Allemandi svela i palinsesti editoriali 2026: novità e titoli attesi

Pubblicato il da Milvia Averna - Tv e Spettacolo

Allemandi svela i palinsesti editoriali 2026: novità e titoli attesi

MILANO (ITALPRESS) – Alle Gallerie d’Italia di Milano è stato presentato il nuovo piano editoriale della Società Editrice Allemandi per il 2026 durante l’incontro “2026. Un anno da leggere. I palinsesti della Società Editrice Allemandi tra informazione, visione e storie dell’arte“. L’evento ha offerto l’occasione per fare il bilancio di un anno dalla partecipazione di Intesa Sanpaolo, Fondazione 1563 per l’Arte e la Cultura della Compagnia di San Paolo e Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo nella compagine societaria. Questa alleanza strategica ha lo scopo di rafforzare la posizione di Allemandi come punto di riferimento nel settore dell’editoria e dell’informazione artistica.

Il palinsesto 2026 riflette un’azienda in grande espansione che si configura oggi non solo come editore ma come vera e propria media company culturale. Questo modello integrato sfrutta differenti piattaforme e linguaggi – carta, digitale e formati audiovisivi – per dialogare con pubblici eterogenei, mantenendo saldo il rigore dell’informazione e la qualità dei contenuti. L’obiettivo primario è presidiare il panorama culturale e artistico in modo innovativo e capillare.

Nuove frontiere editoriali per la Società Editrice Allemandi

Fondata nel 1983, la Società Editrice Allemandi si è imposta nel tempo come una realtà centrale nel panorama editoriale italiano dedicato all’arte. Partendo dal celebre Il Giornale dell’Arte, primo mensile italiano interamente dedicato all’informazione artistica, Allemandi ha da sempre perseguito un racconto completo e approfondito del sistema artistico.

Con l’ingresso di nuovi soci nel dicembre 2024 si è avviato un nuovo corso che ha portato a una ridefinizione strategica e a una fase di espansione ambiziosa. Michele Coppola, Presidente di Allemandi, sottolinea come il progetto editoriale nasca dall’idea di connettere istituzioni, imprese, comunità creative e appassionati con una qualità informativa rigorosa e capace di raggiungere pubblici diversificati. In quest’ottica, l’innovazione rappresenta un punto di forza per consolidare e ampliare il proprio ruolo nel mercato culturale.

Strategie di crescita e innovazioni editoriali per il 2026

Sul piano industriale, Luigi Cerutti, CEO della Società Editrice Allemandi, evidenzia i risultati raggiunti nel corso di dodici mesi: potenziamento della rete distributiva, ampliamento delle collaborazioni e consolidamento dell’organizzazione interna. Il 2026 viene così definito come l’anno di consolidamento di progetti editoriali più integrati e aperti a nuovi linguaggi, finalizzati a una crescita stabile e duratura. Si prevede un’espansione sia nell’offerta editoriale che nei canali distributivi, proseguendo la traiettoria di successo del 2025.

Il Giornale dell’Arte rimane al centro di questa trasformazione. Nel 2025 ha visto un importante rinnovamento editoriale con un nuovo progetto grafico, un ampliamento delle firme, e l’introduzione di nuove sezioni tematiche come Arte & Diritto, Estetica, Archivi e Collezioni. Forte attenzione è stata dedicata anche a fotografia, design e mercato dell’arte. Ulteriori sviluppi riguardano speciali tematici e un potenziamento dei rapporti annuali e formativi. I dati sottolineano un trend di crescita: 200 pagine mensili nell’edizione cartacea, tirature che spaziano dalle 20.000 alle 30.000 copie, e oltre 1,5 milioni di visualizzazioni mensili sul sito ufficiale, con un archivio digitale composto da più di 55.000 pagine.

Secondo Luca Zuccala, Direttore de Il Giornale dell’Arte, l’ecosistema editoriale non si limita più a canali separati ma costruisce un racconto unitario che interpreta la complessità artistica contemporanea. Parte di questa strategia è l’apertura della sede milanese e l’obiettivo di nuovi presidi a Venezia e Roma. La piattaforma ilgiornaledellarte.com rappresenta ormai un riferimento quotidiano sull’attualità culturale nazionale e internazionale, con un’area riservata per contenuti premium e l’intero archivio storico digitale. Gennaio 2026 ha visto inoltre l’integrazione di un nuovo e-commerce, migliorando l’esperienza degli utenti e la distribuzione dei contenuti.

Una delle novità più importanti è il rilancio di Vernissage, storico inserto de Il Giornale dell’Arte. Da semplice supplemento mensile si trasforma in un magazine d’opinione semestrale, con una sezione mensile all’interno del giornale. Il progetto, ideato da Luca Zuccala, Jacopo Bedussi e Alessio Vannetti, si propone come osservatorio critico sulle imprese culturali, con focus su arte, design, moda, lusso, tecnologia e cultura visiva. Jacopo Bedussi sottolinea come Vernissage voglia offrire uno spazio di pensiero critico e complesso, capace di dare voce a prospettive autorevoli e non convenzionali.

Un importante rilancio riguarda anche Il Giornale delle Fondazioni, che torna sotto il controllo di Allemandi dopo la riacquisizione dalla Fondazione Venezia 2000. La nuova identità editoriale mette al centro l’analisi del ruolo delle fondazioni soprattutto bancarie nel contesto culturale italiano, con attenzione ai temi di governance, sostenibilità e impatto territoriale. Inoltre, il 2026 segna la nascita del Telegiornale dell’Arte, primo format televisivo dedicato esclusivamente all’arte in Italia, ideato e condotto da Nicolas Ballario. Il notiziario, distribuito ogni sabato sulle piattaforme digitali de Il Giornale dell’Arte, coniuga autorevolezza giornalistica e linguaggio audiovisivo, proponendo editoriali, notizie, rubriche e interviste con un focus particolare sul rapporto tra arte e mercato.

Pietro Della Lucia, Direttore Area Libri, evidenzia come il libro continui a rappresentare uno strumento fondamentale per la comunità culturale per conservare e celebrare il proprio patrimonio. Il catalogo 2026 prevede nuovi titoli e ristampe di volumi storici, con attenzione a monografie, studi critici e pubblicazioni su arte, fotografia, design e moda. La società sviluppa inoltre servizi editoriali e gestisce bookshop per mostre e istituzioni, combinando artigianalità e innovazione.

Tra le nuove pubblicazioni di rilievo del 2026 spiccano il volume “Bernini e i Barberini”, dedicato al grande protagonista del Barocco, con saggi di studiosi di fama come Andrea Bacchi, Maurizia Cicconi e Tomaso Montanari. Nella sezione dedicata alla fotografia si segnalano “Giovanni Gastel. Rewind”, un ritratto dell’artista che ha saputo coniugare moda, arte e cultura, e “Ugo Mulas / Jasper Johns”, un dialogo fra fotografia e arte del secondo Novecento curato dall’archivio Mulas. Per l’arte e la moda, “Giorgio Armani. Milano per amore” documenta la mostra voluta dallo stilista alla Pinacoteca di Brera, un omaggio poetico alla città amata.

Un importante ritorno in catalogo è “Le fabbriche del design”, un cult dell’editoria industriale che, in collaborazione con Intesa Sanpaolo e il Salone del Mobile Milano, riconferma la centralità del design Made in Italy. Il volume racconta il successo delle aziende italiane, nate dall’intuizione di imprenditori e designer visionari che hanno reso il design nazionale un modello internazionale.

Ilaria Bonacossa, Direttrice di Palazzo Ducale Genova, durante l’incontro ha richiamato l’importanza di una relazione culturalmente responsabile e strutturata fra media e istituzioni. Un’informazione autorevole e capace di restituire complessità è essenziale per rafforzare il senso critico e favorire una partecipazione culturale più profonda. Senza un sistema editoriale solido, anche l’attività culturale potrebbe perdere significato e visibilità sul pubblico.

Allemandi accompagna la più grande retrospettiva di Van Dyck del secolo ospitata a Palazzo Ducale Genova con il volume “Van Dyck l’europeo”, curato da Anna Orlando e Katlijne Van der Stighelen, destinato a diventare un punto di riferimento per gli studi sull’artista fiammingo.

Il 2026 porta dunque la Società Editrice Allemandi a evolvere da editore tradizionale a media company culturale integrata, che utilizza carta, digitale, audio, video e progetti speciali per costruire un ecosistema narrativo completo e innovativo. Questa trasformazione conferma il ruolo centrale di Allemandi nel raccontare l’arte contemporanea con profondità critica, qualità informativa e un approccio culturale inclusivo e dinamico.

Fonti ufficiali: Società Editrice Allemandi, Il Giornale dell’Arte, Intesa Sanpaolo, Palazzo Ducale Genova.

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