200 milioni di dollari per salvare 100 specie a rischio di estinzione.
Pubblicato il da Luigi Salemi - Green
Nuovo fondo per la salvaguardia di specie in pericolo
Il 4 agosto è stata annunciata un’iniziativa di conservazione per finanziare progetti di recupero per 100 specie in pericolo critico ed estinte in natura a livello globale. Questa iniziativa coinvolge due noti enti ambientalisti statunitensi: Re:wild e il Bezos Earth Fund, i quali hanno stanziato ciascuno 100 milioni di dollari, per un totale di 200 milioni di dollari.
Il comitato direttivo del progetto, noto come Phoenix Species Project, stima che ogni specie riceverà tra 500.000 e 1 milione di dollari per la durata del progetto, che si estenderà per cinque anni. La selezione delle specie è stata già completata, ma gli importi esatti del finanziamento non sono stati ancora definiti. Questi verranno stabiliti su base continua man mano che le proposte verranno presentate.
Specie in pericolo: il caso del pesce pupfish del Charco Azul e il sifaka
Fra le 100 specie selezionate troviamo il pesce pupfish del Charco Azul (Cyprinodon veronicae) del Messico, dichiarato estinto in natura nel 1997 a causa dell’assenza d’acqua nel suo habitat, devastato da una grave siccità. Un altro esempio è il sifaka dal capo dorato (Propithecus tattersalli) del Madagascar, un lemure in grave pericolo di estinzione, la cui popolazione è diminuita di circa l’80% a causa della deforestazione indiscriminata. Con il nuovo finanziamento, le ONG locali si impegnano a riconnettere le foreste fragmentate, essenziali per la sopravvivenza di questi lemuri.
Tiana Andriamanana, direttrice esecutiva di Association Fanamby, che guida gli sforzi di conservazione per il sifaka, ha affermato: “Abbiamo protetto il sifaka dal capo dorato per anni con un budget che non avrebbe mai potuto rispondere alle necessità di questa specie. Non potevamo permettere che scomparisse.”
A parte il sifaka e il pesce pupfish, altre cinque specie hanno già ricevuto fondi: la razza a bocca larga, una pianta sudafricana chiamata “fuzzy belly button”, il petrello delle Galápagos, il pappagallo notturno australiano e la salamandra verde di Hickory Nut Gorge.
La rilevanza ecologica della conservazione
Ogni specie ha un’importante funzione all’interno della propria comunità ecologica. Leah Gerber, scienziata della conservazione presso l’Arizona State University, ha dichiarato: “Il recupero di una specie può portare vantaggi che vanno ben oltre la singola specie.” Tuttavia, ha precisato che tali benefici sono altamente contesti specifici e non sempre il recupero di una specie comporta la restaurazione dell’ecosistema.
L’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN), che funge da autorità globale per la conservazione della fauna selvatica, ha valutato il rischio di estinzione di meno del 5% delle specie conosciute. Dei 176.000 taxa già valutati, oltre 31.000 sono considerati estinti in natura, in pericolo critico o in pericolo.
Il Phoenix Species Project rappresenta un investimento significativo nella prevenzione dell’estinzione, con l’obiettivo di essere attenti a una vasta gamma di specie e non solo a quelle più carismatiche. Questo approccio diversificato promette di apportare un cambiamento reale nel panorama della conservazione globale.
Secondo Gerber, il progetto non è solo un’iniziativa per il salvataggio di specie singole, ma un programma concepito per rafforzare l’intero ecosistema, creando effetti a lungo termine che beneficeranno non solo le specie in pericolo, ma l’ambiente nel suo complesso.
Per ulteriori informazioni e aggiornamenti su questo progetto innovativo, si consiglia di consultare le fonti ufficiali. Le organizzazioni involved, come Re:wild e l’IUCN, forniscono aggiornamenti regolari sulle loro attività e sull’impatto delle iniziative di conservazione.
Fonti:
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