Caldo estremo a La Mecca mette a rischio milioni di pellegrini durante il Hajj.
Pubblicato il da Luigi Salemi - Green
Ogni anno, milioni di musulmani si riuniscono per il pellegrinaggio dell’Hajj a La Mecca, in Arabia Saudita. Tuttavia, un’analisi scientifica recente ha avvertito che la “finestra di sicurezza” per questo evento si sta restringendo, aumentando il rischio di esaurimento da calore e colpi di calore a causa del cambiamento climatico indotto dall’uomo.
Il rapporto è stato pubblicato dal World Weather Attribution (WWA), un’iniziativa che studia il ruolo del cambiamento climatico negli eventi meteorologici estremi.
Il Cambiamento Climatico e le Temperature Crescenti
L’Hajj segue il calendario lunare islamico, che è più corto di 10-15 giorni rispetto al calendario solare gregoriano. Questo significa che le date dell’Hajj si spostano sempre più avanti nel corso degli anni.
Tradizionalmente, il mese di maggio in Arabia Saudita aveva temperature più miti rispetto ai mesi estivi da giugno a settembre. Tuttavia, i ricercatori del WWA hanno scoperto che le temperature di maggio a La Mecca ora riflettono il caldo estremo che era tipico degli anni ’80.
Il cambiamento climatico ha portato a un aumento delle temperature medie di maggio a La Mecca di circa 3,5 °C rispetto al clima preindustriale, prima della rapida emissione di gas serra causata dall’attività umana. Attualmente, le temperature massime di maggio superano di circa 2 °C rispetto ai valori registrati nel passato.
I Rischi per i Pellegrini
Emmanuel Raju, direttore del Copenhagen Centre for Disaster Research presso l’Università di Copenaghen, ha affermato che “le misure come i ventilatori a nebbia e le stazioni di rifornimento d’acqua sono vitali, ma dobbiamo affrontare la realtà: se le temperature continuano a salire a questo ritmo, la salute e la vita di milioni di pellegrini sono a rischio.” Inoltre, il rischio aumenta per i pellegrini che trascorrono 20-30 ore all’aperto, spesso camminando per lunghe distanze in mezzo a folle dense.
Nel 2024, sono morti più di 1.300 pellegrini durante l’Hajj, che si è svolto a giugno e ha coinciso con un’ondata di calore che ha raggiunto i 51 °C. Sicuramente, le autorità saudite hanno implementato misure come ventilatori a nebulizzazione e stazioni di raffreddamento per mitigare gli effetti del caldo durante l’Hajj. Tuttavia, il rapporto evidenzia che queste misure potrebbero non essere accessibili a tutti, specialmente a chi non possiede permessi ufficiali.
Il rapporto indica inoltre che se le temperature globali aumenteranno di 3 °C entro il 2100, circa il 97% dei pellegrinaggi dell’Hajj avverrà durante periodi di caldo estremo pericoloso. Friederike Otto, professore di scienze climatiche all’Imperial College London, ha affermato che “sebbene l’industria dei combustibili fossili sia al centro dell’economia saudita, costringe i pellegrini a svolgere i rituali dell’Hajj in un clima semplicemente inadeguato”.
La crescente minaccia sanitaria rappresentata dal cambiamento climatico richiede un’attenzione urgente sia da parte delle autorità saudite che della comunità globale. Nonostante siano state adottate misure di raffreddamento, è fondamentale riconoscere che il cambiamento climatico sta influenzando l’abilità di milioni di persone di intraprendere questo importante pellegrinaggio.
Fonti ufficiali: [World Weather Attribution](https://www.worldweatherttribution.org), [Imperial College London](https://www.imperial.ac.uk).
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