Alimenti da evitare con carenza di G6PD per prevenire crisi emolitiche
Pubblicato il da Serena Siino - Lifestyle
Quali alimenti evitare se si soffre di carenza di G6PD?
La carenza di glucosio-6-fosfato deidrogenasi (G6PD) è un disturbo genetico che non si può prevenire, ma si può gestire limitando l’assunzione di determinati alimenti e sostanze che aggravano i sintomi. Evitare questi alimenti è fondamentale per prevenire gli episodi di anemia emolitica e altre complicanze.
Alimenti e sostanze da evitare con la carenza di G6PD
Le persone con deficit di G6PD devono fare particolare attenzione a evitare:
- Fave: il consumo di fave è noto per scatenare crisi emolitiche in chi ha questa condizione.
- Legumi simili alle fave: altri legumi possono contenere sostanze tossiche per chi ha carenza di G6PD.
- Alimenti contaminati da fave: anche piccoli residui possono essere pericolosi.
- Coloranti alimentari specifici: in particolare quelli a base di anilina, come l’1-fenilazo-2-naftolo-6-solfonico, spesso vietati in molti Paesi.
Inoltre, è indispensabile evitare alcuni farmaci che possono indurre l’emolisi, come gli antimalarici, alcuni antibiotici e altri medicinali specifici, secondo il parere medico.
Cos’è la carenza di G6PD e come si manifesta?
La glucosio-6-fosfato deidrogenasi (G6PD) è un enzima fondamentale per mantenere in salute i globuli rossi, proteggendoli dai danni ossidativi. La carenza di questo enzima, nota anche come favismo, è una patologia ereditaria dovuta a mutazioni genetiche sull’X, il cromosoma sessuale. Questo spiega perché gli uomini sono più colpiti rispetto alle donne, che possono essere portatrici sane.
Questa carenza può provocare la distruzione rapida dei globuli rossi (emolisi), con conseguente anemia emolitica e ittero. I sintomi più comuni includono:
- Febbre improvvisa
- Ittero (colorazione gialla della pelle e delle mucose)
- Urina scura
- Affaticamento, pallore e difficoltà respiratorie
- Palpitazioni e battito cardiaco accelerato
I neonati con carenza di G6PD possono sviluppare un ittero pericoloso se non trattato tempestivamente.
Cause genetiche e distribuzione geografica
Il deficit di G6PD è trasmesso geneticamente e interessa prevalentemente popolazioni di origine africana, mediterranea e dell’Asia sudorientale. Si stima che oltre 400 milioni di persone nel mondo ne siano affette. Negli Stati Uniti, circa uno su dieci uomini afroamericani ne è portatore.
La diagnosi si effettua tramite un semplice esame del sangue molecolare o enzimatico presso laboratori specializzati, che misura l’attività enzimatica e valuta la presenza di anemia emolitica in corso. Alcuni test usati includono:
- Emocromo completo per valutare la salute generale del sangue
- Livelli di lattato deidrogenasi (LDH), indicativi di danno tessutale
- Livelli di aptoglobina per rilevare la distruzione dei globuli rossi
- Analisi delle urine per monitorare la presenza di emoglobina o hemosiderina
- Bilirubina sérica per rilevare ittero
- Striscio ematico periferico per identificare anomalie emoglobiniche
Che rischi comporta la carenza di G6PD?
La mancanza dell’enzima G6PD impedisce la neutralizzazione di sostanze tossiche all’interno dei globuli rossi, causando la distruzione delle cellule (emolisi). Questo processo riduce il numero di globuli rossi e la quantità di emoglobina disponibile trasportare ossigeno ai tessuti, causando anemia.
La crisi emolitica può essere scatenata dall’assunzione di certi farmaci, infezioni o contatto con sostanze chimiche forti. Se la crisi è severa, può richiedere il ricovero urgente e trasfusioni di sangue per ripristinare i livelli ematici.
Alcune infezioni che aumentano il rischio di crisi emolitiche sono quelle da virus, batteri o parassiti, come la malaria. L’attenzione a evitare l’esposizione a queste condizioni è cruciale per chi è affetto da deficit di G6PD.
Come gestire e trattare la carenza di G6PD
Non esiste una cura per il deficit di G6PD, ma i sintomi possono essere efficacemente controllati eliminando l’esposizione ai fattori scatenanti. Gli specialisti forniscono un elenco dettagliato di farmaci, alimenti e sostanze da evitare. La gestione di un’emolisi acuta prevede il supporto medico che può includere trasfusioni sanguigne in caso di anemia grave.
Nei Paesi con alta prevalenza di G6PD, è prassi evitare l’uso di sangue donato da persone con questa condizione, per prevenire complicanze nei riceventi.
Infine, è importante informare familiari e medici riguardo alla condizione per prevenire rischi inutili.

Domanda: Secondo il USDA, esiste una differenza tra “porzione” e “serving”?
Risposta: No, per USDA non c’è differenza tra i due termini.
Fonti ufficiali:
- Centers for Disease Control and Prevention (CDC) – G6PD Deficiency
- Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) – G6PD Deficiency
- Genetics Home Reference – G6PD Deficiency
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