16 ottobre: arriva su Pluto TV la prima stagione di Mr. Bean (pagina 2)
Pubblicato il da Anna Gaia Cavallo - aggiornato il - Tv e Spettacolo
Quando Mr. Bean appare per la prima volta sullo schermo, il pubblico si trova davanti a un personaggio difficile da incasellare. È adulto, ma affronta molti aspetti della vita quotidiana con la curiosità, l’ostinazione e la creatività di un bambino. Non sembra avere particolare interesse a seguire le convenzioni sociali e, soprattutto, non comprende fino in fondo le conseguenze delle proprie azioni.
Rowan Atkinson costruisce il personaggio attraverso il corpo prima ancora che attraverso le parole. Uno sguardo, una smorfia, un movimento improvviso o una pausa possono diventare una battuta. La fisicità di Mr. Bean diventa così parte integrante della narrazione e permette alla serie di raccontare intere sequenze quasi senza dialoghi.
È proprio questa semplicità apparente a rendere il personaggio immediatamente riconoscibile. Mr. Bean non ha bisogno di spiegare ciò che sta facendo: il pubblico può seguirne i ragionamenti osservando come reagisce agli oggetti, agli spazi e alle altre persone. La comicità nasce spesso dalla distanza tra ciò che dovrebbe accadere e ciò che lui riesce puntualmente a combinare.