10 curiosità sui vaccini antinfluenzali che devi conoscere in questa stagione invernale
Pubblicato il da Germana Bevilacqua - aggiornato il - Sintomi e Cure: consigli, rimedi e prevenzione
L’influenza, comunemente chiamata “flu”, è una patologia causata da un virus. I sintomi possono variare da lievi a gravi e, in alcune circostanze, possono portare a ricoveri o addirittura alla morte, particolarmente in persone già compromesse. La gravità dell’influenza cambia ogni anno, rendendo fondamentale la prevenzione.
Le persone sane possono contrarre il virus influenzale e trasmetterlo ad altri. Tuttavia, i gruppi più a rischio comprendono bambini, anziani, donne in gravidanza e persone con condizioni mediche pregresse.
La maniera migliore per ridurre il rischio di contrarre e diffondere l’influenza è sottoporsi a vaccinazione annuale. I vaccini possono essere somministrati tramite iniezione o spray nasale. Quando una maggiore percentuale della popolazione si vaccina, il virus ha meno possibilità di diffondersi, portando a una comunità con un’immunità più forte. Gli esperti raccomandano anche di indossare mascherine e mantenere una buona igiene delle mani.
Come funzionano i vaccini contro l’influenza
Il vaccino antinfluenzale stimola la produzione di anticorpi, proteine essenziali per difendere l’organismo dalle malattie. Il corpo impiega circa due settimane per generare anticorpi dopo la vaccinazione, il che significa che, nei primi giorni, si è ancora vulnerabili a infezioni.
Ogni anno, il vaccino stagionale viene adattato per proteggere dalle specifiche varianti del virus attualmente in circolazione. Ad esempio, i vaccini trivalenti offrono protezione contro due ceppi di influenza A (H1N1 e H3N2) e un ceppo di influenza B. I vaccini quadrivalenti coprono questi tre ceppi più un ulteriore ceppo di influenza B.
Chi dovrebbe vaccinarsi?
La vaccinazione è raccomandata per tutti a partire dai 6 mesi, ad eccezione di alcune rare situazioni. Chi lavora con bambini o persone vulnerabili dovrebbe approfondire la questione e considerare la vaccinazione annuale per mettere al sicuro se stessi e chi li circonda.
Diverse tipologie di vaccini sono disponibili per diverse fasce di età e condizioni di salute. Alcuni individui, come quelli tra i 2 e i 49 anni, potrebbero optare per il vaccino nasale se rispettano determinati requisiti.
Quando effettuare la vaccinazione
È consigliato sottoporsi alla vaccinazione appena disponibile, di solito tra settembre e novembre, in previsione dell’inizio della stagione influenzale. Gli scienziati hanno rilevato che le epidemie di influenza iniziano già a ottobre, raggiungendo il picco da dicembre a febbraio. È quindi fondamentale vaccinarsi il prima possibile per proteggere sé stessi e la propria comunità.
Dove ottenere il vaccino antinfluenzale
Il vaccino antinfluenzale è facilmente reperibile presso farmacie, supermercati, centri di assistenza urgente, cliniche e studi medici. Alcuni luoghi di lavoro e scuole offrono vaccini in loco. Non è necessario essere seguiti regolarmente da un medico per ricevere la vaccinazione.
È possibile contrarre l’influenza anche dopo la vaccinazione?
Sì, esiste la possibilità di contrarre l’influenza anche dopo essersi vaccinati. Questo può avvenire per vari motivi: l’efficacia del vaccino varia in base all’età e alla salute dell’individuo, così come il fatto che il vaccino è pienamente efficace solo due settimane dopo la somministrazione.
Inoltre, i ceppi virali variano ogni anno, e le previsioni fatte dai pubblici ufficiali non sempre coincidono con i ceppi circolanti. Anche quando il vaccino non è perfettamente adeguato, stimola comunque una risposta anticorpale che può fornire una certa protezione. Anche se si contrae l’influenza, la gravità dei sintomi tende a essere ridotta nei soggetti vaccinati.
Quali sono i benefici della vaccinazione contro l’influenza?
I benefici della vaccinazione antinfluenzale sono molteplici. Oltre a proteggere sé stessi, il vaccino aiuta a tutelare anche le persone vulnerabili della comunità, come neonati e anziani. Inoltre, riduce la gravità della malattia e le complicazioni gravi che possono derivare dall’influenza.
Essere vaccinati è particolarmente importante per chi ha malattie croniche, come le cardiopatie, in quanto diminuisce il rischio di eventi avversi. Gli individui con diabete o malattie respiratorie croniche che ricevono il vaccino tendono a trascorrere meno tempo in ospedale.
Il vaccino antinfluenzale può causare l’influenza?
No, non si può contrarre l’influenza dal vaccino. Le versioni iniettabili contengono virus inattivati o nessun virus, quindi non possono causare la malattia. La versione nasale, che utilizza virus attenuati, non è in grado di infettare le parti calde del corpo, come i polmoni. Eventuali sintomi lievi che possono presentarsi dopo la vaccinazione tendono ad essere molto meno gravi rispetto a quelli di un’infezione influenzale.
Ci sono effetti collaterali?
Gli effetti collaterali variano tra il vaccino iniettabile e quello nasale. I più comuni per il vaccino iniettabile includono reazioni locali come gonfiore, dolore e arrossamento nel sito d’iniezione, che tendono a risolversi in un paio di giorni.
Le reazioni allergiche gravi, sebbene rare, possono presentarsi. Le persone con allergie note agli ingredienti del vaccino, come la gelatina, dovrebbero consultare il proprio medico.
Chi non dovrebbe ricevere il vaccino antinfluenzale?
Secondo i Centers for Disease Control and Prevention (CDC), la vaccinazione annuale è raccomandata per tutti a partire dai 6 mesi, ma ci sono eccezioni. Non è consigliabile vaccinare i bambini al di sotto dei 6 mesi o chi ha allergie gravi ai componenti del vaccino.
È prudente consultare un medico per i soggetti con patologie specifiche o che stanno vivendo malesseri avvalendosi di una valutazione personalizzata. Per approfondimenti, si rimanda a fonti ufficiali come CDC e Organizzazione Mondiale della Sanità per ulteriori informazioni sulla vaccinazione antinfluenzale.
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