Affari Tuoi: la denuncia della candidata esclusa
Pubblicato il da Anna Gaia Cavallo - aggiornato il - Tv e Spettacolo
Una vicenda legata ai casting di Affari Tuoi potrebbe aprire un nuovo caso intorno a uno dei programmi più seguiti della Rai. Una donna nata in Romania e residente a Roma da circa trent’anni ha infatti deciso di rivolgersi agli avvocati dopo essere stata esclusa dalle selezioni del programma. La protagonista della vicenda è Lumitina Toma, imprenditrice di 50 anni, che sostiene di essere stata scartata a causa del proprio luogo di nascita.
Secondo quanto riportato dal quotidiano La Sicilia, la donna avrebbe inviato un video per partecipare ai casting di Affari Tuoi, ricevendo successivamente un riscontro negativo. Alla base dell’esclusione ci sarebbe, secondo la sua ricostruzione, un requisito relativo alla nascita in un Comune italiano.
La vicenda è stata quindi affidata agli avvocati Alessandro Romanò e Giacinto Canzona, che hanno annunciato l’invio di una diffida alla Rai. I legali ritengono che, qualora l’esclusione fosse effettivamente riconducibile al luogo di nascita, potrebbe configurarsi una forma di discriminazione. Al momento, però, non è stato accertato ufficialmente che questa sia stata la ragione del mancato accesso alle selezioni.
La denuncia di Lumitina Toma contro l’esclusione dai casting
Lumitina Toma vive a Roma da circa trent’anni e lavora come imprenditrice. Secondo la ricostruzione riportata da La Sicilia, la donna avrebbe deciso di candidarsi ad Affari Tuoi attraverso un video, nella speranza di poter partecipare al programma condotto da Stefano De Martino.
La candidatura non sarebbe però andata a buon fine. La donna sostiene che le sarebbe stata contestata l’assenza di un requisito legato al luogo di nascita, elemento che l’avrebbe resa non idonea a partecipare alle selezioni. È proprio questo aspetto ad aver spinto Toma a rivolgersi ai propri legali e a chiedere chiarimenti sulla procedura.
Gli avvocati Alessandro Romanò e Giacinto Canzona hanno annunciato una diffida nei confronti della Rai, sostenendo che non sarebbe accettabile escludere una persona da una trasmissione del servizio pubblico esclusivamente sulla base delle sue origini.
“Lei paga regolarmente le tasse, dà lavoro ad altre persone e vota a tutte le tornate elettorali”, hanno dichiarato i legali, sottolineando il legame della donna con la società italiana. La vicenda, secondo la loro posizione, meriterebbe quindi un chiarimento da parte degli organismi coinvolti nella selezione.
Gli avvocati: “Non può essere esclusa solo perché di origine romena”
I legali della donna hanno assunto una posizione molto netta sulla vicenda. “Non può essere esclusa da una trasmissione della Rai solo perché di origine romena”, hanno affermato, contestando l’eventuale utilizzo del luogo di nascita come criterio per impedire la partecipazione al programma.
Secondo gli avvocati, inoltre, “non esistono cittadini di serie A e cittadini di serie B”. La diffida inviata alla Rai punta quindi a ottenere un chiarimento sulle motivazioni che hanno portato all’esclusione e sui criteri effettivamente utilizzati durante la selezione.
Si tratta però di una contestazione avanzata dalla candidata e dai suoi legali. Non è stato infatti chiarito ufficialmente se il luogo di nascita abbia rappresentato realmente il motivo dell’esclusione oppure se la candidatura sia stata valutata negativamente per altre ragioni legate al processo di selezione.
Affari Tuoi, chi gestisce davvero i casting?
Un elemento importante della vicenda riguarda il ruolo della Rai nella selezione dei concorrenti. La televisione di Stato non gestisce infatti direttamente tutte le fasi dei casting di Affari Tuoi. Le selezioni sono affidate alla società di produzione Endemol Shine Italy, che si occupa delle candidature e applica le modalità previste per la partecipazione al programma.
Il regolamento pubblico di Affari Tuoi indica diverse situazioni che possono impedire la partecipazione. Tra queste figurano, ad esempio, determinati rapporti lavorativi con la Rai o con la società di produzione, precedenti partecipazioni al programma, partecipazioni recenti ad altri quiz televisivi, condanne o procedimenti penali pendenti e altre condizioni di incompatibilità.
Nel regolamento pubblico, tuttavia, non risulterebbe indicato un requisito specifico legato alla cittadinanza italiana o alla necessità di essere nati in un Comune italiano. Proprio questo elemento rende particolarmente importante capire quale sia stata l’effettiva motivazione alla base dell’esclusione di Lumitina Toma.
La vicenda potrebbe aprire un caso sulla trasparenza dei casting
La vicenda potrebbe ora trasformarsi in un confronto più ampio sui criteri utilizzati per selezionare i concorrenti di Affari Tuoi. Ogni anno il programma riceve infatti un numero molto elevato di candidature e la selezione prevede necessariamente una valutazione dei profili da parte della produzione.
Proprio per questo motivo sarà importante comprendere se l’esclusione di Toma sia stata determinata effettivamente dal luogo di nascita oppure da una valutazione interna legata ad altri aspetti della candidatura. Al momento non esiste una conferma ufficiale che consenta di stabilire con certezza quale delle due ricostruzioni sia corretta.
La diffida annunciata dagli avvocati potrebbe quindi portare a una richiesta di chiarimenti alla produzione e alla Rai. L’obiettivo sarà capire quali criteri siano stati applicati nel caso specifico e se siano coerenti con quanto previsto dal regolamento pubblico del programma.
Il caso di Lumitina Toma riaccende così l’attenzione sui meccanismi che regolano l’accesso ad Affari Tuoi e sulla necessità di garantire criteri comprensibili ai candidati. Resta ora da capire quale sarà la risposta della Rai e della produzione e, soprattutto, se verranno forniti elementi utili a chiarire il motivo per cui la candidatura dell’imprenditrice non è stata accolta.