Boom di immobili certificati ESG: la sostenibilità guida la trasformazione

Pubblicato il da Luigi Salemi - aggiornato il - Green

Boom di immobili certificati ESG: la sostenibilità guida la trasformazione

Nel 2025 il mercato immobiliare globale ha registrato un vero e proprio boom di immobili certificati ESG, con una crescita del 140% rispetto all’anno precedente. Il fenomeno riflette la crescente centralità dei criteri ambientali, sociali e di governance nella progettazione, gestione e investimento degli asset immobiliari. L’integrazione dei fattori ESG non è più solo un elemento reputazionale, ma una leva strategica in grado di guidare la finanza sostenibile, la rigenerazione urbana e l’innovazione lungo tutta la filiera del Real Estate.

Tassonomia europea e benchmark di mercato: criteri chiari per la sostenibilità

La Tassonomia Europea rappresenta oggi il principale riferimento normativo per definire cosa sia realmente sostenibile, offrendo criteri chiari e misurabili che orientano scelte progettuali, operative e finanziarie. L’adozione di questo framework favorisce l’allocazione dei capitali verso asset allineati agli obiettivi climatici e ambientali dell’Unione Europea, accelerando l’adozione di approcci comparabili e strutturati lungo l’intera filiera del settore.

Benchmark come GRESB svolgono un ruolo centrale nel misurare l’integrazione dei criteri ESG, valutando oltre 500.000 asset nel mondo, rispetto ai circa 208.000 nel 2024. Questo incremento di oltre 290.000 unità dimostra l’attenzione crescente del mercato verso la sostenibilità. Il settore immobiliare ha un impatto rilevante sull’ambiente: secondo l’UNEP, costruzioni ed edifici generano il 34% delle emissioni globali di CO₂ e il 32% del consumo energetico mondiale, sottolineando l’urgenza di accelerare la transizione verso modelli più sostenibili. In Italia, l’impatto del settore dovrebbe ridursi quasi della metà entro il 2050, passando da 26,63 kg/m² a 13,46 kg/m² di gas serra, secondo GRESB.

B Corp e filiera del Real Estate: modelli di business sostenibili

Le aziende B Corp, che oggi contano oltre 9.000 realtà e quasi un milione di lavoratori nel mondo, rappresentano un modello di riferimento per le imprese che puntano a integrare sostenibilità, responsabilità e trasparenza nelle proprie attività. Le certificazioni B Corp valutano governance, lavoratori, comunità, ambiente e clienti, richiedendo l’integrazione dell’impegno statuario verso tutti gli stakeholder, con verifiche periodiche e miglioramento continuo.

Nel Real Estate, questa logica favorisce l’integrazione dei criteri ESG lungo l’intera filiera. EETRA, società benefit certificata B Corp e specializzata in consulenza ESG per immobili e infrastrutture, affianca operatori, investitori e sviluppatori nella decarbonizzazione degli asset e nel miglioramento delle performance secondo standard europei e benchmark internazionali.

In occasione del B Corp Month, EETRA ha promosso a BASE Milano la prima edizione di RE Impact, un’iniziativa dedicata alla rigenerazione sostenibile della filiera del Real Estate. L’evento ha riunito imprese, professionisti e organizzazioni per discutere modelli innovativi capaci di generare impatti positivi lungo tutta la catena del valore. “Oggi la sostenibilità non può più essere affrontata a livello di singola organizzazione, ma richiede un’integrazione strutturata lungo tutta la filiera. Il vero salto di qualità è rendere i criteri ESG operativi, coerenti e misurabili tra tutti gli attori coinvolti”, spiega Carlo Rossini, CEO di EETRA.

Due momenti di confronto: circular value e urban impact

Il primo focus, Circular Value – Innovazione, circolarità e valore territoriale, ha approfondito come materiali, processi e modelli operativi innovativi possano generare valore condiviso, ridurre l’impatto ambientale e promuovere sviluppo territoriale. Hanno partecipato realtà come Green Building Council Italia, Kerakoll, Palm e Grendi Holding, confrontandosi su circolarità dei materiali, processi produttivi sostenibili e logistica integrata. Costanza Musso, AD del Gruppo Grendi, ha sottolineato l’efficacia di strumenti concreti come l’ottimizzazione dei carichi navali e l’intermodalità ferroviaria, con impatti fino al 50% inferiori sui costi ETS.

Il secondo momento, Urban Impact – Dalla finanza sostenibile alla rigenerazione urbana, ha esaminato come strumenti finanziari, reti collaborative e strategie integrate possano accelerare la transizione verso un Real Estate a impatto positivo. Interventi di Near SGR, EDERA e Alleanza Aria Clima Milano hanno evidenziato come la finanza sostenibile, unita alla collaborazione tra imprese, enti e investitori, consenta di trasformare i criteri ESG e la Tassonomia UE in progetti concreti di rigenerazione urbana, creando valore condiviso e innovazione lungo tutta la filiera.

Andrea Vecci di Near ha sottolineato: “RE Impact permette di mettere attorno allo stesso tavolo investitori e filiera, per tradurre criteri ESG e Tassonomia UE in scelte progettuali e di cantiere verificabili. È la filosofia tipica delle B Corp: costruire ecosistemi e innovazione duratura nel tempo”.

Verso un futuro sostenibile per il Real Estate

L’iniziativa, patrocinata da B Lab Italia e Green Building Council Italia, conferma l’interesse crescente verso la sostenibilità come leva strategica per il settore immobiliare. RE Impact sancisce la nascita di un format annuale che mira a consolidare il dialogo tra imprese e stakeholder, promuovendo modelli di business circolari, resilienti e inclusivi, capaci di generare valore territoriale, innovazione e impatti positivi misurabili lungo tutta la filiera del Real Estate.

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