Cambiamento climatico: yack selvatici e addomesticati del Nepal in difficoltà.

Pubblicato il da Luigi Salemi - Green

Cambiamento climatico: yack selvatici e addomesticati del Nepal in difficoltà.

La Tradizionale Pastorizia in Nepal e le Sue Sfide

Nel cuore delle montagne del Dolpo, in Nepal, i pastori tradizionali come Youngdung Jhama Lama affrontano sfide senza precedenti a causa dei cambiamenti climatici, dell’aumento dei costi e delle malattie. Questo scenario mette a rischio non solo la sopravvivenza dei yak domestici (Bos grunniens) ma anche dei yak selvatici (Bos mutus), in un contesto di precarietà economica e sociale.

Impatti del Cambiamento Climatico

Le temperature in aumento stanno modificando i cicli dell’acqua e la vegetazione nelle regioni alpine del Nepal. Questi cambiamenti influenzano la qualità del suolo e la capacità di stoccaggio di carbonio, mentre l’essiccazione delle zone umide aumenta il rischio di incendi e riduce le aree di pascolo disponibili. I yak domestici devono quindi affrontare non solo malattie in aumento, ma anche una riduzione delle risorse naturali.

Un rapporto dell’International Centre for Integrated Mountain Development (ICIMOD) evidenzia come il cambiamento climatico stia influenzando gli ecosistemi di alta montagna usati per il pascolo. Secondo le analisi, le condizioni climatiche avverse stanno alterando i tempi e la disponibilità delle risorse idriche, creando ulteriori difficoltà per i pastori.

La mancanza di mercati locali per i prodotti a base di yak rappresenta un’altra sfida significativa. “Non esistono mercati locali dove vendere formaggio e lana,” afferma Lama, riferendosi ai costi di trasporto elevati verso Kathmandu. Questo isolamento commerciale aggrava le difficoltà economiche per molti pastori.

L’Incessante Diminuzione della Giovane Popolazione Rurale

La fuga dei giovani verso le città o l’estero rappresenta un ulteriore colpo per la pastorizia. Secondo il censimento nazionale del 2021, si è registrato un forte aumento dell’emigrazione interna, con un saldo migratorio negativo di -543.966 entro il 2021.

Ai pastori rimasti, come Lama, questo significa più lavoro e meno manodopera disponibile. “Abbiamo visto un’importante vendita di yak, spostandoci verso l’allevamento di bestiame più comune come bovini e capre, che però aumentano il rischio di pascolamento eccessivo,” avverte.

La Minaccia ai Yak Selvatici

I yak selvatici affrontano una serie di minacce anche più gravi. Con l’accorciarsi degli habitat e la possibilità di incrociarsi con yak domestici, è evidente che la genetica dei yak selvatici è a rischio. Secondo gli studi, i yak selvatici si sono separati geneticamente da quelli domestici tra 1 e 5 milioni di anni fa, ma oggi meno di 10.000 yak selvatici esistono in natura.

Krishna Prasad Acharya, veterinario dell’Ufficio dei Servizi Zootecnici, osserva: “La rarità dei yak selvatici e la loro costituzione genetica unica sono in pericolo a causa dell’incrocio con yak domestici, cosa che può alterare i tratti adattativi necessari per la sopravvivenza in alta montagna.”

Alcuni pastori, approfittando della speranza di avere un vitello geneticamente più forte, potrebbero preferire incrociare le proprie femmine domestiche con yak selvatici. “Tuttavia, i vitelli risultanti sono più aggressivi e difficili da addomesticare,” commenta Naresh Kusi, un ricercatore dell’Università di Inland Norway.

Un Futuro da Salvaguardare

La pastorizia tradizionale, un tempo fiorente, sta rapidamente diminuendo a causa della perdita delle risorse naturali e delle malattie. Le competenze tradizionali, essenziali per la gestione dell’ecosistema di pascolo, stanno rischiando di essere dimenticate.

Acharya sottolinea l’importanza delle comunità locali nella conservazione dei yak selvatici. “Non possiamo parlare di conservazione senza considerare il ruolo dei pastori e della comunità locale,” afferma.

La creazione di rifugi per gli yak selvatici potrebbe costituire una possibile soluzione, isolando questi animali dagli yak domestici e preservando così la loro integrità genetica. Questo approccio, secondo Kusi, è fondamentale per garantire la sopravvivenza a lungo termine non solo degli yak ma anche dell’intero ecosistema di pascolo.

Fonti

In un momento in cui l’equilibrio ecologico è sottoposto a pressioni sempre crescenti, diventa cruciale agire ora per salvaguardare un patrimonio culturale e naturale unico.

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