Aumento dell’autolesionismo tra i giovani: tragedie e crisi nel disagio giovanile a Frosinone.
Pubblicato il da Germana Bevilacqua - Scuola e Università
Drammatici eventi all’Istituto Alessandro Volta di Frosinone
La comunità dell’Istituto d’istruzione superiore Alessandro Volta di Frosinone vive momenti di profonda preoccupazione. Nella serata di lunedì 16 marzo, un ragazzo di 17 anni è stato trovato privo di vita a pochi passi dalla sua abitazione, tragicamente impiccato a una pianta, presumibilmente a causa di una delusione amorosa.
La scoperta del corpo ha scosso non solo la famiglia e gli amici, ma anche gli insegnanti e gli altri studenti, uniti in un momento di lutto e riflessione sulle difficoltà che i giovani affrontano oggi.
Fuga dalla crisi: l’intervento tempestivo
Il giorno successivo, un’ulteriore situazione di allerta si è verificata all’interno dello stesso istituto. Una studentessa è stata trovata barricata nel bagno, colta da una grave crisi psicologica. Le compagne di classe, accortesi della situazione, hanno immediatamente lanciato l’allerta, coinvolgendo insegnanti e la dirigente scolastica.
Sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuoco, che hanno attivato il protocollo di prevenzione dei suicidi, per precauzione posizionando un materasso di sicurezza sotto la finestra. Accanto ai pompieri, è giunto anche il personale sanitario del 118 e la Polizia di Stato. Docenti e psicologi hanno cercato di stabilire un contatto con la giovane, riuscendo, dopo ore di tensione, a convincerla ad aprire la porta.
È importante sottolineare che, al momento, non ci sono apparenti collegamenti tra i due incidenti. Tuttavia, ciò solleva interrogativi seri circa la salute mentale degli adolescenti, un tema sempre più urgente nell’attuale contesto sociale.
Secondo recenti studi, i casi di autolesionismo fra i giovani sotto i 24 anni sono raddoppiati negli ultimi due decenni. Un’analisi condotta presso l’Università di Toronto, pubblicata su Jama Pediatrics, ha rivelato un aumento preoccupante dei comportamenti autolesionistici in 42 Paesi, inclusa l’Italia.
Lo studio ha monitorato oltre 234 milioni di individui, concentrandosi su un’analisi realizzata in Piemonte tra ragazzi dai 5 ai 19 anni, che ha coperto il periodo dal 2011 al 2021. I risultati mettono in luce una crescente necessità di attenzione e intervento nelle scuole e nelle famiglie.
Aumento dell’autolesionismo: le parole degli esperti
Interrogato sull’argomento, Eyal Cohen, uno degli autori dello studio dell’ospedale canadese, ha osservato che l’Italia sta seguendo la tendenza globale. In media, dal 2000, le visite per autolesionismo sono aumentate del 3,5% ogni anno, traducendosi in un raddoppio del tasso di accesso ai servizi sanitari, da 10 a oltre 20 visite ogni 10.000 abitanti.
In particolare, le ragazze mostrano un tasso di crescita maggiore nel comportamento autolesionistico (+3,6% all’anno) rispetto ai ragazzi (+1,2% all’anno). Le ragioni dietro a questo aumento non sono state precisamente identificate nello studio, ma vari fattori possono contribuire, come i cambiamenti nei contesti sociali a scuola, in famiglia e in altri ambienti.
Allo stesso modo, la diffusione dei social media e le esperienze di cyberbullismo sono state indicate come possibili cause di stress significativo tra i giovani. L’esposizione a contenuti che incitano all’autolesionismo, unita all’aumento del tempo trascorso davanti agli schermi, incide sul benessere psicologico. Si stima che circa il 10% dei giovani abbia praticato un atto di autolesionismo almeno una volta nella vita, un dato allarmante che richiede un’attenzione collettiva.
È essenziale affrontare questi problemi in modo diretto e costruttivo, sensibilizzando il personale scolastico, le famiglie e i giovani stessi sui segnali di crisi e sulle strategie di prevenzione. Solo attraverso un dialogo aperto e un sostegno costante si potrà lavorare per creare un ambiente più sicuro e supportivo per tutti gli studenti.
Per maggiori approfondimenti e supporti, è possibile fare riferimento a fonti ufficiali come il Ministero della Salute e l’Istituto Superiore di Sanità, che offrono risorse e materiali utili per la prevenzione del disagio giovanile.
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