Annalisa replica a Selvaggia Lucarelli: smentisce accuse di blasfemia con fermezza (pagina 3)
Pubblicato il da Anna Gaia Cavallo - Gossip
Accanto alle critiche per presunta blasfemia, Annalisa ha voluto chiarire il significato delle parole scelte nel brano. Ha raccontato di aver voluto sollevare un dibattito sociale e culturale attraverso l’accostamento di due termini forti: “Se avessi detto ‘casta’ e ‘provocante’ l’effetto sarebbe stato diverso. Ho estremizzato il concetto con due definizioni che, io come tante, mi sono sentita attribuire. Non c’è nulla di offensivo nel dire suora o pornodiva, sono due estremi — di eleganza uno e di spudoratezza l’altro — citati con grande rispetto.”
Annalisa ha continuato spiegando di aver scelto volutamente la parola “pornodiva” al posto di un termine meno edulcorato spesso usato: in questo modo ha voluto mantenere un equilibrio tra provocazione e rispetto. “La religione fa parte della mia vita, mi affascina. E poi è pop, nel senso di popolare: attingere a parole di quel mondo è un modo per farle arrivare a tutti.” Ha aggiunto di provare grande rispetto per le persone di fede e che non ha mai avuto intenzione di offendere qualcuno.
Il sociologo e docente universitario Francesco Caselli, intervistato dal Corriere, ha sottolineato come “l’uso di simboli religiosi nel pop è da sempre un mezzo per indagare e provocare riflessioni sociali. Nel caso di Annalisa, il dibattito dimostra quanto la musica contemporanea riesca ancora a mettere in discussione pregiudizi e stereotipi.”