Attivisti per la responsabilità sconcertati: il governo canadese chiude l’agenzia di vigilanza.

Pubblicato il da Luigi Salemi - Green

Attivisti per la responsabilità sconcertati: il governo canadese chiude l’agenzia di vigilanza.

Chiusura dell’Ufficio Ombudsman: Critiche e Preoccupazioni

Nel 2019, il Canada ha creato un’agenzia di sorveglianza per indagare su possibili violazioni dei diritti umani all’estero legate a corporazioni canadesi, in particolare nel settore minerario. Questo ufficio, noto come Canadian Ombudsperson for Responsible Enterprise (CORE), ha visto il suo vertice vacante per oltre un anno. Recentemente, è emerso che l’agenzia ha ricevuto almeno 24 denunce attive, con molte altre comunità pronte a presentare reclami una volta che l’ufficio fosse adeguatamente dotato di personale. Un annuncio sorprendente da parte del Primo Ministro canadese Mark Carney ha portato alla chiusura dell’agenzia, suscitando forti critiche da parte degli attivisti.

L’annuncio dello scorso settimana ha sorpreso le organizzazioni no-profit che si occupano di diritti umani e ambiente, specialmente quelle che hanno affrontato rischi personali nel segnalare le azioni delle aziende canadesi. La Carney ha dichiarato che l’ufficio è stato chiuso per la sua presunta inefficacia, avendo condotto soltanto un’indagine in sette anni. Nonostante ciò, tre settimane prima la sua amministrazione aveva affrontato domande riguardanti lo status delle indagini dell’ufficio durante un incontro con Mongabay.

Le Conseguenze della Chiusura dell’Ufficio CORE

Dal suo avvio, l’ufficio CORE ha ricevuto lamentele relative al lavoro forzato e alle violazioni dei diritti umani, diventando un importante punto di riferimento per le comunità che denunciano abusi operati da compagnie minerarie canadesi. Con circa la metà delle aziende minerarie e di esplorazioni minerarie pubblicamente quotate nel mondo, il Canada era sotto la lente di ingrandimento internazionale per la sua capacità di garantire la responsabilità delle proprie aziende operanti all’estero.

Nonostante il governo di Carney abbia dichiarato che ci siano piani per affrontare le critiche sul lavoro forzato, la chiusura dell’ufficio ha sollevato dubbi su come la politica canadese possa affrontare tali problematiche senza un organismo dedicato. Oltre agli accusatori, molti esperti e attivisti hanno espresso preoccupazioni sulla mancanza di avvisi dati alle parti interessate, che avevano riposto fiducia nell’agenzia come meccanismo di protezione e giustizia.

In una lettera aperta, Aidan Gilchrist-Blackwood, coordinatore della Rete canadese per la responsabilità delle imprese, ha criticato il governo per la mancanza di comunicazione sulla chiusura dell’ufficio. Le persone colpite da violazioni dei diritti umani legate a società canadesi stanno affrontando situazioni pericolose e ora si trovano in una posizione di vulnerabilità.

Un caso emblematico è quello di Lateef Johar, membro del Consiglio per i diritti umani del Balochistan, che ha presentato un reclamo contro Barrick Mining nel gennaio 2023. Nonostante la sua lamentela fosse stata accettata da CORE, non ha mai ricevuto un rapporto conclusivo e ha espresso la sua frustrazione per l’assenza di avvisi riguardo alla chiusura dell’ufficio.

Giusto per evidenziare, le sfide affrontate dalle comunità vulnerabili non si fermano alla chiusura dell’ufficio. Sono state raccolte numerose testimonianze di come le società minerarie stiano operando senza responsabilità reciproca e continua, ampliando il loro ambito di lavoro nonostante le lamentele rimaste inascoltate.

Il Comitato per i diritti umani delle Nazioni Unite ha criticato la chiusura dell’ufficio, sottolineando le preoccupazioni riguardanti le violazioni persistenti dei diritti umani e la degradazione ambientale associate alle operazioni delle aziende canadesi all’estero. Ha raccomandato l’urgenza di nominare un nuovo difensore civico e fornire poteri investigativi più robusti all’ufficio.

In risposta, il governo canadese ha affermato che le sue funzioni saranno integrate in altri settori con un tracciato più solido di efficacia. Ciò ha suscitato ulteriori critiche, in quanto non ha affrontato la mancanza di fiducia ormai radicata nelle comunità meticolosamente colpite dalle politiche aziendali impressionanti.

Molti sostenitori del CORE sperano che ci sarà un ripensamento su questa decisione. Desiderano vedere l’ufficio riabilitato e dotato dei poteri necessari per garantire che i diritti umani siano protetti e che la responsabilità di queste aziende sia tracciata. Una richiesta che trova il suo fondamento nelle stesse voci delle comunità afflitte e nelle Denunce di organizzazioni come Mining Watch Canada.

Mongabay

Nazioni Unite

Governo canadese

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