Apnea ostruttiva del sonno: il disturbo che aumenta il rischio cardiovascolare
Pubblicato il da Redazione - aggiornato il - Sanità e Salute
L’apnea ostruttiva del sonno (OSA) è un disturbo spesso sottovalutato, ma dalle conseguenze molto serie. Chi ne soffre inizia a russare in modo irregolare appena si addormenta, con il rumore che aumenta fino a un’improvvisa interruzione della respirazione per alcuni secondi. Questo ciclo si ripete durante tutta la notte, compromettendo la qualità del sonno e, secondo un nuovo studio, aumentando significativamente il rischio di eventi cardiovascolari e mortalità.
I risultati della ricerca saranno presentati al Congresso europeo sull’obesità ECO 2026, in programma a Istanbul dal 12 al 15 maggio, frutto della collaborazione tra Imperial College Health Partners, Imperial College Healthcare NHS Trust di Londra e Eli Lilly and Company, che ha anche sponsorizzato lo studio.
Obesità e apnea del sonno: un legame pericoloso
L’apnea ostruttiva del sonno è causata da ostruzioni ricorrenti delle vie aeree superiori, che riducono la qualità del sonno e hanno un impatto diretto sulla vita diurna e sul rischio cardiovascolare.
Tra le persone con OSA, tra il 40 e il 70% convive con sovrappeso o obesità, fattori che aggravano il disturbo. Studi precedenti hanno dimostrato che la perdita di peso può ridurre la gravità dell’OSA, a volte portando a una remissione o a un miglioramento del rischio cardiometabolico.
Nonostante le terapie raccomandate dalle linee guida, come i dispositivi CPAP (pressione positiva continua delle vie aeree), l’OSA resta spesso sottodiagnosticata e sottotrattata, con ripercussioni su morbilità, mortalità e utilizzo delle risorse sanitarie.
I dati dello studio
La ricerca ha analizzato 2,9 milioni di cartelle cliniche elettroniche anonime nel nord-ovest di Londra. Sono stati confrontati 20.300 adulti con OSA con 97.412 soggetti di controllo, abbinati per età, stato di obesità, comorbidità e altri fattori clinici.
I risultati evidenziano un rischio significativamente maggiore di eventi cardiovascolari e mortalità tra chi soffre di OSA:
Entro quattro anni dalla diagnosi, 26,3% dei pazienti con OSA ha manifestato eventi cardiovascolari o mortalità, contro 17,5% dei controlli.
Maggiore incidenza di altre patologie: obesità (5,6% vs 4%), diabete (6,8% vs 4,6%), osteoartrite (4,2% vs 3%), ansia (5,2% vs 3,2%) e depressione (4,7% vs 3%).
Utilizzo delle risorse sanitarie più elevato: visite di assistenza primaria 21 vs 14 per persona/anno, visite ambulatoriali 4 vs 1, giorni di ricovero 1 vs 0.
Perché è importante diagnosticare e trattare l’OSA
Secondo gli esperti, il 71% in più di rischio di eventi cardiovascolari o mortalità rende fondamentale una diagnosi tempestiva. Intervenire precocemente significa non solo migliorare la qualità del sonno e la vita diurna, ma anche ridurre le complicazioni cardiometaboliche.
I medici raccomandano di prestare attenzione a sintomi come russamento irregolare, pause respiratorie notturne e eccessiva sonnolenza diurna, soprattutto nei pazienti con obesità o altre condizioni croniche.
Strategie di prevenzione e gestione
Le principali strategie per gestire l’OSA includono:
Perdita di peso, che può ridurre la gravità del disturbo.
Uso di dispositivi CPAP, indicati dalle linee guida come trattamento standard.
Stile di vita sano, con alimentazione equilibrata e attività fisica regolare.
Screening precoce per soggetti a rischio, come chi soffre di obesità, ipertensione o diabete.
L’apnea ostruttiva del sonno non è un semplice problema notturno: è un fattore di rischio importante per la salute cardiovascolare e la longevità. Riconoscerla precocemente e adottare le giuste strategie di prevenzione e trattamento può ridurre significativamente il rischio di eventi gravi, migliorando sia il riposo notturno che la qualità della vita complessiva.