Addio ai dischi PlayStation: inizia la rivoluzione digitale del gaming.
Pubblicato il da Ignazio Aragona - Tecnologia
L’impatto della decisione di Sony sulla community videoludica
Cody Spencer, co-proprietario della catena di negozi di videogiochi Pink Gorilla Games, esprime un’opinione chiaramente negativa in merito all’annuncio di Sony di interrompere la produzione di supporti fisici per i nuovi giochi a partire da gennaio 2028. “È triste vedere una cosa del genere. Questa decisione non porta nulla di buono per i videogiocatori. Stiamo perdendo la possibilità di vendere giochi, condividerli e possederli in modo tangibile.”
La notizia ha colpito duramente l’industria dei videogiochi, non solo i giocatori, ma anche le piccole imprese di vendita al dettaglio e coloro che si adoperano per rendere i giochi più accessibili. Le parole di Frank Cifaldi, direttore esecutivo della Video Game History Foundation, offrono ulteriore chiarezza: “È una cattiva notizia per i consumatori che preferiscono comprare giochi su supporti fisici, e rappresenta un colpo significativo ai diritti dei consumatori, al mercato del riuso e ai creatori di giochi che dipendono dal mercato fisico.”
I publisher indipendenti si sono uniti al coro delle lamentele riguardo alla decisione di Sony. “Siamo profondamente delusi dalla decisione di Sony di sospendere la produzione di giochi fisici nel 2028,” afferma iam8bit. “I giochi fisici sono fondamentali per la conservazione, la proprietà e la scelta dei consumatori, valori che guidano la nostra politica dal nostro primo rilascio fisico nel 2016. Il nostro impegno in tal senso rimane invariato. Evviva i supporti fisici!”
Norme del mercato dei giochi e prospettive future
Benchè il passaggio a una visione digitale non stupisca, rappresenta comunque una delusione per coloro che desiderano avere una copia fisica dei propri giochi, non solo dati su un hard drive. Infatti, da tempo, le vendite di videogiochi sono prevalentemente digitali; un esempio è Capcom, che ha rivelato che il 93% delle sue vendite nell’ultimo anno fiscale era digitale. Nonostante ciò, Spencer sottolinea: “Le vendite fisiche di nuovi giochi PlayStation 5 sono in calo da tempo. Quindi, nel breve periodo successivo al passaggio al solo digitale, non credo che assisteremo a cambiamenti significativi.”
Nelle prospettive a cinque o dieci anni, Spencer prevede un “aumento dei prezzi per i titoli fisici stampati prima del 2028 e una domanda di nicchia ma forte per i nostri prodotti”. Anche se questo potrebbe giovare agli affari, “personalmente preferirei che non fosse così.” Per Spencer, “l’idea stessa dei videogiochi fisici diventerà straniera e sarà vista più come una curiosità, il che non sarà certo positivo per noi.”
Sony si sta già muovendo verso un futuro potenzialmente digitale. La PS5, ad esempio, è stata lanciata nel 2020 con una versione più economica senza unità disco, mentre la PS5 Pro richiede un acquisto separato dell’unità disco per chi desidera giocare a titoli fisici. Non è neppure la prima volta che Sony lancia hardware esclusivamente digitale; il PSP Go del 2009 non era dotato di un’unità UMD, come ricorda Andrew Borman, direttore della conservazione digitale presso il The Strong National Museum of Play.
Borman mette in evidenza che le sfide della conservazione digitale non sono nuove né esclusive per il settore videoludico. “È importante agire ora per preservare la storia dell’industria”, afferma. I giochi fisici, nuovi e usati, continueranno ad avere un mercato, come dimostra il ritorno dei dischi in vinile. “Dal punto di vista dei consumatori, la scelta è tutto e perderla è sfortunato, soprattutto per chi non ha connessioni Internet affidabili.”
In merito all’impatto della transizione verso il digitale, Cifaldi sostiene che non avrà l’effetto previsto sui professionisti della conservazione. “Questa è una tendenza continua”, afferma. “Sony non è la prima a farlo e non sarà l’ultima, dato che la maggioranza dei videogiochi prodotti nell’ultimo ventennio non è stata realizzata per console domestiche dedicate.”
È importante notare che i titolari delle piattaforme stanno già facendo alcuni passi verso la conservazione dei giochi più vecchi: Sony ha un team di preservazione IP, Microsoft ha reso giocabili numerosi titoli più vecchi sulle moderne console Xbox, e Nintendo Switch Online offre un catalogo retro ricco di classici. Un esempio è GTA VI, che verrà venduto nei negozi fisici ma solo come codice download. Questo è probabilmente un anticipo di come sarà il mercato in futuro.
Cifaldi invita i gruppi di settore, come l’Entertainment Software Association, a trovare soluzioni reali per archivi e musei per preservare legalmente il contenuto esclusivamente digitale. Secondo lui, l’industria deve impegnarsi seriamente su questo tema, poiché “aspettarsi che i musei scarichino una copia di GTA VI e sperino che funzioni tra 50 anni non è una soluzione di conservazione.”
### Fonti ufficiali
– Video Game History Foundation
– Capcom
– The Strong National Museum of Play
Se hai necessità di ulteriori modifiche o aggiustamenti, fammelo sapere!
Non perderti tutte le notizie di tecnologia su Blog.it