Case green, cosa cambia davvero per chi possiede una casa: lavori, caldaie, pannelli solari e classe energetica (pagina 3)
Pubblicato il da Luigi Salemi - aggiornato il - Green
Un altro tema molto discusso riguarda le caldaie a gas. La direttiva stabilisce che dal 1° gennaio 2025 gli Stati membri non devono più offrire incentivi finanziari per l’installazione di caldaie autonome alimentate da combustibili fossili, con le eccezioni previste dalla normativa europea. Questo non significa, però, che tutte le caldaie a gas esistenti debbano essere eliminate immediatamente.
Per il 2040 la direttiva indica un percorso verso l’eliminazione delle caldaie alimentate da combustibili fossili, ma anche in questo caso saranno i piani nazionali a definire il percorso concreto.
Diverso il discorso per il solare. La direttiva prevede un progressivo aumento dell’installazione di impianti solari sugli edifici, quando tecnicamente appropriato ed economicamente e funzionalmente fattibile. Per i nuovi edifici residenziali il termine previsto per l’installazione di impianti solari adeguati è il 31 dicembre 2029, mentre per gli edifici pubblici e non residenziali sono previste scadenze progressive già a partire dal 2026.
Questo non significa quindi che ogni proprietario di una casa esistente dovrà automaticamente installare pannelli fotovoltaici.
Anche sul fronte della vendita e dell’affitto è importante distinguere tra direttiva europea e norme nazionali. La direttiva non introduce un divieto generale di vendere o affittare una casa in classe G. Eventuali requisiti aggiuntivi potranno essere stabiliti dagli Stati attraverso la normativa nazionale.
Per i proprietari, quindi, il tema centrale non è una scadenza unica entro la quale ogni abitazione dovrà essere trasformata, ma il progressivo adeguamento del patrimonio edilizio attraverso interventi di efficienza energetica. Prima di affrontare lavori costosi sarà fondamentale conoscere la situazione dell’immobile, verificare l’APE, valutare gli interventi realmente necessari e attendere di conoscere nel dettaglio gli strumenti di sostegno previsti dall’Italia.
La direzione europea è chiara: ridurre progressivamente i consumi e arrivare a un patrimonio edilizio a emissioni zero entro il 2050. Il modo in cui questo obiettivo ricadrà concretamente sulle singole abitazioni dipenderà però dalle decisioni nazionali.