Golliwog di Billy Woods: un capolavoro horrorcore per gli amanti del cinema A24

Pubblicato il da Ignazio Aragona - Tecnologia

Golliwog di Billy Woods: un capolavoro horrorcore per gli amanti del cinema A24

Billy Woods: Un Maestro della Narrazione Musicale

Billy Woods vanta una delle medie di battuta più alte nel panorama musicale attuale. Tra i suoi album da solista, come “Hiding Places” e “Maps”, e le sue collaborazioni con Elucid nel duo Armand Hammer, Woods ha all’attivo molti classici indiscussi. Il suo ultimo lavoro, “Golliwog”, si distingue per essere l’opera più oscura fino ad oggi, nonostante nessuno possa mai affermare che i suoi dischi siano leggeri o adatti a feste.

Questo non è un tipico album di horrorcore. Mentre artisti come Geto Boys, Gravediggaz e Insane Clown Posse si avventurano in estetiche da slasher e tattiche scioccanti, ciò che Billy Woods ha realizzato ha un’impronta più simile a quella dei film A24 piuttosto che a quelli di Blumhouse.

Il primo brano dell’album si intitola “Jumpscare”, e si apre con il suono di un film che inizia, seguito da una melodia inquietante di una scatola musicale e la frase: “Ragdoll playing dead. Rabid dog in the yard, car won’t start, it’s bees in your head.” In questo modo, Woods stabilisce il tono di una tipica gimmick da horror. Tuttavia, man mano che si prosegue, la canzone evolve in un’esperienza di tortura psicologica. Una cacofonia di voci forma una base di strani suoni striduli, e Woods lancia una sorta di manifesto:

“The English language is violence, I hotwired it. I got a hold of the master’s tools and got dialed in.”

Tensione e Profondità Emotiva

Nel corso dell’album, Woods si avvale dei suoi produttori per creare non semplici spaventi, ma una tensione palpabile, facendo sentire l’ascoltatore a disagio. In “Waterproof Mascara”, i singhiozzi di una donna si trasformano in un motivo ritmico accattivante. “Pitchforks & Halos” di Kenny Segal evoca l’equivalente sonoro di una ripresa in soggettiva di un serial killer, mentre “All These Worlds are Yours”, prodotto da DJ Haram, ha più in comune con l’industrial d’inizio carriera dei Throbbing Gristle rispetto ad altro materiale sull’album, come “Golgotha”, che combina batterie boombap con trombe di funerale di New Orleans.

Questa produzione densa e a tratti frammentata si combina con testi che juxtapongono gli orrori reali dell’oppressione e del colonialismo a scene che sembrano uscite direttamente da “Bring Her Back”: “Trapped a housefly in an upside-down pint glass and waited for it to die.” Inoltre, Woods transita con disinvoltura da una bragging all’ammonimento del rischio di voltare le spalle al genocidio a Gaza in “Corinthians”:

If you never came back from the dead you can’t tell me shit
Twelve billion USD hovering over the Gaza Strip
You don’t wanna know what it cost to live
What it cost to hide behind eyelids
When your back turnt, secret cannibals lick they lips

Questo album è un esempio della abilità lirica di Woods, che riesce a bilanciare confronto e filosofia, terrore ed emozione. “Golliwog” non è solo musica, ma una riflessione profonda sulle ingiustizie sociali e gli attuali conflitti. Ogni traccia è una finestra su un mondo ricco di significato, in cui Woods affronta temi complessi in modo diretto e provocatorio.

Il lavoro di Billy Woods è disponibile su Bandcamp e sulla maggior parte dei principali servizi di streaming, tra cui Apple Music, Qobuz, Deezer, YouTube Music e Spotify. La sua musicalità e il suo approccio innovativo lo rendono un artista unico nel panorama attuale, capace di toccare le corde più profonde dell’animo umano attraverso la sua arte.

Per seguire il lavoro di Billy Woods e esplorare la sua discografia, ti invitiamo a visitare il suo sito ufficiale e le sue pagine sui social media. La sua musica è un invito a riflettere e a confrontarsi con i temi più urgenti della società contemporanea.

Fonti: Bandcamp, Apple Music, Deezer, YouTube Music, Spotify.

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