Arrestato marocchino a Milano: “Pronto per attentati in nome dell’Isis”

Pubblicato il da Redazione - Mondo

Un trentenne marocchino, Nadir Benchorfi, è stato arrestato con l’accusa di terrorismo internazionale a Milano dove viveva con un coinquilino, risultato estraneo ai fatti. Sembra che il sospettato comunicasse con Telegram e altri mezzi via Internet, e si era detto disponibile a compiere attentati in Italia chattando con un uomo che si trovava in Siria. L’arresto è stato eseguito venerdì da parte degli agenti della Digos. L’uomo avrebbe inviato anche somme di denaro nei teatri di guerra per sostenere la Jihad e lavorava in un centro commerciale di Arese: riceveva le indicazioni per l’invio di soldi a combattenti, per lo più foreign fighters, attraverso money transfer. Versamenti da 50 a 600 euro per volta e in diversi Paesi africani e mediorientali. In totale risultano 6mila euro di rimesse. L’ipotesi che l’obiettivo potesse essere un centro commerciale è dovuta al fatto che negli ultimi anni, nonostante sia ufficialmente un elettricista, ha lavorato all’interno di grandi strutture commerciali lombarde nel settore alimentare. Si sarebbe radicalizzato nel 2012 durante un viaggio in Germania, Paese in cui aveva lavorato come aiuto cuoco. Secondo gli investigatori “il marocchino, arrivato in Italia da bambino, sarebbe una persona molto fragile, fortemente influenzabile e incline a manie di persecuzione”. Sono certi i suoi legami con una cellula di 25 foreign fighters partiti tra il 2012 e il 2014 dalla Germania per combattere con lo Stato Islamico, l’ha conosciuta in quegli anni durante la sua permanenza nel Paese. È rimasto in contatto con due cugini a capo della brigata da quando è tornato in Italia, ha manifestato in più occasioni la sua disponibilità a combattere per la causa dell’Isis ma ha sempre chiesto un supporto tecnico (armi, per esempio) e logistico.

Le indagini sono partite nel settembre scorso dopo una segnalazione ricevuta da una fonte confidenziale.

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