenti di Google avrebbero utilizzato messaggi di chat per evitare di lasciare tracce documentali. Secondo Brinkema, tali pratiche dimostravano “un disprezzo sistematico delle regole probatorie.” Anche se non ha inflitto sanzioni a Google per la sua gestione della conservazione delle prove, ha avvertito che questo non doveva essere interpretato come una giustificazione per tale comportamento.

Le Proposte del DOJ e le Risposte di Google

Presto, Brinkema si troverà a decidere quanto severamente affrontare il monopolio di cui Google è ritenuto responsabile nel settore della pubblicità digitale. Questa decisione potrebbe dipendere dalla sua percezione delle intenzioni di Google e della sua volontà di seguire le norme.

La proposta di rimedi presentata da Google include un’ordinanza del tribunale che vieterebbe pratiche commerciali specifiche e richiederebbe a Google di partecipare ai processi di asta pubblicitaria in modo simile ai suoi concorrenti. Tuttavia, il DOJ afferma che tali misure non basterebbero a prevenire una riaffermazione del monopolio. L’intento del governo è di sottrarre completamente il potere di Google, proponendo la scissione della piattaforma pubblicitaria AdX e rendendo open source parte del suo strumento DFP per editori web.

Nelle ultime settimane, diverse corti hanno affrontato la questione della scissione di Google. In un caso separato concernente il monopolio della ricerca, il giudice Amit Mehta ha scelto soluzioni meno drastiche, come il divieto di pratiche anticoncorrenziali e la condivisione dei dati. Sebbene i motivi di Mehta non si applichino a questo caso, l’esito del processo di Brinkema potrebbe indicare il grado in cui altri giudici condividano la cautela di Mehta, mentre più casi contro Big Tech si avvicinano al processo.

La questione centrale, sulla quale il DOJ sta insistendo, è che le richieste fatte a Google non sono solo complicate, ma anche rischiose. L’esecutivo pubblicitario di Google, Tim Craycroft, ha descritto le proposte del DOJ come “naive” e “incoerenti.” Questa opinione ha trovato eco presso la giudice, la quale ha affermato che “il diavolo è nei dettagli.” Durante la testimonianza di Jonathan Weissman, esperto del DOJ sulla fattibilità tecnica di una scissione, la giudice ha sostenuto che le modifiche necessarie potrebbero complicare l’esperienza dell’utente, paragonando la situazione a un cambio di pneumatici su un’auto.

Durante la testimonianza di Craycroft, Brinkema ha considerato un’opzione estrema non proposta dal governo: la chiusura totale di AdX. Craycroft ha rivelato che Google aveva in passato esplorato questa possibilità all’interno di un’analisi chiamata “Project Monday”. La giudice ha interrogato il testimone su quanto potesse essere una soluzione efficace, sottolineando che un’altra grande azienda tech potrebbe acquisire AdX e creare un proprio monopolio.

Brinkema ha espresso il desiderio di comprendere le possibilità reali per livellare il terreno di gioco senza danneggiare editori e inserzionisti che si affidano ai prodotti di Google. Craycroft ha dichiarato che una scissione di AdX sarebbe fattibile entro un termine di due anni, prelevando IP, trasferendo contratti con i clienti e fornendo codice di riferimento per supportare il compratore.

Questa testimonianza ha suscitato l’interesse della giudice, la quale dovrà decidere se è disposta a fidarsi di Google, soprattutto in merito alla possibilità di una scissione. È stato chiaro che gli avvocati di Google non si sono impegnati a abbassare la commissione del 20% su AdX, al di sopra del livello competitivo stabilito dal giudice.

La risposta alla domanda della Brinkema circa la fiducia non è stata per nulla rassicurante per Google. Robin Lee, economista di Harvard, ha evidenziato che ci sono troppe modalità in cui Google potrebbe aggirare le intenzioni di un’ordinanza giudiziaria. Secondo lui, Google ha ogni incentivo a sfruttare tali opportunità.

La mancanza di scissione da parte del giudice Mehta ha deluso i critici storici di Google e, se Brinkema dovesse raggiungere una decisione simile, Jed Dederick, Chief Revenue Officer di The Trade Desk, ha testimoniale che si potrebbe avvertire un senso di impunità da parte di Google.

Per ulteriori aggiornamenti su questo accadimento, si consiglia di seguire le notizie sui temi dell’antitrust e delle politiche relative a Google.

Fonti:

Non perderti tutte le notizie di tecnologia su Blog.it

È possibile fidarsi di Google senza una rottura definitiva? Scopriamolo insieme. - Blog.it - Notizie, Lifestyle, Gossip, Viaggi, Tech e molto altro