Barbra Streisand, nel 2022 esce Live at the Bon Soir: le registrazioni del 1962 rimaste inedite per 60 anni

Pubblicato il da Anna Gaia Cavallo - aggiornato il - Tv e Spettacolo

Barbra Streisand, nel 2022 esce Live at the Bon Soir: le registrazioni del 1962 rimaste inedite per 60 anni

Il 4 novembre 2022 Columbia Records pubblica Live at the Bon Soir, un album che riporta alla luce le prime registrazioni dal vivo di Barbra Streisand, realizzate nel novembre 1962 in un piccolo nightclub del Greenwich Village, a New York. Il disco arriva a distanza di sessant’anni da quelle esibizioni e permette di riscoprire una giovane artista agli inizi della carriera, prima che diventasse una delle voci più riconoscibili della musica internazionale.

Il progetto nasce da nastri conservati per decenni nell’archivio personale della cantante. Originariamente, quelle registrazioni avrebbero dovuto costituire il suo album di debutto per Columbia Records, la casa discografica con cui aveva firmato il primo contratto nell’ottobre del 1962. Il progetto venne poi accantonato e sostituito da The Barbra Streisand Album, pubblicato nel 1963 e destinato a inaugurare ufficialmente la sua discografia.

Con 24 brani rimixati a partire dai nastri originali, Live at the Bon Soir offre uno sguardo prezioso sulle origini dell’artista. Tra standard jazz, canzoni di Broadway e interpretazioni cariche di personalità, emerge già quella capacità di raccontare emozioni attraverso la voce che avrebbe accompagnato Streisand per tutta la sua carriera.

## Il Bon Soir, il locale newyorkese dove tutto ebbe inizio

Prima di diventare una star internazionale, Barbra Streisand si esibiva nei locali di New York, cercando un’occasione per affermarsi nel mondo dello spettacolo. Il Bon Soir, situato nel Greenwich Village, rappresentò una tappa fondamentale del suo percorso: un nightclub raccolto, lontano dai grandi palcoscenici, dove la cantante poteva mettere alla prova il proprio talento davanti a un pubblico ravvicinato.

Streisand aveva iniziato a esibirsi nel locale nel 1960, quando era ancora una giovane aspirante attrice. Come ha ricordato in seguito, inizialmente sognava soprattutto di lavorare a teatro e non aveva programmato di diventare una cantante. Fu proprio il successo delle sue esibizioni a convincerla a proseguire su quella strada e a far circolare il suo nome nell’ambiente dello spettacolo newyorkese.

Le registrazioni pubblicate nel 2022 furono realizzate durante una serie di esibizioni dal 4 al 6 novembre 1962, poche settimane dopo la firma del contratto con Columbia. L’idea era catturare l’energia della cantante dal vivo, valorizzando l’intensità interpretativa che stava attirando l’attenzione del pubblico e degli addetti ai lavori.

## Un album di debutto rimasto nascosto per sei decenni

Il progetto originale prevedeva che le registrazioni del Bon Soir diventassero il primo album di Barbra Streisand. La casa discografica riteneva che le esibizioni dal vivo potessero restituire al meglio la personalità della nuova artista, mettendo in evidenza la sua capacità di passare da un registro emotivo all’altro e di interpretare repertori differenti.

Alla fine, Columbia scelse una strada diversa. Nel 1963 uscì The Barbra Streisand Album, una raccolta in studio che contribuì a lanciare la cantante e le valse i primi importanti riconoscimenti. Le registrazioni del Bon Soir rimasero invece negli archivi, trasformandosi nel tempo in una testimonianza poco conosciuta dei suoi esordi.

La pubblicazione del 2022 permette finalmente di ascoltare quel materiale nella sua interezza. Il lavoro di recupero e rimissaggio è stato supervisionato dalla stessa Streisand insieme al tecnico del suono Jochem van der Saag, vincitore di un Grammy. L’obiettivo è stato preservare l’atmosfera delle esibizioni originali, offrendo allo stesso tempo una qualità sonora adatta all’ascolto contemporaneo.

## Da Cry Me a River a Happy Days Are Here Again: le canzoni del disco

Le 24 tracce di Live at the Bon Soir attraversano un repertorio che rivela le radici teatrali e musicali di Streisand. Tra i brani più rappresentativi c’è Cry Me a River, interpretazione intensa e sofisticata di uno standard reso celebre da Julie London. La canzone mette in luce il controllo vocale e la sensibilità drammatica della giovane artista, capace di trasformare un brano conosciuto in un racconto personale.

Accanto agli standard, l’album comprende brani legati al teatro musicale e alla tradizione americana, come My Name Is Barbara, Right as the Rain e Happy Days Are Here Again. Il repertorio alterna momenti ironici, passaggi più malinconici e interpretazioni nelle quali la voce diventa il principale strumento narrativo.

Il disco restituisce anche il rapporto diretto con il pubblico tipico dei piccoli club, dove ogni sfumatura dell’interpretazione può arrivare con immediatezza agli ascoltatori. È una dimensione diversa rispetto alle grandi produzioni che avrebbero caratterizzato la carriera successiva di Streisand, ma proprio per questo particolarmente significativa per comprendere le origini del suo stile.

## Barbra Streisand e il legame con Columbia Records

La pubblicazione di Live at the Bon Soir ha anche un valore simbolico per il rapporto tra Barbra Streisand e Columbia Records. L’album celebra infatti i sessant’anni dalla firma del contratto che, nell’ottobre 1962, diede inizio a una collaborazione destinata a durare per decenni.

Nel corso della sua carriera, Streisand ha attraversato mondi diversi: musica pop, standard, teatro musicale, cinema e televisione. La sua capacità di muoversi tra questi linguaggi le ha permesso di costruire un percorso artistico particolarmente longevo, accompagnato da successi discografici e riconoscimenti internazionali.

Il ritorno alle registrazioni del Bon Soir non è quindi soltanto un’operazione nostalgica. Permette di ascoltare una voce prima della fama mondiale e di riconoscere, già in quelle esibizioni giovanili, alcuni elementi che sarebbero diventati centrali nella sua identità artistica: precisione interpretativa, intensità emotiva e una presenza scenica capace di trasformare una canzone in una piccola storia.

## Perché Live at the Bon Soir è un documento prezioso

La particolarità di Live at the Bon Soir sta nel suo carattere di testimonianza storica. Non è un album registrato per celebrare una carriera già affermata, ma una raccolta che riporta l’ascoltatore a un momento in cui tutto doveva ancora cominciare. La giovane Streisand canta in un ambiente intimo, con un repertorio che le consente di mostrare sia le proprie capacità vocali sia il talento interpretativo maturato attraverso la passione per il teatro.

Il recupero di registrazioni rimaste inedite per sessant’anni aggiunge inoltre un capitolo alla storia discografica dell’artista, mostrando quale avrebbe potuto essere il suo debutto ufficiale. La scelta di pubblicarle nel 2022 permette di confrontare queste esibizioni con i lavori successivi e di cogliere la continuità tra gli inizi nei nightclub e le grandi produzioni che avrebbero consacrato Streisand.

Con questo album, il passato torna ad avere una voce presente. Live at the Bon Soir conserva il fascino di una serata newyorkese degli anni Sessanta e, allo stesso tempo, racconta l’inizio di una carriera straordinaria. Un documento per gli appassionati, ma anche un’occasione per scoprire Barbra Streisand prima che il suo nome diventasse sinonimo di una delle più importanti storie di successo della musica americana.

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