Aree marine protette non riescono a tutelare squali e razze, secondo uno studio.

Pubblicato il da Luigi Salemi - Green

Aree marine protette non riescono a tutelare squali e razze, secondo uno studio.

Aree Marine Protette: Un Dato Preoccupante per Squali e Razze

Un recente studio ha rivelato una realtà allarmante riguardo alle aree marine protette (AMP): coprono meno del 10% dell’area abitata dalla maggior parte delle specie di squali e razze. Questo numero diminuisce ulteriormente per quelle specie considerate minacciate o a rischio critico di estinzione. La ricerca ha anche fatto emergere grandi lacune nella reportistica relativa ai divieti di pesca e raccolta all’interno di queste riserve, suggerendo che siano necessari obiettivi di biodiversità integrati nel quadro 30×30.

Nel 2022, 196 paesi avevano accolto con favore l’obiettivo ambizioso di proteggere il 30% delle aree marine e costiere del mondo entro il 2030, come parte del Quadro Globale sulla Biodiversità di Kunming-Montreal. Tuttavia, a metà strada verso il 2030, solo circa il 10% degli oceani è coperto da aree protette. Ciò significa che molte nazioni sono lontane dal raggiungere questo traguardo, lasciando in esposizione una delle fasce più vulnerabili della fauna marina: squali e razze.

Le Gaps di Protezione

Uno studio pubblicato sulla rivista Conservation Letters a luglio ha messo in evidenza che la maggior parte delle specie di squali e razze ha meno del 10% del proprio habitat coperto da un’AMP. Questo è particolarmente grave per le specie minacciate e a rischio critico. I ricercatori hanno riscontrato una mancanza significativa di dati inerenti alle restrizioni sulla pesca e sulla raccolta all’interno di queste aree protette, cruciali per determinare un’efficace protezione per questi animali.

“Incrementare semplicemente la superficie di oceano protetto non significa necessariamente che stiamo proteggendo le specie minacciate,” afferma Amanda Arnold, ricercatrice in biodiversità marina all’Università Simon Fraser, nonché autrice principale dello studio. “Non stiamo coprendo adeguatamente la biodiversità.”

Secondo la ricerca, per offrire benefici di conservazione misurabili, le riserve marine dovrebbero coprire almeno il 10% dell’habitat di una specie, con una copertura del 20-40% che massimizza i guadagni in termini di conservazione. Ma, sfortunatamente, pochi gruppi raggiungono questi standard; uno studio precedente ha suggerito che il 97,4% delle specie marine ha meno del 10% del proprio habitat all’interno delle AMP. Considerando che oltre un terzo di squali e razze è a rischio di estinzione, è chiaro che questi animali necessitano di una protezione urgente.

Ampie lacune nel sistema di protezione

Per valutare quanto gli squali e le razze siano protetti dalle attuali AMP, i ricercatori hanno sovrapposto i dati spaziali della World Database of Protected Areas e le informazioni geografiche della IUCN Red List of Threatened Species per quasi 1.200 specie di squali e razze. L’analisi ha messo l’accento sulle “aree di non prelievo”, che offrono il più alto livello di protezione, vietando attività come la pesca, l’estrazione mineraria e il trivellamento.

I risultati hanno rivelato che tra gli squali e le razze minacciate, il 79% ha meno dell’1% del proprio habitat all’interno di aree di non prelievo nelle acque nazionali. Per quanto riguarda le specie in pericolo critico, questa percentuale sale a circa il 90%. Mike Heithaus, ecologo marino presso la Florida International University, sottolinea che, sebbene si stiano facendo progressi, c’è ancora molta strada da percorrere.

L’implementazione di accordi internazionali come il 30×30 potrebbe portare alla creazione di AMP in aree che sono più convenienti dal punto di vista politico o economico, piuttosto che in luoghi realmente significativi per la biodiversità. Amanda Arnold avverte che alcune AMP sono progettate attorno a specie specifiche piuttosto che abbracciare l’intera biodiversità dell’area.

Raccomandazioni per il futuro

Per supportare i responsabili politici e i ricercatori nell’analisi della copertura delle AMP specifiche per i loro Paesi o specie, Arnold e i suoi coautori hanno sviluppato uno strumento che stratifica i risultati per regione e categoria. Il loro obiettivo è fornire una panoramica utile e porre le basi per ulteriori lavori significativi in futuro.

Nonostante il quadro attuale, solo un terzo delle nazioni con riserve marine nelle proprie acque riporta dati sul “take-status”, il che rende complesso valutare l’efficacia reale di queste AMP. Squali e razze, per la loro biologia, crescono lentamente e hanno tassi di riproduzione ridotti, diventando così estremamente vulnerabili alla pesca e alla cattura accidentale.

Le raccomandazioni degli autori dello studio includono l’adozione di obiettivi di biodiversità nel quadro 30×30, allineando le AMP con aree chiave per squali e razze, e rendendo obbligatoria la reportistica delle informazioni sul take-status.

Strumenti di Conservazione

Alcuni ricercatori contestano l’idea che le AMP generiche possano avere un impatto significativo sulla conservazione. Gavin Naylor, direttore del Florida Program for Shark Research, afferma che mentre esistono prove a sostegno dell’utilità delle AMP per specie stanziali, gli effetti su specie mobili come squali e razze non sono altrettanto chiari.

L’adozione di strategie di protezione efficaci richiederebbe quindi anche una gestione ambientale e della pesca, inclusi regolamenti sullo sfruttamento degli squali. Le nuove tecnologie mirate a ridurre la cattura accidentale di squali e razze, insieme a dati migliori sulle loro aree abitative, potrebbero concorrere a rafforzare le loro popolazioni.

L’obiettivo finale è proteggere il 30% del pianeta entro il 2030, ma rimangono ancora ampie aree dell’oceano suscettibili alla pesca. “Non possiamo semplicemente applicare un’AMP su un’area e considerare il lavoro fatto,” evidenzia Arnold, lasciando intendere che il percorso verso una reale conservazione di squali e razze è ancora lungo e complesso.

Fonti:

Non perderti tutte le notizie di green su Blog.it

Aree marine protette non riescono a tutelare squali e razze, secondo uno studio. - Blog.it - Notizie, Lifestyle, Gossip, Viaggi, Tech e molto altro