Caffè, il rito italiano cambia: dalla moka al boom del Flat White

Pubblicato il da Serena Siino - aggiornato il - Lifestyle

Caffè, il rito italiano cambia: dalla moka al boom del Flat White

Il caffè resta uno dei riti più italiani che esistano, ma anche una delle abitudini che stanno cambiando più velocemente. Espresso e cappuccino continuano a essere i grandi classici, quelli che non sembrano conoscere mode né generazioni. Eppure, accanto alla tazzina tradizionale, stanno conquistando spazio nuove preparazioni, nuovi strumenti e nuovi modi di vivere la pausa.

In occasione della Giornata mondiale del caffè, che si celebra il 1° ottobre, i dati raccontano un rapporto ancora fortissimo con questa bevanda: il 95,6% degli italiani tra 18 e 60 anni dichiara di consumarla quotidianamente. Quasi sei persone su dieci ne bevono due o tre al giorno, mentre il 23,9% arriva ad almeno quattro.

Dalla moka al Flat White

Se c’è uno strumento che continua a rappresentare la tradizione è la moka. L’Italia è infatti il Paese al mondo con il maggior numero di ricerche Google dedicate alla Moka, con un volume doppio rispetto alla Repubblica Ceca, seconda in classifica.

Ma mentre la moka resiste, cresce la curiosità verso preparazioni internazionali. Il vero fenomeno del momento è il Flat White, le cui ricerche sono aumentate del 140%. Gli italiani vogliono sapere che cos’è, in cosa differisce dal cappuccino e come prepararlo secondo la ricetta originale.

La bevanda, nata nell’area australiana e neozelandese, viene generalmente preparata con un doppio espresso, latte caldo e un sottile strato di microschiuma dalla consistenza vellutata. Una versione più intensa e meno schiumosa rispetto al cappuccino, che sembra incontrare il gusto di chi cerca un caffè con il latte ma con una presenza più marcata dell’espresso.

Cresce anche l’interesse per il Café au lait, con ricerche raddoppiate, e per il caffè filtro o Drip coffee, in aumento del 90%. Gli utenti cercano non soltanto informazioni sulle diverse preparazioni, ma anche macchine compatte e consigli per ottenere a casa un buon caffè americano.

A casa il caffè diventa un momento personale

L’evoluzione delle abitudini riguarda soprattutto la casa. Secondo l’indagine AstraRicerche per La Pavoni, negli ultimi tre anni il consumo domestico è aumentato per il 25,2% degli intervistati ed è rimasto stabile per il 62,2%.

Non è soltanto una questione di risparmio. La motivazione principale è il desiderio di concedersi una pausa personale. Seguono la comodità, indicata dal 32,1%, l’abitudine, dal 31,4%, e soltanto dopo il risparmio rispetto al bar, citato dal 23,7%.

La tazzina diventa così un piccolo spazio da ritagliarsi durante la giornata. Per il 49% degli italiani il caffè è soprattutto un piacere, per il 42% un’abitudine e per il 39,2% una fonte di energia. Ma per il 32,4% rappresenta anche una pausa mentale e per il 26,9% un vero e proprio rituale.

Il momento più importante resta quello del mattino, scelto dall’84,8%, ma il caffè accompagna anche le pause di metà mattina o del pomeriggio, per il 64,8%, e il momento successivo ai pasti, per il 59,4%.

Il bar resta il luogo della socialità

Se la casa offre maggiore libertà nella preparazione e nei tempi, il bar conserva una funzione diversa e difficilmente sostituibile: quella sociale.

Negli ultimi tre anni il 28,4% degli intervistati ha ridotto le occasioni di consumo al bar, mentre l’11,6% le ha aumentate. Tra i più giovani, però, la tendenza è diversa: il 19% della Gen Z dichiara di frequentare il bancone più di prima.

Il motivo? Per il 38,6% il bar è soprattutto un luogo dove incontrare altre persone. Il 33,4% lo sceglie perché si trova già fuori casa e il 33,1% perché rappresenta una pausa nella giornata. Contano anche la qualità del caffè e la ricerca di un’esperienza piacevole e curata.

È soprattutto la colazione fuori casa a confermare questo ruolo. Per quasi due italiani su tre oggi rappresenta un’occasione di incontro: il 43% la considera già un vero momento di socialità, mentre il 21,9% la vive così in occasioni particolari, dal weekend agli appuntamenti di lavoro.

Le nuove mode arrivano anche dal latte

Il caffè contemporaneo non cambia soltanto nella preparazione, ma anche negli ingredienti con cui viene interpretato. Tra le bevande a base di latte più cercate in Italia compaiono il Matcha latte, il Latte macchiato, il Pumpkin spice latte, lo Spanish latte con latte condensato e il Latte alla nocciola.

Una varietà che racconta un cambiamento più ampio: il caffè non è più soltanto una bevanda da bere velocemente, ma può diventare un’esperienza da personalizzare secondo il momento, il gusto e l’umore.

Eppure, nonostante tutte queste novità, l’espresso continua a occupare un posto speciale. Anche perché la sua storia è profondamente legata all’Italia. La svolta arriva all’inizio del Novecento, quando Luigi Bezzera brevetta un sistema basato su vapore e pressione che consente di ridurre i tempi di preparazione. Nel 1904 Desiderio Pavoni acquisisce il brevetto e nel 1905 fonda La Pavoni, contribuendo alla diffusione delle macchine per espresso da bar.

Da allora sono cambiate tecnologie, abitudini e gusti, ma non il valore simbolico della tazzina. Oggi possiamo scegliere tra moka, espresso, filtro, Flat White o una bevanda al matcha, ma il significato resta sorprendentemente simile: fermarsi qualche minuto, concedersi una pausa e, spesso, condividerla con qualcuno.

È forse proprio questa capacità di adattarsi senza perdere la propria identità a rendere il caffè ancora oggi uno dei rituali più resistenti della vita quotidiana italiana.

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