Carta del docente: Castellana (Gilda) critica il disinteresse delle grandi aziende per le convenzioni.
Pubblicato il da Germana Bevilacqua - Scuola e Università
Critiche alla Carta del Docente allargata ai Trasporti
La recente decisione di allargare l’uso della Carta del Docente ai trasporti pubblici ha sollevato un forte malcontento tra gli insegnanti, come dimostrato da un sondaggio esclusivo condotto dalla Tecnica della Scuola. Anche la Gilda degli Insegnanti ha espresso posizioni critiche in merito. Vito Carlo Castellana, coordinatore nazionale del sindacato, ha approfondito questo tema nell’ultima puntata di Scuola Talk. Secondo lui, utilizzare la Carta in questo modo richiede un processo complesso: generare il bonus, cercare chi è convenzionato e utilizzare una piattaforma che può risultare costosa e soggetta a malfunzionamenti.
“Sarebbe molto più semplice utilizzare il proprio codice fiscale”, ha sottolineato Castellana. “Ad esempio, quando si acquista un libro o un biglietto del treno, il docente potrebbe fornire il proprio codice fiscale e i dati verranno automaticamente trasmessi all’Agenzia delle Entrate, simile a quanto avviene per i medicinali in farmacia”. Questa proposta mira a semplificare un sistema che attualmente appare come un ostacolo per molti insegnanti.
L’alternativa all’allargamento ai Trasporti
Castellana ha messo in evidenza che l’allargamento della Carta ai trasporti rischia di diventare un vero e proprio fallimento. Le grandi aziende, come Trenitalia, non sono motivate a creare convenzioni poiché ciò comporterebbe un’ulteriore burocrazia per guadagni limitati. “In molti Paesi civili, i trasporti per i docenti sono gratuiti o scontati attraverso un semplice tesserino, proprio come avviene per le forze armate”, ha affermato. Castellana ha avanzato una proposta: un sistema unico attraverso il quale i docenti possano accedere gratuitamente a musei e concerti, e viaggiare senza creare continuamente bonus sulla piattaforma.
If this system was implemented, afferma il sindacalista, tutti i coinvolti potrebbero beneficiare di una procedura semplificata. “È fondamentale smettere di complicare la vita ai docenti”, ha proseguito Castellana, evidenziando come il sistema attuale non solo risulti complesso ma anche frustrante per molti. Al focus dell’attenzione, pertanto, dovrebbe esserci un cambiamento radicale per rendere le risorse più accessibili e facilmente utilizzabili.
Oltre ai problemi pratici legati all’uso della Carta del Docente, ci sono ulteriori aspetti che preoccupano i membri della Gilda. Castellana ha parlato anche della rimodulazione sull’hardware, interpretata da molti come una misura “punitiva” nei confronti di alcuni furbetti. “Molti docenti, in particolare quelli più anziani, hanno difficoltà nell’interagire con la piattaforma e si rivolgono alle nostre sedi per ricevere assistenza nella generazione dei bonus”, ha spiegato. Esiste, poi, la questione dello SPID: l’uso del Sistema Pubblico di Identità Digitale per l’attivazione della Carta è diventato a pagamento, un ulteriore ostacolo per molti insegnanti.
In questo clima di incertezze e critiche, resta sottinteso un tema ben più ampio: il problema dei salari nel comparto istruzione. “Non possiamo pretendere di risolvere un serio problema stipendiale con queste piccole manovre”, ha concluso Castellana, esprimendo la necessità urgente di una riforma più profonda e significativa per i docenti. Le misure attuali, a detta del sindacalista, non rispondono in alcun modo alle reali esigenze salariali degli insegnanti e non riescono a fornire un supporto concreto.
La discussione attorno alla Carta del Docente si inserisce in un contesto più ampio, dove la valorizzazione del personale educativo e la revisione delle risorse a disposizione risultano più che mai necessari. Una riforma efficace non solo migliorerà l’accesso alla cultura e ai trasporti, ma potrebbe anche rappresentare una risposta ai bisogni reali degli insegnanti in tutta Italia.
Non perderti tutte le notizie di Scuola e Università su Blog.it