Alunni stranieri salvano scuole: protesta contro dl scuola, Governo punta stop burqa.
Pubblicato il da Germana Bevilacqua - Scuola e Università
L’Italia si prepara ad affrontare importanti cambiamenti nel sistema scolastico, ma non tutti sono convinti delle decisioni prese dal governo. Mentre si attende l’approvazione del decreto scuola in Gazzetta Ufficiale, prevista non prima del 28 settembre, crescono i dubbi e le contrarietà tra gli addetti ai lavori. Come Giliola Benatti, docente di Lettere da 25 anni e vicepreside dell’Istituto Comprensivo Dosolo Pomponesco Viadana in provincia di Mantova, che ha dichiarato senza mezzi termini: “i nuovi italiani sono una risorsa, se non ci fossero molte scuole chiuderebbero”.
La situazione nelle scuole italiane è variegata, con studenti provenienti da diverse parti del mondo, come Cina, Albania, Romania, Marocco, India, Pakistan e Kosovo. La multiculturalità è ormai una realtà consolidata, con numerose famiglie straniere che hanno scelto l’Italia come loro nuova patria. La docente Benatti sottolinea che molti di questi ragazzi parlano bene l’italiano e sono integrati nella società, pur conservando le proprie radici culturali.
Durante la sua lunga carriera, la docente non ha mai incontrato una studentessa che indossasse il burqa, ma ha notato la presenza di veli tradizionali. È rassicurante sapere che la scuola fornisce supporto linguistico agli studenti stranieri che ne hanno bisogno, garantendo loro pari opportunità di apprendimento. Inoltre, la figura del mediatore culturale è fondamentale nei casi in cui i genitori non parlano italiano.
La questione del velo integrale e della presenza di studentesse che lo indossano ha destato polemiche e dibattiti anche a livello politico. Mentre alcuni partiti come Forza Italia si schierano a favore del divieto del burqa nei luoghi pubblici, altri come l’Osa (Opposizione Studentesca d’Alternativa) organizzano proteste contro il decreto scuola, definendolo una “porcheria reazionaria”.
La Lega, invece, ha lanciato un pacchetto contro l’islam integralista e ha avviato una campagna chiamata “nessuna resti nascosta”. Il partito guidato da Matteo Salvini si impegna a promuovere misure che impediscano la diffusione dell’integralismo islamico, sottolineando l’importanza di difendere i valori di libertà, uguaglianza e parità di genere.
Fonti:
– https://www.repubblica.it/
– https://www.ilsole24ore.com/
– https://www.corriere.it/
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