Caffè, il rito italiano cambia: dalla moka al boom del Flat White (pagina 3)
Pubblicato il da Serena Siino - aggiornato il - Lifestyle
Il caffè contemporaneo non cambia soltanto nella preparazione, ma anche negli ingredienti con cui viene interpretato. Tra le bevande a base di latte più cercate in Italia compaiono il Matcha latte, il Latte macchiato, il Pumpkin spice latte, lo Spanish latte con latte condensato e il Latte alla nocciola.
Una varietà che racconta un cambiamento più ampio: il caffè non è più soltanto una bevanda da bere velocemente, ma può diventare un’esperienza da personalizzare secondo il momento, il gusto e l’umore.
Eppure, nonostante tutte queste novità, l’espresso continua a occupare un posto speciale. Anche perché la sua storia è profondamente legata all’Italia. La svolta arriva all’inizio del Novecento, quando Luigi Bezzera brevetta un sistema basato su vapore e pressione che consente di ridurre i tempi di preparazione. Nel 1904 Desiderio Pavoni acquisisce il brevetto e nel 1905 fonda La Pavoni, contribuendo alla diffusione delle macchine per espresso da bar.
Da allora sono cambiate tecnologie, abitudini e gusti, ma non il valore simbolico della tazzina. Oggi possiamo scegliere tra moka, espresso, filtro, Flat White o una bevanda al matcha, ma il significato resta sorprendentemente simile: fermarsi qualche minuto, concedersi una pausa e, spesso, condividerla con qualcuno.
È forse proprio questa capacità di adattarsi senza perdere la propria identità a rendere il caffè ancora oggi uno dei rituali più resistenti della vita quotidiana italiana.