Capire gli uomini: Come interpretare l’incomunicabilità maschile o la distanza emotiva nel rapporto (pagina 4)
Pubblicato il da Anna Gaia Cavallo - aggiornato il - Donna
Non tutti possiedono lo stesso vocabolario emotivo. Una persona può provare rabbia, paura, vergogna o tristezza senza riuscire immediatamente a identificarle e comunicarle. In questi casi, la domanda “che cosa provi?” può essere percepita come troppo generica e produrre una risposta apparentemente frustrante: “non lo so”.
Può essere più semplice partire da domande concrete. “Sei arrabbiato con me o sei preoccupato per quello che è successo?” oppure “Preferisci parlarne adesso o più tardi?” possono rendere la conversazione meno astratta. L’obiettivo non dovrebbe essere costringere l’altro a trovare immediatamente le parole perfette, ma creare le condizioni per poterlo fare.
Allo stesso tempo, comprendere una difficoltà comunicativa non significa assumersi il compito di indovinare sempre ciò che l’altro pensa. In una relazione adulta, entrambi dovrebbero progressivamente contribuire alla comunicazione. L’empatia non può trasformarsi nell’obbligo di leggere la mente del partner.