Baby Botox, mini-filler e tweakments: la nuova bellezza vuole un viso che sembri semplicemente più riposato
Quando si parla genericamente di “ritocchino”, si rischia di mettere nello stesso contenitore procedure molto diverse.
La tossina botulinica agisce sulla contrazione dei muscoli. In medicina estetica viene utilizzata per attenuare temporaneamente alcune rughe dinamiche, come quelle della fronte, della zona tra le sopracciglia e del contorno degli occhi. L’obiettivo di un trattamento delicato non è necessariamente cancellare completamente la mimica, ma ridurre alcune contrazioni muscolari responsabili delle rughe.
Il termine “Baby Botox” viene invece utilizzato soprattutto per indicare un approccio con quantità più contenute e un risultato volutamente discreto. Non identifica necessariamente un prodotto diverso: è soprattutto un modo per descrivere una strategia di trattamento.
I filler hanno invece una funzione differente. Sono sostanze iniettate nei tessuti per correggere rughe, solchi o perdita di volume e possono essere utilizzati in specifiche aree del volto. I filler a base di acido ialuronico, per esempio, possono aumentare temporaneamente il volume e migliorare alcuni contorni.
Gli skin booster appartengono ancora a un’altra categoria di trattamenti e vengono proposti soprattutto con l’obiettivo di migliorare alcuni aspetti della qualità cutanea. Nel panorama dei *tweakments* vengono affiancati ad altri trattamenti rigenerativi e biostimolanti.
Il vero trend è sembrare se stesse, non diventare un’altra persona
