Cause, sintomi, diagnosi e trattamento dell’ipotensione ortostatica spiegati in modo chiaro e completo

Pubblicato il da Germana Bevilacqua - aggiornato il - Sintomi e Cure: consigli, rimedi e prevenzione

Cause, sintomi, diagnosi e trattamento dell’ipotensione ortostatica spiegati in modo chiaro e completo

Che cos’è l’ipotensione ortostatica?

L’ipotensione ortostatica è una condizione che si verifica quando la pressione arteriosa si riduce improvvisamente nel momento in cui una persona si alza da una posizione seduta o sdraiata. I sintomi possono includere senso di svenimento, debolezza, visione offuscata e, nei casi più gravi, sincope o perdita di coscienza.

Quando una persona si alza, il corpo deve adattarsi per mantenere un flusso sanguigno adeguato al cervello. Senza un corretto adattamento, la pressione sanguigna si abbassa causando i sintomi sopra descritti. Il termine “ipotensione ortostatica” deriva dal greco, dove “ortostatico” indica la posizione eretta del corpo, “ipo” significa “basso” e “tensione” si riferisce alla pressione sanguigna.

Il corretto apporto di sangue agli organi dipende da tre fattori principali:

Ogni cambiamento posturale coinvolge il sistema cardiovascolare e il sistema nervoso autonomo, responsabile della regolazione automatica dei processi corporei. Questo sistema bilancia due componenti: il sistema simpatico, che accelera le risposte corporee, e il sistema parasimpatico, che le rallenta.

L’adrenalina prodotta dal sistema simpatico prepara il corpo a rispondere a situazioni di stress aumentando la frequenza cardiaca e la pressione. Dall’altro lato, l’acetilcolina del sistema parasimpatico agisce come un agente calmante, riducendo frequenza cardiaca e pressione.

Quando ci si alza, rilevatori di pressione (barocettori) presenti nelle arterie carotidi e nell’aorta percepiscono una leggera diminuzione della pressione causata dalla gravità che attira il sangue verso le gambe. A questo punto, il sistema simpatico aumenta la frequenza cardiaca, la forza di contrazione del cuore e contrae i vasi sanguigni per mantenere il flusso sanguigno cerebrale.

Se queste risposte non avvengono in modo efficiente, il flusso sanguigno al cervello si riduce causando sintomi tipici dell’ipotensione ortostatica.

Principali cause dell’ipotensione ortostatica

L’ipotensione ortostatica può derivare da diverse cause che interferiscono con il sistema di regolazione del flusso sanguigno verso il cervello. Tra le più comuni vi è la perdita di fluidi all’interno dei vasi sanguigni.

Chi è maggiormente a rischio e sintomi

L’ipotensione ortostatica è più comune negli anziani, a causa della rigidità arteriosa e della presenza di malattie croniche che compromettono la risposta cardiovascolare. Anche la gravidanza può favorire questa condizione per l’aumento del volume circolante e la fisiologica riduzione della pressione.

Altri fattori di rischio includono l’eccessiva sudorazione con perdita di liquidi, l’abuso di alcol, droghe, e la presenza di patologie neurologiche o cardiache.

I sintomi principali derivano dalla diminuzione dell’apporto di sangue al cervello e comprendono:

Spesso, questi sintomi si risolvono rapidamente una volta che ci si siede o si torna a una posizione supina. Nei casi più gravi è necessario intervenire prontamente per evitare cadute o infortuni.

Quando è necessario consultare un medico?

Avvertire frequentemente un senso di svenimento o perdita di coscienza non è normale e richiede una valutazione medica approfondita. In caso di episodi di perdita di coscienza anche brevi, ci si deve rivolgere immediatamente a un professionista sanitario.

La diagnosi si basa soprattutto sull’anamnesi e sull’esame fisico, che può includere misurazioni della pressione e della frequenza cardiaca in posizione sdraiata e subito dopo l’alzata.

Secondo linee guida internazionali, un calo di almeno 20 mmHg della pressione sistolica o di 10 mmHg di quella diastolica entro 3 minuti dall’assunzione della posizione eretta indica ipotensione ortostatica.

Possono essere necessari esami del sangue per valutare anemia, squilibri elettrolitici e funzionamento renale. Inoltre, elettrocardiogramma, ecocardiogramma e test da sforzo possono aiutare a investigare eventuali cause cardiache. In casi selezionati si utilizza il test da tilt table, che monitora pressione e ritmo cardiaco durante una progressiva inclinazione del corpo.

Come si tratta l’ipotensione ortostatica?

Il trattamento dipende dalla causa sottostante. Nei casi di disidratazione è fondamentale reintegrare i fluidi; se derivante da farmaci, si può valutare una riduzione o modifica della terapia.

Si possono utilizzare calze compressive per prevenire l’accumulo di sangue nelle gambe durante la posizione seduta o sdraiata, migliorando il ritorno venoso.

In persone sane con episodi lievi, si consiglia di aumentare l’assunzione di sale e liquidi, e in alcuni casi possono aiutare la caffeina o farmaci anti-infiammatori non steroidei come l’ibuprofene. Per situazioni più complesse può essere prescritta la fludrocortisone, un farmaco che aumenta il volume circolante ma con possibili effetti collaterali quali squilibri elettrolitici e aumento di peso.

Complicazioni e prevenzione

La complicazione più grave è rappresentata dalle cadute dovute allo svenimento, che possono causare traumi e lesioni importanti.

Per prevenirla è fondamentale mantenere un’adeguata idratazione soprattutto in condizioni di caldo e durante attività fisica intensa. È importante anche monitorare la comparsa di sintomi in seguito all’assunzione di nuovi farmaci e consultare il medico in caso di dubbi.

Inoltre, evitare movimenti bruschi e adottare una posizione graduale dal supino all’ortostasi aiuta a ridurre il rischio di episodi di ipotensione ortostatica.

Fonti ufficiali e approfondimenti:

Le notizie riguardanti sintomi e cure riportate su blog.it vengono esposte a titolo informativo. Nel caso, voi o i vostri cari, soffriate di una delle patologie da noi trattate vi invitiamo a contattare il vostro medico curante..

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