Banca Mondiale indaga su progetto funivia in Nepal dopo proteste delle comunità indigene.

Pubblicato il da Luigi Salemi - Green

Banca Mondiale indaga su progetto funivia in Nepal dopo proteste delle comunità indigene.

Il Progetto della Funivia di Pathibhara: Un Conflitto per i Diritti Indigeni

La Banca Mondiale, attraverso il suo Compliance Advisor/Ombudsman (CAO), sta valutando una denuncia presentata dal popolo indigeno Yakthung (Limbu) del Nepal riguardo il coinvolgimento dell’International Finance Corporation (IFC) nel controverso progetto della funivia di Pathibhara. Questo progetto, registrato formalmente nel dicembre 2025, ha suscitato proteste per presunti abusi dei diritti indigeni, disboscamento delle foreste, minacce alla fauna selvatica e valutazioni ambientali inadeguate.

I denuncianti sostengono che l’IFC non abbia rivelato in modo trasparente il suo supporto consultivo all’IME Group fino a fasi avanzate del progetto. Questo ha sollevato interrogativi sulla responsabilità dell’IFC e sulla conformità alle salvaguardie previste. Sebbene l’IFC affermi di aver interrotto il suo accordo di consulenza in anticipo e di non aver supportato direttamente il progetto della funivia, il caso sarà sottoposto a una valutazione di 90 giorni da parte del CAO per stabilire se procedere con la risoluzione della controversia o una revisione della conformità.

Le Proteste degli Yakthung contro il Progetto

La funivia sta per essere costruita per servire il tempio di Pathibhara Devi, noto luogo di pellegrinaggio per gli induisti nell’est del Nepal. Tuttavia, quest’area è sacra anche per il popolo Yakthung, che ha espresso forti obiezioni al disboscamento. I locali sostengono che le operazioni di disboscamento minacciano il potere spirituale del sito, secondo le loro credenze.

Recentemente, la CAO ha confermato di aver ricevuto la denuncia, che soddisfa i criteri per la registrazione formale. Emily Horgan, responsabile della comunicazione della CAO, ha spiegato che il caso è ora in fase di assessment. La CAO è incaricata di affrontare potenziali impatti ambientali e sociali di progetti in ambito IFC.

Il progetto è sviluppato dalla Pathibhara Devi Darshan Cable Car Pvt. Ltd., parte dell’IME Group, un conglomerato guidato dal noto imprenditore nepalese Chandra Prasad Dhakal. I sostenitori del progetto affermano che la funivia stimulerà il turismo, creerà posti di lavoro e faciliterà l’accesso per i pellegrini, che attualmente devono affrontare un impegnativo trekking ad alta quota.

Tuttavia, i locali hanno avviato proteste che hanno portato a incidenti violenti. Nel maggio 2025, sotto la protezione della polizia armata, i lavoratori hanno abbattuto migliaia di alberi nelle foreste attorno a Mukkumlung, un sito sacro venerato dalla comunità Yakthung. Un leader della comunità, Shree Lingkhim, ha denunciato la minaccia al patrimonio spirituale e territoriale e ha espresso speranza in un’indagine imparziale sulla denuncia.

Le autorità locali hanno reagito con forza alle proteste, usando proiettili di gomma contro i manifestanti e causando feriti. Attualmente, è pendente una causa al Supremo Tribunale del Nepal contro il progetto, mentre il disboscamento continua a sollevare preoccupazioni.

La denuncia afferma che l’IFC ha fornito supporto consultivo all’IME Group per il progetto della funivia, sollevando dubbi sulla trasparenza e sulla responsabilità. Il 2021 ha visto l’aggiornamento della policy della CAO, che permette denunce su progetti fino a 15 mesi dopo l’uscita dell’IFC, motivo per cui la comunità ha proceduto con la denuncia anche dopo che l’IFC aveva abbandonato il progetto.

La questione centrale riguarda il rispetto delle normative ambientali e la protezione dei diritti indigeni. La comunità Yakthung ha denunciato una valutazione ambientale carente, con l’Initial Environmental Examination (IEE) che ha omesso specie chiave e bypassato l’obbligo della valutazione di impatto ambientale completa (EIA).

Lingkhim ha chiesto maggiore chiarezza sull’accountability dell’IFC e sulla trasparenza riguardo al supporto fornito, evidenziando che il progetto viola i diritti indigeni e il diritto della comunità al consenso libero, preventivo e informato (FPIC). La situazione del progetto rappresenta una sfida per la reputazione dell’IFC e la sua capacità di garantire standard di tutela dei diritti umani e della biodiversità.

L’esito della valutazione CAO sarà chiaro dopo il periodo di 90 giorni, durante i quali le parti interessate potranno negoziare e cercare una risoluzione o richiedere una valutazione della performance ambientale e sociale dell’IFC.

Fonti ufficiali: Banca Mondiale, Mongabay.

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