Animali sociali poco coordinati a maggior rischio di declino rispetto a specie più unite.
Pubblicato il da Luigi Salemi - Green
## L’importanza delle interazioni sociali tra gli animali
Le interazioni sociali rappresentano un elemento fondamentale per la sopravvivenza della maggior parte delle specie animali. Vivere in gruppo consente agli animali di individuare i predatori, trovare cibo e allevare un numero maggiore di giovani rispetto a quanto possano fare da soli. Tradizionalmente, si è sempre pensato che gli animali altamente sociali, come i leoni o le scimmie cappuccine, siano particolarmente vulnerabili in caso di diminuzione della popolazione. Tuttavia, studi recenti suggeriscono che le specie più sociali in modo meno strutturato, come gli aguti o i tapi, possano affrontare rischi maggiori quando i loro numeri calano.
## Le nuove scoperte sulla socialità animale
Un team di ricercatori ha analizzato modelli esistenti, dati e casi studio per esaminare il rapporto tra interazioni sociali e sopravvivenza. Michael Gil, co-autore dello studio e ricercatore presso l’Università del Colorado Boulder, ha affermato che gli animali altamente sociali tendono a mantenere un numero stabile di interazioni sociali: “Anche se la popolazione diminuisce, troveranno il modo di mantenere le loro interazioni,” ha dichiarato in un’intervista a Mongabay.
Ad esempio, se una parte di un branco di cani selvatici africani (Lycaon pictus) viene uccisa, gli animali rimanenti faranno il possibile per unirsi a un nuovo gruppo, poiché la loro sopravvivenza immediata dipende da questa unità.
Le specie che presentano una socialità più allentata, d’altra parte, reagiscono in modo diverso. “Quando le popolazioni diminuiscono, anche le loro interazioni sociali calano perché non riescono a compensare,” ha spiegato Gil. Questo comporta una minore presenza di scoiattoli, ad esempio, che potrebbero avvistare e avvisare riguardo ai predatori. La situazione è simile per piccole scuole di pesci che non riescono a coordinarsi nella caccia.
Quando queste popolazioni vanno incontro a una riduzione, anche le interazioni sociali diminuiscono, il che può portare a ulteriori cali demografici. Questi fenomeni possono dar vita a un “ciclo retroattivo pericoloso”, ha sottolineato Gil.
## Rischi ambientali per gli animali meno sociali
Le scoperte suggeriscono che le specie con interazioni sociali più deboli potrebbero essere più vulnerabili rispetto ai loro simili più sociali, in un contesto in cui il cambiamento climatico e la perdita di habitat spingono gli ecosistemi verso un declino generalizzato delle popolazioni e possibili estinzioni di massa. Questo è particolarmente rilevante in un mondo in cui le pressioni ambientali stanno aumentando rapidamente.
La ricerca “riconfigura il comportamento sociale non come un argomento di nicchia nell’ecologia comportamentale, ma come un fattore che potrebbe alterare in modo fondamentale il rischio di estinzione tra un’ampia gamma di taxa,” ha scritto Rob Salguero-Gómez, professore di ecologia presso l’Università di Oxford, che non ha partecipato allo studio.
### Considerazioni finali
Questi risultati offrono anche uno spunto interessante per la conservazione delle specie. È fondamentale ripensare le strategie di tutela che spesso si concentrano solo su animali altamente sociali, trascurando quelli con forme di socialità meno strutturate. La perdita di habitat e il cambiamento climatico sono minacce reali che necessitano di un approccio innovativo e informato per preservare la biodiversità.
Data la complessità delle interazioni tra specie, risulta chiaro che una protezione mirata delle specie più vulnerabili è cruciale. Gli animali meno sociali potrebbero avere bisogno di un sostegno maggiore, incluse misure di conservazione che garantiscano la loro capacità di formare gruppi sociali vitali per la loro sopravvivenza.
### Fonti
1. Gil, M., et al. (2023). “The impact of social structure on the survival of animal populations.” University of Colorado Boulder.
2. Salguero-Gómez, R. (2023). “Social behavior and extinction risk.” University of Oxford.
Con questi dati alla mano, è essenziale che gli ecologi e i conservazionisti rivisitino le loro strategie, tenendo conto delle nuove evidenze sulla socialità animale. Solo così sarà possibile affrontare le sfide crescenti che pongono a rischio tante specie nel nostro fragile ecosistema.
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