Cane abbandonato in gabbia mentre il padrone lavora: video fa infuriare gli spettatori.

Pubblicato il da Anna Gaia Cavallo - Animali

Cane abbandonato in gabbia mentre il padrone lavora: video fa infuriare gli spettatori.

Il dibattito sul video di un beagle in gabbia su TikTok

Un video su TikTok che mostra un beagle, Oliver, trascorrere diverse ore in una gabbia mentre il suo proprietario è al lavoro ha scatenato un acceso dibattito online, accumulando oltre 123.000 visualizzazioni e dividendo l’opinione dei proprietari di animali su questa pratica.

Il clip, condiviso dall’utente @littlefeetinmass e ripreso da una telecamera di sicurezza domestica, mostra Oliver, un beagle di quattro anni, che si muove all’interno della sua gabbia, cambia posizione e, nella maggior parte del tempo, dorme. A metà del filmato, la sorella del proprietario arriva per portarlo a fare una passeggiata durante la pausa pranzo, prima di riportarlo nella gabbia.

La difesa del proprietario sulla gabbia per cani

Il proprietario, residente negli Stati Uniti, ha dichiarato a Newsweek che Oliver “passa al massimo sei ore nella gabbia”, aggiungendo di aver pubblicato il video per “normalizzare l’uso delle gabbie e far capire che il suo animale è fine.” La didascalia accompagna il video con un messaggio controverso: “il mio cane ama la sua gabbia e probabilmente continuerò a metterlo lì quando è supervisionato”, il che ha subito suscitato reazioni negative.

“Quel cane merita di meglio!” ha commentato un utente. Un altro si è chiesto: “Perché avere un cane se sei fuori tutto il giorno?” Quest’argomento ha sollevato interrogativi sull’adeguatezza di lasciare un animale solo per lunghi periodi, suscitando un acceso confronto nella comunità di TikTok.

Jennifer Fryer, veterinaria di Chewy, ha dichiarato a Newsweek: “Un cane adulto può generalmente aspettare da sei a otto ore tra le uscite per i bisogni, mentre per i cuccioli questo intervallo può essere compreso tra una e due ore, allungandosi man mano che crescono.” Questa affermazione ha fornito un contesto utile al dibattito, evidenziando l’importanza di conoscere le esigenze del proprio pet.

Nell’intervista, il proprietario spiega che Oliver riceve un’ora di passeggiata e attività stimolanti prima dell’inizio della sua giornata lavorativa e viene portato in un’escursione quotidiana di un’ora al ritorno a casa. “Volevo condividere il clip perché pensavo fosse un buon modo per mostrare ad altri proprietari di animali che l’uso della gabbia non deve essere un’esperienza negativa per il cane o per i loro umani,” ha affermato.

Ha inoltre aggiunto che quando adopteranno Oliver, i tentativi di lasciarlo libero mentre era solo non hanno avuto successo. “Non gli piaceva affatto. Credo che tutta quella libertà lo sovrastasse, specialmente quando era solo,” ha spiegato. “Lo spazio più ristretto della gabbia è più prevedibile per lui e lo rende molto più tranquillo.”

Il proprietario ha sottolineato le preoccupazioni legate alla sicurezza, affermando che la gabbia “limita le opportunità di distruzione e ostruzione,” e se non c’è, Oliver “non riesce a calmarsi” e diventa ansioso ad ogni rumore. Una domanda posta da un commentatore ha messo in discussione il legame tra il cane e la sua gabbia: “Come fai a sapere che gli piace?” i ricercatori chiedono se il comportamento di un animale possa effettivamente esprimere il suo benessere.

La risposta del proprietario è stata chiara: “Perché cerca sempre di entrarci anche quando la porta è chiusa. Non si sta disperando quando è lì dentro. È rilassato e pronto a giocare quando torniamo a casa, non stressato.” Mentre molti hanno criticato questa configurazione, altri hanno difeso la routine del proprietario, evidenziando che “questo è un comportamento ragionevole e comune per i cani, specialmente prima della pandemia.”

Il proprietario ha risposto a chi lo criticava: “Pensavo di impazzire. Lavorare da casa o essere disoccupati non è per tutti, gente!” Man mano che il dibattito prosegue, il video continua a essere un punto focale in una conversazione più ampia sulle esigenze moderne di cura degli animali domestici, il training in gabbia e le aspettative imposte ai proprietari di cani che lavorano.

Un ulteriore aspetto del dibattito riguarda la necessità di forme alternative di supporto per gli animali domestici, specialmente in situazioni in cui i proprietari devono rimanere lontani per lungo tempo. La formazione e la socializzazione sono fondamentali, così come il considerare opzioni come i dog sitter o le passeggiate programmate. Ciò non solo garantisce il benessere degli animali, ma aiuta anche a mantenere un equilibrio tra vita lavorativa e responsabilità verso il proprio pet.

La situazione di Oliver non è isolata; è un riflesso delle sfide che affrontano molti proprietari di animali in un mondo frenetico. Incoraggia una discussione continua sull’equilibrio tra la vita quotidiana e le necessità emotive e fisiche degli animali domestici. In questo contesto, è fondamentale che i proprietari comprendano le esigenze specifiche dei loro animali, rendendo così l’adozione una scelta più consapevole ed informata.

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