Aumento dell’incenerimento di rifiuti plastici nel Sud globale, rischi per la salute pubblica.
Pubblicato il da Luigi Salemi - Green
Bruciare plastica: una pratica diffusa nelle abitazioni urbane dei paesi in via di sviluppo
Un nuovo studio ha rivelato che molte famiglie nei paesi in via di sviluppo bruciano rifiuti di plastica nelle loro case, sia per smaltire i rifiuti sia come fonte di combustibile per la cucina. Questa pratica è più comune di quanto si possa pensare. I ricercatori hanno intervistato famiglie urbane in 26 paesi del Sud globale, tra cui regioni dell’Africa, Asia e America Latina, e hanno scoperto che in alcune aree, in particolare in alcune zone dell’Africa subsahariana, l’uso di plastica come combustibile è diffuso.
Le evidenze suggeriscono che le famiglie urbane utilizzano la plastica come accenditore e come fonte di combustibile secondaria a causa della mancanza di alternative per lo smaltimento dei rifiuti. Il bruciare plastica è legato a gravi rischi per la salute e all’inquinamento ambientale. Gli autori dello studio invitano a condurre ulteriori ricerche e a sviluppare soluzioni mirate per supportare le comunità emarginate con alternative di combustibile più sicure.
Un problema di salute pubblica emergente
La pratica di bruciare rifiuti di plastica per il combustibile domestico potrebbe essere molto più diffusa nelle aree urbane povere dei paesi in via di sviluppo rispetto a quanto si pensasse in precedenza. Questo solleva serie preoccupazioni per l’inquinamento ambientale e la salute pubblica. Secondo il rapporto, più di un terzo dei soggetti intervistati ha dichiarato di essere a conoscenza di famiglie che bruciano plastica, mentre il 16% ha ammesso di averlo fatto nella propria abitazione.
Gli autori dello studio affermano che “la pratica è stata integrata nelle consuetudini energetiche domestiche in numerosi e diversi modi in molte comunità urbane.” Bishal Bharadwaj, l’autore principale dello studio, sottolinea che il problema è stato in gran parte trascurato poiché si verifica in quartieri marginalizzati e spesso invisibili all’interno delle città.
Il documento pubblicato da Bharadwaj nel 2025 ha analizzato come questa pratica stia crescendo nel Sud globale, ma il nuovo studio fornisce dati più dettagliati, evidenziando che la pratica di bruciare plastica rappresenta un “urgente problema di salute globale” mentre le comunità ricorrono sempre più a questa soluzione per affrontare la crisi dei rifiuti di plastica.
Diversità nelle pratiche di combustione
Il team di ricerca ha scoperto che le famiglie offrono diverse motivazioni per bruciare plastica. In passato si pensava che la plastica fosse utilizzata principalmente come accenditore, ma il nuovo studio ha rivelato che la gestione di enormi quantità di rifiuti, insieme alla necessità di una fonte di combustibile solida, sono motivi chiave. Le famiglie bruciano un mix di materiali che include sacchetti di plastica, involucri, bottiglie e contenitori chimici.
Sono state osservate differenze regionali, con l’Africa subsahariana che mostra una prevalenza più alta di famiglie che bruciano plastica rispetto ad altre regioni. In Asia sudorientale, l’uso della plastica come fonte di combustibile è meno evidente, ma il bruciamento all’aperto continua a essere praticato per ridurre i rifiuti.
Nonostante l’ampiezza del sondaggio, Lisa Thompson, professoressa alla University of California, San Francisco, suggerisce che il problema possa essere sottostimato. Alcuni dei partecipanti potrebbero essere “a distanza” dal problema e le popolazioni rurali potrebbero bruciare ancora più plastica rispetto alle aree urbane.
Rischi per la salute legati alla combustione della plastica
Sebbene siano necessarie ulteriori ricerche, Bharadwaj ha descritto gli impatti potenziali sulla salute derivanti dalle pratiche di combustione della plastica come una “grande preoccupazione” per le famiglie e le comunità. L’incenerimento di plastica all’aperto, senza controlli per l’inquinamento, solleva questioni sanitarie significative, poiché genera tossine dannose come diossine e furanici.
Le tossine presenti nella plastica, come i composti chimici PFAS, i ritardanti di fiamma e i metalli pesanti, rappresentano gravi minacce per la salute. Le sostanze chimiche possono persistere nell’ambiente e entrare nella catena alimentare, con studi precedenti che evidenziano l’accumulo di tossine nelle uova di pollo libero di allevamento vicino ai siti in cui si brucia plastica.
La varietà di tossine emesse durante la combustione della plastica è legata a una serie di problemi di salute, tra cui patologie respiratorie, disturbi riproduttivi e cancro. Data la complessità di identificare gli effetti acuti dell’incenerimento della plastica, gli studiosi sottolineano l’importanza di soluzioni inclusive e di una governance urbana più efficace per affrontare le disuguaglianze esistenti.
Le evidenze scientifiche sull’argomento sono supportate da fonti ufficiali come l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e gli studi pubblicati da organizzazioni no-profit e università nel settore della salute e dell’ambiente.
In sintesi, per affrontare efficacemente la crisi dei rifiuti di plastica e le relative implicazioni per la salute pubblica, è fondamentale sviluppare strategie che considerino le specificità locali e rafforzare il supporto alle comunità vulnerabili.
Fonti:
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