Aumento del 30% della deforestazione amazzonica con l’uscita dei trader dal patto sul soia.

Pubblicato il da Luigi Salemi - Green

Aumento del 30% della deforestazione amazzonica con l’uscita dei trader dal patto sul soia.

Aumento Deforestazione in Amazzonia: Il Ritiro dalla Moratoria sulla Soia

Le maggiori compagnie di trading di soia, tra cui Cargill, ADM e Bunge, hanno annunciato la loro intenzione di ritirarsi dalla moratoria sulla soia in Amazzonia, un accordo di successo che ha contribuito a ridurre la deforestazione negli ultimi 20 anni. Questa decisione porta a previsioni allarmanti: un aumento della deforestazione fino al 30% entro il 2045, secondo l’Istituto di Ricerca Ambientale dell’Amazzonia (IPAM). Le cause di questo cambiamento sono legate a gruppi di agricoltori, associazioni di allevatori e politici locali che operano nel settore dell’agrobusiness, che vedono la fine dell’accordo come un’opportunità per speculare su terreni vergini.

Le Implicazioni Economiche della Fine della Moratoria

La moratoria sulla soia era stata istituita per impedire il commercio di soia proveniente da aree deforestate dopo il 2008. Questo accordo ha avuto un impatto positivo sull’immagine internazionale dell’agricoltura brasiliana e sulla salvaguardia della biodiversità amazzonica. Data la grande importanza del Brasile come principale esportatore mondiale di soia, il ritiro dell’Associazione Brasiliana delle Industrie di Oli Vegetali (Abiove) dall’accordo rischia di compromettere i progressi fatti.

La decisione è stata influenzata da una nuova legge nello Stato del Mato Grosso, dove si trova la maggior parte delle coltivazioni di soia. Questa legge consente al governo statale di revocare i benefici fiscali per le aziende che aderiscono a criteri ambientali più severi di quelli richiesti dalla legge brasiliana. Gli agricoltori locali sostengono che le restrizioni della moratoria stessero danneggiando la loro attività commerciale.

Le conseguenze dirette del ritiro dalla moratoria includono un incremento significativo nella deforestazione, che potrebbe avere effetti devastanti sull’ecosistema amazzonico. Ricerche mostrano che, sebbene la moratoria non abbia impedito l’espansione delle aziende agricole di soia, ha contribuito a una significativa riduzione della deforestazione nelle aree monitorate.

L’uscita dalle restrizioni imposte dalla moratoria offre ai produttori un incentivo per aprire nuovi terreni per la coltivazione della soia, incluso l’uso di terreni pubblici che sono stati appropriati illegalmente. Secondo Maurício Voivodic, direttore esecutivo di WWF-Brasil, questa dinamica favorisce i produttori e i speculatori di terra, aumentando i prezzi e incentivando l’abbattimento di foreste.

Esiste anche la preoccupazione che il collasso della moratoria possa esporre l’industria a rischi di reputazione quando si tratta di collaborare con grandi rivenditori internazionali, come Carrefour e Walmart, che hanno adottato politiche di zero deforestazione. Dal 2026, anche i prodotti importati nell’Unione Europea dovranno rispettare regolamenti più severi riguardo alla provenienza da aree non deforestate.

In questo contesto, le aziende che operano in Brasile potrebbero dover sviluppare meccanismi individuali più costosi ed inefficaci per dimostrare che i loro prodotti non derivano da aree deforestate. Questo non solo aumenterà i costi operativi, ma potrebbe anche compromettere la loro posizione nel mercato globale.

Diverse fonti ufficiali sottolineano che, sebbene la moratoria sulla soia non sia completamente estinta, essa sta subendo pressioni significative. L’Associazione Nazionale degli Esportatori di Granaglie (Anec) ha espresso il suo supporto per il mantenimento dell’accordo, evidenziando come la pressione internazionale per prodotti non deforestati rimanga un fattore determinante nelle future decisioni commerciali.

In aggiunta, la speranza di una futura riforma normativa potrebbe garantire che i produttori possano continuare a operare efficacemente nei mercati internazionali mantenendo al contempo pratiche sostenibili. Le sfide sono molteplici e complesse, ma è chiaro che la questione della deforestazione amazzonica richiede attenzione e azioni decisive sia a livello locale che internazionale.

In sintesi, il recente ritiro dalle misure di protezione della moratoria sulla soia apre a scenari preoccupanti per l’Amazzonia e per la sostenibilità dell’agricoltura brasiliana. Come avverrà il bilanciamento tra sviluppo economico e salvaguardia ambientale rappresenta una delle sfide più importanti da affrontare nei prossimi anni.

Fonti:
– Istituto di Ricerca Ambientale dell’Amazzonia (IPAM)
– Associazione Brasiliana delle Industrie di Oli Vegetali (Abiove)
– WWF-Brasil
– Anec (Associazione Nazionale degli Esportatori di Granaglie)

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