Calazio: cause, sintomi, rimedi e trattamenti per una guarigione efficace e rapida

Pubblicato il da Germana Bevilacqua - aggiornato il - Sintomi e Cure: consigli, rimedi e prevenzione

Calazio: cause, sintomi, rimedi e trattamenti per una guarigione efficace e rapida

Un calazio è un gonfiore localizzato nell’occhio, che si trova nelle palpebre superiori o inferiori, generato dall’infiammazione di una ghiandola palpebrale. Può presentarsi come una protuberanza morbida e piena di liquido o come una massa più solida. Conosciuto anche come cisti di Meibomio, cisti tarsale, lipogranuloma o granuloma congiuntivale, il chalazion è un disturbo comune.

Le ghiandole palpebrali e il loro ruolo

Le ghiandole di Meibomio, o ghiandole palpebrali, sono presenti in numero variabile di 30-40 in entrambe le palpebre. Queste ghiandole secernono un fluido denso che si mescola al film lacrimale dell’occhio, mantenendo la superficie oculare lubrificata. Gli spazi di apertura di queste ghiandole si trovano vicino alle ciglia, sulla parte superiore e inferiore delle palpebre.

Cosa causa un calazio?

Il chalazion si sviluppa quando il passaggio delle secrezioni delle ghiandole di Meibomio si restringe o si indurisce, creando un’ostruzione. Se ciò accade, il materiale che viene normalmente secreto dalla ghiandola si accumula, facendo gonfiare la ghiandola stessa. Questo porta a un ispessimento delle pareti della ghiandola e alla fuoriuscita di olio, causando infiammazione nella palpebra. Il risultato finale è appunto un chalazion.

Chi è a rischio di sviluppare un calazio?

Le persone con secrezioni ghiandolari più dense hanno una maggiore probabilità di sviluppare chalazia. Anche chi ha già avuto un chalazion è a rischio di svilupparne altri in futuro. Condizioni come l’acne rosacea, che colpiscono le ghiandole sebacee del viso, aumentano la probabilità di avere problemi con le ghiandole di Meibomio. Inoltre, la seborrea delle palpebre, nota anche come dermatite seborroica, è un ulteriore fattore di rischio.

Segni e sintomi del calazio

I sintomi tipici di un calazio includono la presenza di un rigonfiamento indolore sotto la pelle di una delle palpebre. A differenza di un orzaiolo, che è un’infezione e può sembrare un brufolo, un calazio non è infetto e non provoca dolore.

Diagnosi e specialisti coinvolti

Un medico generico può diagnosticare un chalazion basandosi sulla storia clinica del paziente e sull’osservazione di una massa indolore sulla palpebra. La diagnosi viene confermata attraverso un’ispezione diretta e palpazione del rigonfiamento. Se ci sono dubbi o se il chalazion necessita di rimozione chirurgica, si viene indirizzati a un oculista, specialista nella diagnosi e nel trattamento delle malattie oculari.

Trattamenti e rimedi casalinghi

La maggior parte dei chalazia può essere trattata con impacchi caldi applicati sulla palpebra, che favoriscono la circolazione sanguigna nell’area infiammata e promuovono il drenaggio. Il medico può anche prescrivere colliri o unguenti antibiotici da utilizzare dopo gli impacchi.

Se il chalazion persiste o appare antiestetico, può essere rimosso chirurgicamente in un intervento ambulatoriale effettuato con anestesia locale. La procedura consiste nell’effettuare una piccola incisione all’interno della palpebra per rimuovere il contenuto e la parete del chalazion. L’intervento non compromette la normale funzionalità della palpebra né influisce sulla produzione di lacrime.

Prognosi del calazio

Generalmente, un calazio non influisce sulla vista. In rari casi, se il gonfiore è sufficientemente grande, può distorcere l’acutezza visiva temporaneamente. Tuttavia, la condizione non causa glaucoma né è maligna, quindi non c’è rischio di evoluzione in una forma cancerosa. È importante notare che, a differenza di un orzaiolo, un chalazion non contiene materiale infetto.

Prevenzione di un calazio

Chi ha una predisposizione a sviluppare calazio, come le persone con secrezioni ghiandolari spesse o con acne rosacea, può seguire alcune pratiche preventive. L’applicazione regolare di impacchi caldi sulle palpebre prima di coricarsi, per circa cinque minuti, può aiutare a prevenire l’ostruzione delle ghiandole di Meibomio. Inoltre, per le persone con seborrea palpebrale, una pulizia attenta delle margini palpebrali può rivelarsi efficace.

Fonti ufficiali:
American Academy of Ophthalmology,
National Institutes of Health (NIH).

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