Alberto Ravagnani: “Dopo il sacerdozio, il mio futuro è un’incognita senza risposte” (pagina 2)
Pubblicato il da Anna Gaia Cavallo - Tv e Spettacolo
Dalla vocazione sacerdotale a una nuova identità personale
Il percorso di Alberto non è stato semplice né lineare. Nella sua intervista ha raccontato quanto la fede sia stata centrale nella sua vita, ma anche come abbia dovuto riadattare il proprio rapporto con il divino dopo la decisione di lasciare il sacerdozio, ordinato nel 2018 nella Diocesi di Milano. Durante la pandemia ha guadagnato popolarità sui social per la sua attività di evangelizzazione, un’esperienza che lo ha reso figura nota anche al grande pubblico.
Ravagnani ha condiviso l’incertezza che sente guardando al futuro: “Quando ho avuto la vocazione, il futuro era una promessa che non potevo conoscere con certezza, un atto di fede. Adesso, anche se resto fiducioso, non riesco a vedere chiaramente cosa mi aspetta”. Questa riflessione sottolinea la sua consapevolezza di essere ancora in una fase di trasformazione, senza un percorso definito. La decisione di lasciare il ministero nasce dalla sensazione di non essere completamente libero all’interno della vita sacerdotale: “Dentro quella vita non mi sentivo totalmente libero”.
Un viaggio in Oriente ha rappresentato per Alberto un momento decisivo: immersione in una cultura e un ambiente lontano dagli schemi che aveva sempre conosciuto, dove nessuno poteva giudicarlo o etichettarlo come prete. “[Quel viaggio] mi ha aiutato a liberarmi dal mio ruolo precedente e a riscoprire me stesso come Alberto e non come don Alberto.” Oggi si dice soddisfatto della sua scelta, pur riconoscendo che “il don Alberto che ero a 24 anni non sarebbe stato felice di un prete che lascia la Chiesa.”