AI Act: Impatti su scuole e utenti Google/Microsoft dal 2 agosto 2026. Cosa sapere.
Pubblicato il da Germana Bevilacqua - Scuola e Università
Il 2 agosto 2026 rappresenta una data cruciale per l’implementazione dell’AI Act europeo, anche se non impone un obbligo generalizzato di formazione per tutto il personale scolastico entro quella scadenza. La vera novità è legata ai controlli più rigorosi che le autorità di vigilanza potranno attuare a partire da questa data.
Dal 2 febbraio 2025, è già vigente l’obbligo di promuovere un livello adeguato di alfabetizzazione sull’intelligenza artificiale. Si rivolge principalmente a chi utilizza o supervisiona i sistemi di IA, inclusi dirigenti, docenti e personale amministrativo. L’Ufficio Scolastico Regionale della Lombardia ha messo in chiaro che la formazione da rendere obbligatoria dal 2 agosto è un’invenzione dettata più dalle strategie di marketing di alcune aziende che da effettive disposizioni legislative. Non esiste un corso unico o una durata standardizzata, né una certificazione obbligatoria; le misure devono essere adatte ai ruoli, agli strumenti utilizzati e ai rischi rischi connessi.
Dal 2026, sarà quindi essenziale che le scuole dimostrino di avere misure concrete e documentate in atto, come formazione, informazione e monitoraggio degli strumenti di IA impiegati. Serve una preparazione accurata per affrontare questa nuova realtà, che coinvolge trasparenza e responsabilità nell’uso dell’intelligenza artificiale nelle scuole.
Novità nell’AI Act: Il Ruolo dell’Alfabetizzazione all’IA
Il nuovo articolo 4 dell’AI Act, aggiornato dal Digital Omnibus, specifica che i fornitori di sistemi di intelligenza artificiale devono adottare misure per migliorare l’alfabetizzazione digitale del proprio personale e di coloro che operano per loro conto. Questo non implica che debbano garantire un livello di alfabetizzazione identico per ciascun individuo ma piuttosto che devono considerare le diverse competenze e il contesto in cui i sistemi vengono utilizzati. La responsabilità ricade quindi anche sui fornitori, i quali devono tenere conto delle specifiche necessità legate ai gruppi di utenti coinvolti nel loro operato.
Più Trasparenza nell’Uso dell’IA e Obblighi per le Scuole
Il 2 agosto 2026 segna anche l’entrata in vigore degli obblighi di trasparenza previsti dall’articolo 50 dell’AI Act, modificato dal Digital Omnibus. Ogni volta che le persone interagiscono con un sistema di intelligenza artificiale, devono essere informate, a meno che questo non sia ovvio. Ciò implica la comunicazione riguardo all’uso di sistemi di riconoscimento delle emozioni e di categorizzazione biometrica, nonché dei contenuti generati da IA su temi di interesse pubblico che non sono stati soggetti a revisione umana. Nella pratica scolastica, questo si traduce nella necessità di rendere riconoscibili chatbot utilizzati per comunicare con studenti e famiglie, o di dichiarare contenuti sintetici impiegati nel processo educativo.
Un aspetto fondamentale, da ricordare, è che il Digital Omnibus ha rimandato al 2 dicembre 2027 l’applicazione piena degli obblighi per i sistemi ad alto rischio di cui all’Allegato III. Questo include software usati per ammissioni, valutazioni e orientamento degli studenti. Questi sistemi richiedono una valutazione dell’impatto sui diritti fondamentali, conosciuta come FRIA. Anche se le applicazioni di questi strumenti nelle scuole sono limitate, il rinvio non elimina l’importanza della preparazione. Le istituzioni educative devono mettersi in regola e possono iniziare con alcune azioni pratiche.
Le scuole dovrebbero: censire gli strumenti di IA in uso; distinguere fra usi ordinari e quelli che influenzano le valutazioni o i diritti degli studenti; evitare strumenti non verificati; definire regole d’uso e responsabilità; documentare la formazione e le decisioni prese; garantire un controllo umano continuo. L’implementazione di misure adeguate e di alta qualità non deve essere semplicemente un adempimento burocratico ma deve riflettere un impegno serio per l’educazione e la sicurezza degli studenti.
Nel contesto dell’uso di piattaforme come Google Workspace for Education o Microsoft 365 Education, che sono diffuse in quasi il 99% delle scuole italiane, la situazione è più gestibile. La scuola, infatti, riveste il ruolo di utilizzatore e delega a queste aziende il compito di provider. Questo offre vantaggi, poiché gli oneri normativi ricadono sui fornitori che devono garantire che i loro sistemi rispettino i requisiti di sicurezza dell’Unione Europea, fornendo documentazione e istruzioni chiari.
Google, ad esempio, ha già aderito a protocolli europei come l’AI Pact e il GPAI Code of Practice, dimostrando attivamente il suo impegno nel garantire la conformità alla regolamentazione UE.
In sintesi, l’AI Act e le sue modifiche pongono sfide e opportunità per il sistema educativo. La preparazione e una pianificazione adeguata saranno determinanti nel garantire un uso efficace e responsabile dell’intelligenza artificiale nelle scuole, a beneficio di tutti gli studenti.
Fonti ufficiali: AI Act, Ministero dell’Istruzione.
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