23 ottobre 2025: esce nelle sale italiane Bugonia

Pubblicato il da Anna Gaia Cavallo - aggiornato il - Tv e Spettacolo

23 ottobre 2025: esce nelle sale italiane Bugonia

Il 23 ottobre 2025 arrivava nelle sale italiane Bugonia, il film di Yorgos Lanthimos che porta sul grande schermo una storia tanto assurda quanto inquietantemente contemporanea: due uomini convinti che una potente manager sia un’aliena la rapiscono, persuasi di doverla fermare prima che possa distruggere il pianeta. A interpretarla è Emma Stone, affiancata da Jesse Plemons, Aidan Delbis e Stavros Halkias. Il film era stato presentato in concorso all’82ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.

A un anno dall’uscita, Bugonia appare come uno dei progetti più rappresentativi della fase recente di Lanthimos: una commedia nera che utilizza il grottesco per parlare di complottismo, isolamento, potere e bisogno di credere in qualcosa. Il punto di partenza è surreale, ma proprio per questo permette al regista di osservare con particolare lucidità alcune ossessioni del presente.

Al centro c’è ancora una volta il sodalizio tra Lanthimos ed Emma Stone, qui al loro quarto film insieme secondo quanto riportato all’epoca dalla stampa italiana, dopo La favorita, Povere creature! e Kinds of Kindness. Ma Bugonia non è soltanto una nuova collaborazione tra regista e attrice: è un gioco cinematografico sul confine sempre più fragile tra realtà, paranoia e convinzione.

Bugonia, il delirio secondo Yorgos Lanthimos: un anno fa il film che ha trasformato il complotto in commedia nera

Una storia assurda che parte da una convinzione

La premessa di Bugonia è volutamente estrema. Teddy e Don sono due giovani ossessionati dalle teorie del complotto e arrivano a convincersi che Michelle Fuller, amministratrice delegata di una grande azienda, sia in realtà un’aliena intenzionata a distruggere la Terra. Decidono così di rapirla e rinchiuderla in uno scantinato.

Da questo momento la storia prende una direzione sempre più imprevedibile. Quello che per i due rapitori rappresenta una missione per salvare l’umanità assume progressivamente i contorni di una situazione grottesca, inquietante e difficile da decifrare.

La forza della premessa sta proprio nell’impossibilità di stabilire immediatamente dove finisca la paranoia dei protagonisti e dove cominci qualcosa di diverso. Lanthimos gioca continuamente con le certezze dello spettatore.

Il mondo visto attraverso una teoria del complotto

Il complottismo è uno degli elementi centrali del film. Teddy e Don non considerano le proprie convinzioni come semplici ipotesi: le vivono come verità assolute, costruendo attorno a esse una spiegazione alternativa del mondo.

È proprio questo meccanismo a interessare Lanthimos. Le convinzioni dei protagonisti diventano una lente deformante attraverso cui osservare la realtà, fino a rendere plausibile anche l’idea più improbabile.

Il film non ha bisogno di trasformare il complotto in una semplice caricatura. Lo porta all’estremo e mostra quanto possa diventare difficile distinguere una convinzione personale da una realtà condivisa quando ogni elemento contrario viene interpretato come una conferma.

Emma Stone torna nel cinema di Lanthimos

Emma Stone interpreta Michelle Fuller, la manager rapita dai due protagonisti. È un personaggio molto diverso da quelli interpretati dall’attrice nelle precedenti collaborazioni con Lanthimos, ma conserva quella particolare ambiguità che il regista sembra amare.

Michelle è potente, sofisticata e apparentemente in controllo della situazione. Poi, una volta rinchiusa nello scantinato, si trova costretta a confrontarsi con due uomini che hanno costruito attorno a lei una realtà completamente diversa.

Stone affronta il ruolo alternando freddezza, ironia e momenti di forte vulnerabilità. È un’altra dimostrazione della particolare sintonia artistica sviluppata con Lanthimos nel corso degli anni.

Jesse Plemons e l’uomo convinto di sapere la verità

Nei panni di Teddy c’è Jesse Plemons, attore capace di trasformare personaggi apparentemente ordinari in figure sempre più inquietanti e complesse.

Teddy non si considera un folle. Nella sua mente esiste una missione precisa e ogni azione, anche la più estrema, trova una giustificazione all’interno del sistema di convinzioni che ha costruito.

È proprio questa normalità apparente a rendere il personaggio interessante. Il film non presenta il complottismo come qualcosa che appartiene necessariamente a figure riconoscibili dall’esterno, ma come un sistema capace di diventare totalizzante.

Il grottesco come strumento per raccontare il presente

Il cinema di Yorgos Lanthimos ha spesso utilizzato l’assurdo per mettere in discussione le regole con cui gli esseri umani organizzano la propria vita. In Bugonia questa tendenza diventa particolarmente evidente.

La commedia nasce infatti da una situazione che, osservata dall’esterno, appare completamente folle. Ma più la storia procede, più il sorriso lascia spazio a una sensazione di disagio.

Il grottesco diventa così uno strumento per parlare di temi seri senza affrontarli attraverso un linguaggio realistico. La risata e l’inquietudine possono convivere nella stessa scena.

Da Save the Green Planet! a Bugonia

Bugonia è il remake in lingua inglese del film sudcoreano Save the Green Planet!, diretto da Jang Joon-hwan nel 2003. Il progetto nasce quindi dal recupero di un’opera già caratterizzata da fantascienza, commedia nera e satira.

L’adattamento porta quella premessa in un contesto internazionale, mantenendo al centro l’idea del rapimento e della convinzione che la Terra sia minacciata da una presenza extraterrestre.

Il risultato non cerca semplicemente di riprodurre il film originale, ma di trasformarne la storia attraverso la sensibilità cinematografica di Lanthimos e la sceneggiatura di Will Tracy.

Il rapporto tra potere e paranoia

Michelle rappresenta il potere economico e corporativo, mentre Teddy e Don si trovano dall’altra parte della scala sociale. Il loro incontro diventa quindi anche uno scontro tra due visioni radicalmente differenti della realtà.

Da una parte c’è una donna che appartiene ai vertici di una grande azienda; dall’altra due uomini convinti che proprio quel sistema nasconda qualcosa di terribile.

Il film lascia emergere così una domanda interessante: cosa succede quando la sfiducia verso le istituzioni diventa talmente profonda da rendere credibile qualsiasi spiegazione alternativa?

Una prigione che diventa un piccolo universo

Gran parte della storia si sviluppa in uno spazio chiuso. Lo scantinato nel quale Michelle viene rinchiusa diventa progressivamente un piccolo universo nel quale le regole della realtà sembrano cambiare.

È una scelta che permette a Lanthimos di concentrare l’attenzione sui personaggi e sulle loro interazioni. Non servono grandi scenografie per creare tensione: sono le parole, gli sguardi e le convinzioni dei protagonisti a trasformare l’ambiente.

Emma Stone ha descritto proprio questa dimensione come una sorta di esperimento in miniatura sull’umanità, nel quale poche persone finiscono per mostrare comportamenti e convinzioni molto diversi.

Emma Stone e Yorgos Lanthimos, una collaborazione ormai riconoscibile

Con Bugonia, il rapporto professionale tra Emma Stone e Yorgos Lanthimos si è ulteriormente consolidato. La loro collaborazione era iniziata con La favorita, proseguita con Povere creature! e poi con Kinds of Kindness.

Il loro cinema comune sembra fondarsi sulla disponibilità dell’attrice a interpretare personaggi lontani dai modelli tradizionali della protagonista hollywoodiana.

Michelle si inserisce perfettamente in questa galleria: è una donna difficile da decifrare, sospesa tra potere, vulnerabilità e ambiguità, dentro una storia nella quale nulla può essere dato completamente per certo.

La satira di una società che vive nelle proprie bolle

Uno dei temi più interessanti di Bugonia è il modo in cui le persone costruiscono la propria realtà. Teddy e Don non si limitano a credere a una teoria: selezionano informazioni, interpretano gli eventi e trasformano ogni dubbio in un’ulteriore conferma.

È un meccanismo che il film porta all’estremo, ma che permette di riflettere sul modo in cui le persone possono finire dentro vere e proprie bolle informative.

Lo stesso Lanthimos ha spiegato di voler mettere in discussione le convinzioni che consideriamo certe e i giudizi che formuliamo nei confronti degli altri.

La commedia che lentamente diventa qualcosa di diverso

All’inizio Bugonia può sembrare una commedia nera costruita attorno all’assurdità della situazione. Ma il tono cambia progressivamente e l’umorismo comincia a convivere con una dimensione più cupa.

È una delle caratteristiche del cinema di Lanthimos: portare lo spettatore a ridere in una situazione nella quale, pochi istanti dopo, quella stessa risata può apparire fuori luogo.

Il risultato è un film difficile da incasellare in un solo genere. Commedia, fantascienza, thriller psicologico e satira convivono continuamente.

La presentazione alla Mostra di Venezia

Bugonia è stato presentato in concorso all’82ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia nell’agosto 2025, dove ha segnato un nuovo incontro tra Lanthimos ed Emma Stone sul grande schermo.

La presenza al Lido ha inserito il film all’interno di una delle principali vetrine internazionali dedicate al cinema d’autore, accanto alle opere di alcuni dei più importanti registi contemporanei.

La proiezione veneziana ha inoltre contribuito a presentare al pubblico europeo una storia volutamente estrema, costruita attorno a uno dei temi più riconoscibili del presente: la difficoltà di stabilire cosa sia vero e cosa, invece, sia soltanto ciò che abbiamo scelto di credere.

Un anno dopo, perché Bugonia continua a far discutere

A un anno dalla sua uscita, Bugonia conserva la sua capacità di mettere lo spettatore davanti a una situazione apparentemente impossibile e chiedergli di seguirla fino alle conseguenze più estreme.

Il film non offre una risposta semplice al rapporto tra verità e convinzioni personali. Preferisce costruire una situazione nella quale ogni certezza viene progressivamente messa alla prova.

Ed è forse proprio qui che si trova il senso più interessante dell’opera: dietro l’aliena, il rapimento e il complotto c’è una storia profondamente umana sul bisogno di trovare spiegazioni, anche quando la realtà è molto più difficile da accettare.

Bugonia, un film che trasforma il caos in cinema

Bugonia è arrivato nelle sale italiane il 23 ottobre 2025, mentre negli Stati Uniti ha avuto una distribuzione cinematografica a partire dal 24 ottobre, dopo la presentazione veneziana.

Con Emma Stone e Jesse Plemons al centro della storia, Yorgos Lanthimos costruisce una commedia nera che parte da una premessa assurda per arrivare a interrogarsi su potere, complottismo, solitudine e percezione della realtà.

Un anno dopo, Bugonia resta soprattutto questo: un film che non chiede allo spettatore di sentirsi al sicuro nelle proprie certezze, ma di osservare quanto sia sottile il confine tra ciò che sappiamo, ciò che crediamo e ciò che abbiamo semplicemente deciso di considerare vero.

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