Azerbaigian e Santa Sede: un dialogo aperto tra culture e religioni diverse
Pubblicato il da Milvia Averna - Tv e Spettacolo
ROMA – Un evento di grande rilievo culturale e simbolico si è tenuto giovedì 30 aprile 2026 a Palazzo della Cancelleria, storica dimora rinascimentale nel cuore di Roma. La Fondazione Heydar Aliyev, insieme all’Ambasciata della Repubblica dell’Azerbaigian presso la Santa Sede e la Pontificia Commissione di Archeologia Sacra, ha organizzato una serata dedicata alla promozione del dialogo interculturale e interreligioso. Tra i momenti salienti, la presentazione del volume “Pontes Culturae”, la proiezione del documentario “Sanctum: Azerbaijan and the Holy See” e l’esposizione di tre tappeti azerbaigiani ispirati alle religioni abramitiche – Islam, Cristianesimo ed Ebraismo – realizzati nell’ambito del progetto “Religioni Celesti”.
Un segno tangibile di cooperazione culturale tra Azerbaigian e Santa Sede
L’incontro ha rappresentato un’importante testimonianza del forte legame che si è sviluppato nel corso degli anni tra la Repubblica dell’Azerbaigian e la Santa Sede, volto a valorizzare un modello virtuoso di collaborazione internazionale nel campo culturale e religioso. Il discorso introduttivo dell’Ambasciatore Ilgar Mukhtarov ha sottolineato come la cultura sia un veicolo fondamentale per creare ponti tra i popoli: “La cultura e la memoria sono i pilastri della pace. La Fondazione Heydar Aliyev, guidata dalla signora Mehriban Aliyeva, Primo Vicepresidente dell’Azerbaigian e Presidente della Fondazione, ha realizzato numerosi progetti per preservare il patrimonio culturale e religioso, inclusi quelli legati alla Città del Vaticano”.
Questo evento ha unito in modo significativo arte, storia e spiritualità, portando alla luce come la cooperazione tra stati e istituzioni possa produrre risultati concreti e duraturi. Monsignor Iacobone ha ripercorso il cammino di questa collaborazione, iniziata nel 2012 con il restauro delle catacombe dei Santi Marcellino e Pietro. Tra i progetti seguiti figurano il museo dei sarcofagi di San Sebastiano (2016), le catacombe di Commodilla (2021) e la Basilica di San Paolo Fuori le Mura (2025). Questi interventi, realizzati con il sostegno della Fondazione Heydar Aliyev, hanno favorito anche importanti progressi nella ricerca accademica e sono stati ampiamente documentati nel volume “Pontes Culturae” e nel documentario “Sanctum: Azerbaijan and the Holy See”.
Un modello di collaborazione internazionale per la tutela del patrimonio culturale
Monsignor Iacobone ha definito la relazione con l’Azerbaigian un paradigma di collaborazione che dovrebbe essere esteso ad altre realtà internazionali per la salvaguardia di un patrimonio che appartiene a tutta l’umanità. S.E. Monsignor Pagazzi, a nome dell’Archivio e della Biblioteca Apostolica Vaticana, ha espresso gratitudine per il contributo significativo della Fondazione Heydar Aliyev nel restauro e nella digitalizzazione di circa 80 manoscritti antichi. “La Biblioteca e l’Archivio sono una piazza di pace – ha affermato – un luogo che custodisce documenti anche di nazioni in conflitto, ma che coesistono nel rispetto e nell’armonia, e ricevere un aiuto concreto significa sostenere la pace.”
Anar Alakbarov, Assistente del Presidente della Repubblica dell’Azerbaigian e Direttore esecutivo della Fondazione Heydar Aliyev, ha portato i saluti della sig.ra Mehriban Aliyeva, ringraziando tutte le istituzioni coinvolte in questa proficua collaborazione, inclusa l’ArtCloud International Network che ha curato il design editoriale del volume “Pontes Culturae”.
Il pubblico presente ha potuto ammirare con grande interesse i tre tappeti azerbaigiani, opere di straordinaria bellezza e finezza artigianale, rappresentativi delle tre religioni abramitiche e del progetto “Religioni Celesti”. Il volume e il documentario hanno ricevuto unanimi apprezzamenti per la loro completezza e per l’importante lavoro di documentazione delle relazioni tra Azerbaigian e Santa Sede, che ha visto la collaborazione di numerose istituzioni prestigiose come la Pontificia Commissione di Archeologia Sacra, il Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, i Musei Vaticani, la Fabbrica di San Pietro, la Basilica di San Paolo fuori le Mura e la Biblioteca Apostolica Vaticana.
Alla manifestazione hanno partecipato rappresentanti del mondo ecclesiastico, politico, diplomatico, accademico e mediatico, provenienti dalla Santa Sede, dall’Italia e dalla comunità internazionale, sottolineando l’importanza strategica di iniziative volte a promuovere il dialogo interculturale e interreligioso. L’evento testimonia come cultura, arte e fede possano creare legami di pace e amicizia tra diverse nazioni e religioni.
Fonti ufficiali e approfondimenti sono disponibili sui siti della Santa Sede, della Fondazione Heydar Aliyev e dell’Azerbaigian.
– foto Ambasciata dell’Azerbaigian presso la Santa Sede –
Non perderti tutte le notizie di tv-e-spettacolo su Blog.it