Calcoli possono passare da soli? Scopri la verità sui calcoli biliari
Pubblicato il da Germana Bevilacqua - aggiornato il - Sintomi e Cure: consigli, rimedi e prevenzione
Le opzioni di trattamento non chirurgico per i calcoli biliari sono diverse e possono variare in base alla gravità della condizione e alle necessità del paziente. Di seguito, esploriamo queste opzioni disponibili.
1. Medicamenti per la dissoluzione dei calcoli biliari
Nelle fasi iniziali dei calcoli biliari, i medici possono prescrivere farmaci come l’ursodiolo o il chenodiolo, in grado di sciogliere alcuni calcoli. Questi medicinali sono disponibili sotto forma di compresse di acido biliare orale. Agiscono addensando la bile, facilitando così la dissoluzione dei calcoli. Sebbene i farmaci per ridurre i livelli di colesterolo nella bile possano aiutare, non sono particolarmente efficaci. È importante notare che questi trattamenti possono richiedere anni per mostrare risultati e non evitano recidive.
2. Litotrissia a onde d’urto extracorporee (ECSWL)
La litotrissia a onde d’urto extracorporee è una procedura non chirurgica che utilizza onde d’urto per frantumare i calcoli biliari, specialmente quelli di dimensioni inferiori ai 2 cm. Le onde d’urto attraversano i tessuti molli del corpo e vengono impiegate anche nel trattamento dei calcoli renali. Questa opzione è preferita per chi cerca un’alternativa meno invasiva rispetto alla chirurgia.
3. Iniezione di etere metilico-terziario-butile (MTBE)
Questa opzione di trattamento comporta l’iniezione di un solvente chiamato etere metilico-terziario-butile (MTBE) direttamente nella colecisti per sciogliere i calcoli biliari. Tuttavia, è importante sottolineare che uno degli effetti collaterali più gravi può essere un dolore intenso e bruciante. Questa procedura è riservata a casi specifici dove altre opzioni non sono praticabili.
4. Drenaggio endoscopico
Il drenaggio endoscopico è una procedura che prevede l’inserimento di un tubicino sottile, dotato di camera e luce (endoscopio), attraverso la bocca, giù per la gola e fino alla colecisti. Un filo viene fatto passare attraverso il dotto biliare per consentire alla colecisti di riprendere il normale drenaggio della bile. Questa tecnica è efficace nel gestire situazioni acute.
5. Colecistostomia percutanea (PC)
La colecistostomia percutanea è un’altra opzione non chirurgica, più efficace se seguita dall’asportazione della colecisti. Questo procedimento è indicato per pazienti gravemente malati che non sono idonei alla chirurgia. Consiste nel prelevare fluido dalla colecisti con un ago e inserire un catetere attraverso la pelle per drenare il fluido. Il catetere rimane in posizione per alcune settimane e, successivamente, è possibile eseguire un intervento chirurgico per rimuovere la colecisti e prevenire future recidive.
6. Drenaggio transmuro
Il drenaggio transmuro comporta la creazione di un nuovo tratto che attraversa lo stomaco e arriva alla colecisti, dove viene posizionato uno stent metallico. Questo consente alla colecisti di drenarsi nel intestino tenue, migliorando significativamente la funzionalità biliare e alleviando i sintomi.
7. Colecistostomia acuta, una procedura di drenaggio guidata da ultrasuoni
In pazienti affetti da colecistite acuta, la colecistostomia può essere eseguita in coloro che non possono subire un intervento chirurgico. Viene inserito uno stent endoscopico tra la colecisti e l’intestino per drenare l’infezione, portando sollievo e migliorando la condizione generale del paziente.
Esplorare le opzioni di trattamento non chirurgico per i calcoli biliari è essenziale per chi cerca alternative alla chirurgia invasiva. Consultare il proprio medico rimane fondamentale per determinare il miglior approccio in base alla propria condizione specifica e per evitare complicazioni future.
Fonti ufficiali:
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