Bologna capitale europea con Nereus, i leader dello spazio a confronto

Pubblicato il da Redazione - Cronaca

BOLOGNA (ITALPRESS) – Trasformare i dati che arrivano dallo spazio in strumenti concreti per difendere il suolo e la messa in sicurezza del territorio, prevenire alluvioni e catastrofi meteo, gestire acqua ed energia, innovare agricoltura e soprattutto i servizi pubblici: Copernicus, Galileo, supercalcolo e intelligenza artificiale al servizio della sostenibilità e della prevenzione dei rischi. È la sfida al centro del Simposio europeo Nereus (Network of European Regions Using Space Technologies) riunito oggi e domani al Tecnopolo Dama di Bologna.

Un appuntamento – organizzato da Art-ER e promosso in collaborazione con la Rete delle regioni europee che utilizzano tecnologie spaziali di cui la Regione Emilia-Romagna è partner – che porta qui i territori insieme a istituzioni, imprese, centri di ricerca e università, per far dialogare l’eccellenza della Data Valley emiliano-romagnola con le reti più avanzate del Continente.

Al centro del confronto la convergenza tra i dati dei programmi spaziali europei Copernicus e Galileo e le capacità di supercalcolo (Hpc) e l’Ai. Alla due giorni, oltre agli interventi del presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale, e del vicepresidente con delega allo Sviluppo economico, Vincenzo Colla, quello del presidente della Rete Nereus, Thierry Cotell

 “Essere parte attiva della rete Nereus è un investimento fondamentale per il futuro e la competitività dell’Emilia-Romagna– affermano de Pascale e Colla-. La scelta del Dama non è casuale ma un riconoscimento importante per il nostro ecosistema regionale dell’innovazione e il nostro comparto aerospaziale. Al Dama e nella Rete regionale dei Tecnopoli si trovano capacità di ricerca uniche, l’eccellenza internazionale su supercalcolo, big data e Intelligenza artificiale, qui istituzioni, imprese, università e centri di ricerca costruiscono insieme sviluppo sostenibile. Negli ultimi anni abbiamo investito nell’aerospazio a tutti i livelli e la partecipazione a Nereus si sta rivelando decisiva per restare connessi ai network europei più rilevanti e per far crescere le nostre imprese e le filiere produttive”.

“Il nostro territorio– aggiungono- ha infrastrutture della ricerca e digitali di livello mondiale. Attraverso Nereus le mettiamo al servizio del nostro sistema economico e delle Pubbliche amministrazioni, trasformando i dati di osservazione della Terra di Copernicus e Galileo – solo per fare un esempio – in risposte concrete per la difesa del suolo, la prevenzione del rischio idrogeologico e la sostenibilità ambientale”.

“Gli ecosistemi regionali– dichiara Cotelle- sono fondamentali per accelerare l’adozione dell’intelligenza artificiale nei processi industriali europei e per diversificare l’uso delle tecnologie spaziali. In quanto unica rete europea che collega le regioni e il settore dello spazio, Nereus promuove le regioni come motori della trasformazione industriale e digitale, poiché la competitività spaziale dell’Europa dipende dalla competitività delle sue regioni”.

Il programma delle due giornate tocca i temi più di attualità: dal clima all’energia, dall’agricoltura alla gestione delle emergenze, dalla Blue economy alla sicurezza del territorio. Si parlerà del ruolo del supercalcolo nell’elaborazione dei dati satellitari, del confronto tra le Ai Factory europee e di come il dialogo tra il settore spaziale e le filiere possa generare soluzioni sostenibili. In una sessione interattiva, le Pubbliche amministrazioni di alcune Regioni europee presenteranno sfide territoriali concrete a fornitori di tecnologie spaziali e startup per costruire insieme soluzioni mirate, condividendo best practice su turismo, ambiente, protezione civile e gestione delle risorse.

La rete Nereus rappresenta la voce delle Regioni europee utilizzatrici di tecnologie spaziali. Fondata nel 2008 e con sede a Bruxelles, l’associazione funge da piattaforma di dialogo, scambio e collaborazione. La partecipazione della Regione Emilia-Romagna – che esprime un proprio componente nel management board – consente al territorio di coordinarsi direttamente con i decisori politici e industriali dell’Unione europea, agevolando l’accesso dei centri di ricerca e delle imprese locali ai finanziamenti e alle filiere europee di innovazione.

-Foto Regione Emilia Romagna-(ITALPRESS).

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