19.000 piramidi di sabbia all’anno: allerta sullo sfruttamento insostenibile delle risorse.

Pubblicato il da Luigi Salemi - Green

19.000 piramidi di sabbia all’anno: allerta sullo sfruttamento insostenibile delle risorse.

Estrazione di sabbia: una crisi globale da affrontare

Un’analisi recente rivela che il settore dell’estrazione di sabbia rimuove circa 50 miliardi di tonnellate metriche all’anno. Questo ritmo supera di gran lunga il tasso di reintegrazione naturale del pianeta. Gli esperti avvertono che la perdita di sabbia da paesaggi, delta fluviali e zone costiere minaccia gli ecosistemi, i mezzi di sussistenza e molti processi vitali per la vita.

Un uso insostenibile delle risorse

Il settore dell’estrazione di sabbia è il più ampio tra i materiali solidi estratti sulla Terra. Secondo un rapporto del Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente (UNEP), la domanda è destinata a crescere ulteriormente, con un aumento previsto del 45% nella richiesta di sabbia per costruzioni entro il 2060. Senza una governance coordinata e un monitoraggio adeguato, il settore continuerà a operare a livelli insostenibili.

La sabbia è un materiale fondamentale per la produzione di calcestruzzo, utilizzato per costruire abitazioni, uffici, strade e barriere costiere. Inoltre, è essenziale per la produzione di vetro e componenti a base di silicio, come i chip elettronici e i pannelli solari.

Pascal Peduzzi, direttore del programma GRID-Geneva dell’UNEP, ha affermato che la sabbia è spesso considerata un “eroe non riconosciuto dello sviluppo”. Tuttavia, il suo ruolo nel mantenimento della biodiversità e delle comunità costiere, già vulnerabili ai cambiamenti ambientali, è frequentemente trascurato. “La sabbia è la nostra prima linea di difesa contro l’innalzamento del livello del mare, le mareggiate e la salinizzazione delle falde costiere, tutti rischi esacerbati dai cambiamenti climatici”, ha aggiunto.

Gli effetti dell’estrazione di sabbia in Asia

Sebbene gli impatti dell’estrazione insostenibile di sabbia siano diffusi, il Sud-est asiatico rappresenta un epicentro di offerta e domanda. Il rapporto evidenzia come progetti di bonifica su larga scala, mega-sviluppi urbani e l’esportazione di sabbia stiano causando erosione irreversibile dei fiumi, degrado costiero e impatti sui mezzi di sussistenza locali.

Nei Filippini, il dragaggio di 155 milioni di metri cubi di sabbia per un’area di bonifica di 1.700 ettari destinata a un nuovo aeroporto nella baia di Manila ha spostato 700 famiglie e danneggiato irreparabilmente una delle zone di pesca più produttive del paese. In Indonesia, 22 milioni di metri cubi di sabbia rimossi per un mega-sviluppo urbano nella provincia del Sud Sulawesi hanno colpito significativamente un’area di pesca primaria, causando una diminuzione dell’80% delle entrate locali e danni ai coralli e alle mangrovie.

In Asia continentale, l’estrazione di sabbia nel fiume Mekong, in particolare in Cambogia e Vietnam, ha approfondito il letto del fiume e ridotto i flussi durante la stagione delle piogge nel lago Tonle Sap. Questo compromette la regolazione stagionale dei flussi a valle verso il delta in Vietnam. Le comunità che vivono lungo il fiume e nel delta affrontano il rischio di collasso delle rive, perdita di proprietà e un aumento delle alluvioni e della salinità, minacciando le loro attività di pesca e agricolo.

Secondo il rapporto dell’UNEP, gli impatti dell’erosione dei fiumi e dei delta in Vietnam sono aggravati dall’innalzamento del livello del mare. Le autorità hanno quindi avviato progetti per proteggere le coste e le rive. Purtroppo, queste opere infrastrutturali aumentano ulteriormente la domanda di sabbia, pietre e ghiaia, portando a una maggiore estrazione.

Un futuro sostenibile per la sabbia

Mantenere la sabbia nel suo ambiente naturale potrebbe rappresentare un’opzione economica più vantaggiosa a lungo termine, specialmente in luoghi dove la sabbia fornisce servizi ecosistemici fondamentali. Il rapporto UNEP sottolinea che la sabbia è più di una semplice risorsa: è un patrimonio naturale strategico, indispensabile sia per la prosperità umana che per la salute del pianeta.

Nonostante la crescente consapevolezza degli effetti dell’estrazione insostenibile di sabbia, la governance delle risorse sabbiose rimane frammentata e poco è stato fatto per migliorare le pratiche di estrazione. L’estrazione è spesso guidata da logiche a breve termine, a scapito dei costi ambientali e sociali a lungo termine.

Il rapporto sollecita una revisione dei processi che governano il settore. Raccomanda che i governi e le parti interessate prestino maggiore attenzione al ruolo della sabbia nella biodiversità e nella stabilità degli ecosistemi, adottando un approccio strategico di governance coordinata e pianificazione a lungo termine attraverso “piani nazionali e settoriali per una gestione responsabile della sabbia”.

I pianificatori devono prendere decisioni più informate su dove sia meglio estrarre la sabbia o lasciarla nel suo luogo naturale. Ciò richiederà dati migliori, mapping e monitoraggio per identificare aree di elevato valore ecologico e valutare l’impatto dell’estrazione.

In definitiva, è essenziale che l’industria rispetti requisiti di trasparenza più severi in materia di concessioni e flussi di finanziamento e aderisca più rigorosamente alle normative ambientali.

Fonti ufficiali

Continuare a monitorare e valutare l’impatto dell’estrazione di sabbia è fondamentale per garantire un futuro sostenibile per le risorse naturali e per le comunità che dipendono da esse.

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