Caduta dei capelli nelle donne: quando è stagionale e quando serve approfondire (pagina 2)
Pubblicato il da Germana Bevilacqua - aggiornato il - Beauty
I capelli attraversano diverse fasi di crescita, riposo e caduta. In alcuni periodi dell’anno, soprattutto tra la fine dell’estate e l’autunno, molte persone notano una perdita più evidente. Quando è temporanea e non provoca un diradamento progressivo, può rientrare nelle normali variazioni del ciclo pilifero.
La situazione cambia quando la caduta dura a lungo, la riga centrale appare più larga, la coda diventa visibilmente più sottile oppure si notano zone in cui i capelli sono meno folti. Anche una perdita improvvisa e intensa, la comparsa di chiazze senza capelli o la presenza di prurito, dolore, arrossamento e desquamazione del cuoio capelluto meritano una valutazione medica.
Nelle donne, il diradamento può avere cause differenti: predisposizione genetica, cambiamenti ormonali, carenze nutrizionali, disturbi della tiroide, alcuni farmaci, periodi di forte stress fisico o emotivo e dimagrimenti rapidi. Dopo una malattia, un intervento chirurgico o un evento particolarmente impegnativo, la caduta può manifestarsi anche a distanza di settimane o mesi.
Durante la perimenopausa e la menopausa, inoltre, le modificazioni ormonali possono contribuire a rendere i capelli più fini o meno densi in alcune persone. Non è però corretto attribuire automaticamente ogni cambiamento all’età: individuare la causa è il modo migliore per scegliere un trattamento appropriato.