In Silksong, la vendetta è la mia spinta per continuare a giocare.
Pubblicato il da Redazione - Tecnologia
La Sfida di The Marrow in Silksong
Nei meandri di The Marrow, la seconda grande area di Silksong, si incontra un midboss particolarmente ostico. Finalmente l’ho battuto, ma la ricompensa non è stata un’abilità nuova, un oggetto, o un punto dove riposare e salvare i miei progressi. Tutto ciò che ho ottenuto è stato dolore, sofferenza e morte. In Silksong, l’unico modo per uscirne è affrontare il percorso pieno di spine e fiamme che eruttano inaspettatamente.
Avrei dovuto rinunciare in quel momento, ma a differenza di altri giochi poco divertenti, non ho abbandonato Silksong. Non capisco perché non ho semplicemente smesso di giocare e considerato il titolo come un’altra esperienza “non adatta a me”, come è successo con Hollow Knight. Adoro i Metroidvania e, ad esempio, Prince of Persia: The Lost Crown è stato uno dei miei giochi preferiti dello scorso anno. Volevo dare un’altra possibilità al lavoro di Team Cherry e capire se finalmente avrebbe fatto breccia nel mio cuore. E così è stato, grazie alla comunità e a un pizzico di risentimento.
Un’Esperienza di Gioco Collaborativa
Ho scoperto Hollow Knight solo in un secondo momento, quando l’entusiasmo intorno a questo gioco era già svanito dalla mia cerchia social. Con Silksong, invece, sto giocando insieme agli altri. I miei feed social sono pieni di appassionati del gioco che condividono consigli, si lamentano dei suoi momenti più frustranti (come il problematico pogo platforming con i frutti lanterna) e adorano il personaggio di Sherma.
Quando mi lamento dei problemi che incontro, ricevo messaggi entusiasti dai miei amici che mi danno consigli su cosa fare dopo. È come se stessimo vivendo ciascuno le nostre avventure, ma insieme, mentre ci scambiamo messaggi. Non mi sento solo nella mia miseria e, cosa migliore, ho amici che possono supportarmi. Grazie a questo spirito di comunità, sono riuscito a rimanere impegnato nel gioco più a lungo di quanto avrei fatto giocando da solo.
Questa esperienza di gioco collaborativa mi ha insegnato una nuova lezione: l’importanza di prendersi una pausa. Non sono mai stato il tipo di giocatore che smette davanti a un ostacolo. Continuo a provare fino a trovare una soluzione. Ora, quando mi sento frustrato, soprattutto se ero così vicino a completare una sfida, spengo il gioco e ci ritorno più tardi. È assurdo pensare che i consigli sul “toccate l’erba” siano veri, ma questo metodo mi ha aiutato a superare alcune delle sfide più difficili del gioco. (Se il venditore Shakra decide di lasciare il suo posto a Greymoor a causa di un mio errore, va bene. Ma portarsi via la panchina, situata poco prima di un brutale percorso di combattimento, è una vera e propria forma di frustrazione caratteristica di Silksong.)
Quando riesco a superare quegli ostacoli, provo un’incredibile scarica di adrenalina. Quando sconfiggo un boss in meno tentativi del previsto, mi sento invincibile. È divertente sapere che Team Cherry sta lavorando per rendere alcuni dei boss iniziali un po’ più accessibili, perché erano già adeguati. (È il salto pogo a complicare le cose!)
Ho la certezza che finirò Silksong e alla fine di questa avventura il mio sentimento sarà più simile a una sensazione di sollievo che di gioia. Silksong mi ha dimostrato che non ho necessariamente bisogno di provare “felicità” o “gioia” per continuare a giocare. Desidero solo sentire qualcosa, anche se questo “qualcosa” è pura frustrazione.
In sintesi, l’esperienza con Silksong è stata un vero viaggio emotivo, un mix di sfide e sostegno reciproco. Se anche tu stai affrontando il gioco, sappi che non sei solo e che ci sono sempre modi per adattarsi e superare le difficoltà. Per rimanere aggiornato sulle novità di Silksong e sulle future patch, visita il sito ufficiale di Team Cherry.
Fonti ufficiali: Team Cherry
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