11 ottobre, arriva su Rai 1 Sul cammino di Francesco – La vita di Biagio Conte
Pubblicato il da Anna Gaia Cavallo - aggiornato il - Tv e Spettacolo
L’11 ottobre Rai1 porta in prima serata la storia vera di Biagio Conte con Sul cammino di Francesco – La vita di Biagio Conte, il tv movie diretto da Costanza Quatriglio e interpretato da Alessio Vassallo. Un racconto biografico che parte dalla Palermo dei primi anni Novanta per seguire la scelta radicale di un giovane cresciuto nella borghesia cittadina, capace di abbandonare una vita agiata per dedicarsi completamente alle persone più fragili.
Biagio Conte non è un uomo che nasce ai margini. Cresce in una famiglia di imprenditori, conosce una realtà economicamente privilegiata e conduce un’esistenza che potrebbe seguire un percorso completamente diverso. Poi arriva una profonda crisi interiore che lo porta lontano da quella vita. Dopo un periodo di ricerca spirituale ad Assisi, Biagio comprende di voler seguire una strada ispirata alla figura di Francesco d’Assisi: povertà, condivisione e servizio agli ultimi.
Il film, prodotto da Anele in collaborazione con Rai Fiction, racconta così la trasformazione di un uomo in una figura capace di lasciare un segno concreto nella propria città. Dalla scelta di vivere accanto ai senzatetto alla nascita della Missione di Speranza e Carità, la vicenda di Biagio Conte diventa il racconto di una comunità costruita intorno all’idea che offrire un riparo significhi prima di tutto restituire dignità. La pellicola arriva in Rai nell’anno delle celebrazioni per l’ottavo centenario della morte di San Francesco.
Biagio Conte, il ragazzo che sceglie di lasciare tutto
La storia raccontata da Sul cammino di Francesco comincia da una contraddizione. Biagio Conte è un giovane palermitano appartenente alla borghesia imprenditoriale, con davanti a sé una vita che potrebbe essere segnata dal benessere e dalle possibilità offerte dalla sua famiglia. Eppure qualcosa dentro di lui lo spinge a mettere in discussione quel percorso.
La sua inquietudine diventa progressivamente una ricerca. Biagio si allontana dalla famiglia e intraprende un cammino personale che lo porta anche ad Assisi, dove il confronto con la figura di San Francesco assume un significato decisivo. Non si tratta soltanto di una ricerca religiosa, ma della scoperta di una possibile forma di vita fondata sulla rinuncia al superfluo e sull’attenzione verso chi è rimasto escluso.
Quando torna a Palermo, Biagio non è più la persona che era partita. La sua scelta diventa concreta: vuole vivere accanto agli ultimi della sua città e condividere con loro una condizione di povertà e di marginalità. È l’inizio del percorso che lo porterà a diventare Fratel Biagio.
Il cammino verso Assisi
Assisi rappresenta uno dei passaggi fondamentali della storia. È qui che Biagio approfondisce il significato della figura di Francesco e comprende come la propria ricerca interiore possa trasformarsi in un impegno concreto. Il film mette quindi in relazione due epoche diverse: quella del santo vissuto nel Medioevo e quella di un uomo della Palermo contemporanea.
Il riferimento a Francesco non viene utilizzato soltanto come elemento religioso. È soprattutto una scelta di vita. La povertà volontaria, la condivisione dei beni, l’accoglienza e l’attenzione verso chi non ha nulla diventano per Biagio principi da portare nella propria realtà quotidiana.
Da questo momento il suo cammino non procede più soltanto verso una risposta personale. La ricerca di Biagio comincia a rivolgersi verso gli altri, fino a trasformarsi in un progetto che coinvolgerà progressivamente volontari, religiosi e istituzioni.
Il ritorno a Palermo e l’incontro con gli ultimi
Il ritorno a Palermo segna l’inizio della parte più concreta della sua missione. Biagio sceglie di avvicinarsi alle persone senza fissa dimora e agli emarginati, vivendo accanto a loro e cercando di attirare l’attenzione su una realtà che spesso rimane invisibile.
Sotto i portici della stazione di Palermo prende forma una delle immagini più significative della sua vicenda. Quello spazio diventa progressivamente un luogo di incontro e accoglienza, ma anche il punto di partenza per una battaglia molto più ampia: trovare spazi nei quali le persone senza casa possano non soltanto dormire, ma ritrovare condizioni di vita dignitose.
La scelta di Biagio non è priva di difficoltà. Per ottenere attenzione e risposte arriva anche a ricorrere a gesti estremi, tra cui lo sciopero della fame. La sua presenza nella città diventa così sempre più visibile e costringe la comunità a confrontarsi con il problema della marginalità.
La Missione di Speranza e Carità
Nel 1993 nasce la Missione di Speranza e Carità, fondata da Biagio Conte. Quello che era cominciato come un percorso individuale si trasforma progressivamente in una realtà collettiva dedicata all’accoglienza delle persone più fragili.
La Missione diventa nel tempo un punto di riferimento per senzatetto e persone in condizioni di bisogno. La sua attività non si limita all’offerta di un luogo in cui vivere: l’obiettivo è accompagnare le persone verso un possibile reinserimento sociale, attraverso accoglienza, assistenza e condivisione.
È questo il passaggio che trasforma definitivamente la storia di Biagio Conte. La sua scelta personale smette di riguardare soltanto la propria esistenza e diventa un progetto nel quale altre persone decidono di impegnarsi. Un sogno individuale assume così una dimensione comunitaria.
Alessio Vassallo dà un volto a Fratel Biagio
A interpretare Biagio Conte è Alessio Vassallo, attore palermitano chiamato a confrontarsi con una figura profondamente legata alla propria città e alla sua memoria recente. Il ruolo richiede di raccontare non soltanto il personaggio pubblico, ma soprattutto l’uomo che attraversa una trasformazione radicale.
Il film segue infatti diverse fasi della sua vita: il giovane appartenente a una famiglia benestante, il periodo della crisi, il viaggio ad Assisi, il ritorno a Palermo e la progressiva costruzione della sua missione. Vassallo deve quindi accompagnare sullo schermo un cambiamento che riguarda tanto le scelte esteriori quanto la dimensione più intima del protagonista.
Accanto a lui ci sono Donatella Finocchiaro e Antonio Catania, quest’ultimo con una partecipazione straordinaria. La produzione è firmata da Anele in collaborazione con Rai Fiction, mentre la regia è di Costanza Quatriglio.
Una storia raccontata tra Palermo e Assisi
Le due città rappresentano anche visivamente i due poli della vicenda. Palermo è il luogo delle origini e quello nel quale Biagio decide di mettere alla prova concretamente la propria scelta. Assisi è invece il luogo della ricerca spirituale e del confronto con il modello di Francesco.
Le riprese del film si sono svolte proprio tra Palermo, Roma e Assisi. La scelta delle location permette di mantenere il racconto legato ai luoghi reali della vita di Biagio Conte e di sottolineare il rapporto tra la Sicilia e la tradizione francescana che ispira il protagonista.
La regia di Costanza Quatriglio accompagna così una storia individuale dentro una realtà più ampia, quella di una città nella quale la presenza di persone senza dimora e in condizioni di estrema fragilità diventa una questione collettiva. La vicenda personale di Biagio si intreccia progressivamente con quella della comunità che lo circonda.
Il significato di una scelta radicale
La storia di Biagio Conte ruota intorno a una domanda essenziale: che cosa significa scegliere di vivere per gli altri? Il film non parte da una condizione di necessità economica, ma racconta la decisione di un uomo che rinuncia volontariamente a una vita privilegiata per avvicinarsi a chi non possiede nemmeno le condizioni minime per vivere con dignità.
È proprio questo elemento a rendere la sua vicenda particolarmente significativa. La sua scelta non rimane confinata alla dimensione personale o spirituale, ma produce conseguenze concrete. L’incontro con i senzatetto della stazione, le proteste, le richieste alle istituzioni e la nascita della Missione trasformano progressivamente un ideale in un’opera collettiva.
Il film racconta quindi il francescanesimo non come un riferimento distante nel tempo, ma come un’esperienza che può assumere forme diverse nella contemporaneità. Nel caso di Biagio Conte, quella scelta passa attraverso Palermo, i suoi quartieri e soprattutto le persone che rischiano di essere dimenticate.
L’eredità di Biagio Conte
Biagio Conte è morto nel gennaio 2023, ma la realtà da lui fondata continua la propria attività. La Missione di Speranza e Carità è oggi portata avanti da Don Pino e continua a occuparsi di accoglienza e sostegno alle persone senza dimora e a chi vive condizioni di bisogno.
È anche attraverso questa continuità che la storia raccontata dal film acquista un significato che va oltre la biografia. La scelta compiuta da Biagio non si conclude con la sua morte, perché nel frattempo è diventata una comunità, un insieme di persone e un’attività di accoglienza che continua a esistere.
Sul cammino di Francesco – La vita di Biagio Conte arriva così su Rai1 l’11 ottobre come il ritratto di un uomo che ha trasformato una crisi personale in una scelta di vita e una scelta di vita in un progetto per gli altri. Una storia siciliana, profondamente legata a Palermo, che mette al centro la possibilità di trasformare la solidarietà da ideale astratto in gesto quotidiano.