Il CEO di Instagram non coglie l’essenza dell’AI sulla piattaforma.
Pubblicato il da Ignazio Aragona - Tecnologia
Le preoccupazioni di Adam Mosseri per Instagram nel 2024
Negli scorsi giorni, Adam Mosseri, il CEO di Instagram, ha condiviso sul suo profilo alcune riflessioni sui cambiamenti previsti per la piattaforma nel corso dell’anno. Al centro delle sue preoccupazioni c’è l’argomento dell’intelligenza artificiale (AI). Secondo Mosseri, l’AI diventerà sempre più presente su Instagram e l’unico modo per distinguersi dalla massa di contenuti “inautentici” sarà quello di mantenere una voce genuina e originale.
“Ciò che conferiva valore ai creatori — la possibilità di essere reali, di connettersi, di avere una voce non replicabile — ora è accessibile a chiunque disponga degli strumenti adeguati,” afferma Mosseri. Le persone vogliono autenticità, non contenuti luccicanti e fittizi generati dall’AI. Sebbene questa visione possa essere corretta, sembra che Mosseri non colga un elemento cruciale: Instagram è già inondato da contenuti ripetitivi e poco originali, non solo generati dall’intelligenza artificiale, ma anche realizzati da creatori umani che seguono lo stesso modello, mirato a mantenerci sempre in scrolling.
La vera sfida: autenticità e AI
Nel suo post, Mosseri solleva alcuni punti condivisibili. Sottolinea che con l’avanzare della tecnologia dell’AI, sarà più difficile distinguere ciò che è reale rispetto a ciò che è stato creato artificialmente. Ad esempio, i nuovi smartphone Pixel di Google inseriscono delle credenziali nei contenuti di tutte le foto scattate, non solo in quelle generate tramite AI. Inoltre, Mosseri fa notare che l’AI sta progredendo nel replicare l’estetica delle foto scattate con smartphone, un segnale di autenticità, ma bisogna riconoscere che questo fenomeno è già in atto.
Uno degli aspetti più critici della riflessione di Mosseri è il suo riferimento al contenuto “autentico”, implicando una dicotomia tra ciò che è umano e ciò che è creato dall’AI. Definisce questa transizione come un cambiamento significativo: l’autenticità sta diventando infinitamente riproducibile. È indubbio che ci siano eccellenti creatori su Instagram, ma anche molti contenuti umani risultano inautentici. Questo fenomeno non è un bug del sistema, ma un tratto distintivo dei social media algoritmici.
I creatori si adattano a ciò che l’algoritmo premia, e così facendo tendono a produrre lavori simili. Di conseguenza, ci ritroviamo con influencer che sembrano quasi identici, tanto che risulta difficile capire se il loro stile sia frutto di una scelta personale o semplicemente una copia. L’algoritmo incentiva ciò che ci tiene attaccati alla piattaforma, piuttosto che stimolare contenuti originali e profondi. È l’algoritmo a trasformarci in robot. Pertanto, il contenuto umano inautentico sarà il primo a essere sostituito dall’AI, che, in fin dei conti, fa previsioni basate sui dati con cui è stata addestrata. Mosseri ha ragione a essere preoccupato.
Recentemente, ho aperto Instagram e ho trovato un video di una madre che conta ripetutamente i suoi figli mentre li osserva in un luogo pubblico. “Uno, due, tre,” dice, ripetendo il conteggio. La didascalia chiede: “Chi altro lo fa? Non è affatto stancante.” Personalmente, non lo faccio, visto che ho solo un bambino da seguire. Tuttavia, ricordo il video perché l’avevo visto quando era stato pubblicato nel 2024. La strategia di ripubblicazione è mirata all’algoritmo, un modo per attrarre nuovi follower o per vedere se quel video possa avere un impatto migliore in un contesto differente. Questa dinamica è visibile anche su Threads, dove un comico che seguo ripropone lo stesso identico scherzo settimane o mesi dopo la prima pubblicazione, cercando di cavalcare un’onda algoritmica differente. È evidente che anche coloro che producono contenuti “autentici” si trovano a dover agire come robot per soddisfare le richieste dell’algoritmo.
Mosseri sembra consapevole di questa realtà, come evidenziato nel suo post: “Le immagini piacevoli sono facili da produrre e noiose da consumare”. È vero. Tuttavia, se il compito principale di Instagram è quello di mostrarci contenuti freschi all’apertura dell’app e mantenerci in scrolling, la quantità avrà sempre la meglio sulla qualità. Creare contenuti “che appaiono reali” è costoso e richiede tempo, un difetto da considerare quando ogni influencer è sotto pressione per diventare un piccolo imprenditore a tempo pieno. Se Instagram non troverà un modo innovativo per incentivare i creatori genuini, possiamo aspettarci un aumento di contenuti inautentici, sia essi creati da umani o dall’AI.
Per approfondire, è possibile consultare le seguenti fonti ufficiali:
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